Cristina Sciannamblo

Body scanner, ammissione con riserva

Una Corte d'Appello federale sostiene che gli scanner full-body non violino la legge. Ma TSA avrebbe sbagliato a introdurli senza istituire le dovute consultazioni pubbliche. Che ora diventano obbligatorie

Roma - La presenza dei body scanner all'interno degli aeroporti statunitensi non viola nessuna della norme prescritte dal codice legislativo a stelle strisce né i principi costituzionali: è il giudizio emesso da una Corte d'Appello federale in merito alle richieste prodotte da Electronic Privacy Information Center (EPIC), associazione in difesa dei diritti civili che si batte per impedire che oltre 500 dispositivi vengano piazzati negli scali aeroportuali d'Oltreoceano.

La Corte d'Appello del District of Columbia è stata chiamata a decidere in merito alla presunta invasività determinata dalla tecnologia Advanced Imaging degli scanner full-body installati in almeno 78 aeroporti statunitensi. Secondo EPIC, la presenza di tali apparecchi si pone in contrasto con le leggi a tutela della privacy, quelle volte a difendere la libertà di religione oltre che con i principi espressi dal Quarto Emendamento.

I ricorrenti sostengono che la tecnologia presente all'interno degli scanner millimetrali violi il Quarto Emendamento perché sarebbe più invasiva di quanto sia necessario per scovare armi o esplosivi. La Corte sostiene che, come caldamente suggerito dalla Corte Suprema, "il monitoraggio dei passeggeri negli aeroporti si caratterizza come operazione amministrativa, poiché il suo obiettivo principale non è determinare se un passeggero abbia commesso un crimine, bensì proteggere il pubblico da attacchi terroristici". Secondo la Corte, dunque, si tratta di trovare il giusto equilibrio tra tutela della riservatezza individuale e difesa di interessi governativi legittimi.
Tuttavia, nonostante il rigetto delle istanze avanzate da EPIC, i giudici interessati al caso hanno aggiunto che Transportation Security Administration (TSA) abbia infranto la legge federale nel 2009, quando ha formalmente deciso di adottare i body scanner come strumento primario di controllo. In questo modo, secondo la Corte, TSA ha violato l'Administrative Procedures Act per non aver istituito i 90 giorni di consultazioni pubbliche e aver direttamente intrapreso l'installazione dei body scanner.

I giudici hanno inoltre confermato la decisa invasività prodotta dalla tecnologia Advanced Imaging, capace di generare una immagine fin troppo chiara del corpo umano, un'attività che non può prescindere da un parere della collettività. Per questo motivo, la Corte ha deciso che non ordinerà l'interruzione dello screning full-body, ma obbligherà TSA a rispettare le regole di trasparenza e responsabilità previste per tutte le agenzie governative.

Cristina Sciannamblo
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1 Commenti alla Notizia Body scanner, ammissione con riserva
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  • ...io ancora non ho capito se sono attivi o no a Malpensa visto che l'anno scorso, quando in teoria avrebbero già dovuto esserlo, a me non è stata fatta la scansione. Parlo ovviamente di volo verso gli Usa.
    Meglio così per intendersi però sarei curioso (anche tenuto conto che all'epoca era stato sbandierato il suo utilizzo verso tutti i voli con tanto di prova del ministro bla bla bla).
    Ciao
    non+autenticato