Mauro Vecchio

Trasparenza TLC, Italia ammonita

Le autorità di Bruxelles hanno inviato una lettera di messa in mora a 20 autorità nazionali, Italia compresa. Non avrebbero ancora implementato le nuove regole per le TLC. Avranno ora due mesi di tempo per rispondere

Roma - Avranno due mesi di tempo per rispondere, prima che le autorità di Bruxelles passino al secondo stadio della procedura d'infrazione a carico di 20 paesi membri dell'Unione Europea. Le autorità di Italia, Olanda, Germania, Francia e Grecia (tra le altre) hanno dunque ricevuto una prima lettera di messa in mora da parte della Commissione Europea, avendo tardato nel recepimento nazionale del cosiddetto Pacchetto Telecom.

Approvato alla fine del 2009, il nuovo corso per gli operatori di telecomunicazione in Europa aveva offerto ai singoli stati membri un tempo limite fissato alla fine dello scorso maggio. Le varie autorità nazionali dovrebbero così aver già implementato le nuove regole comunitarie, come ad esempio quelle relative alla trasparenza nei servizi o alla possibilità di cambiare operatore mobile in un solo giorno e senza cambiare numero di telefono.

Alla lettera di messa in mora - primo stadio della procedura d'infrazione - potrebbe successivamente seguire un parere motivato, che di fatto obbligherebbe le singole autorità nazionali ad implementare le nuove regole del Pacchetto Telecom. In casi estremi, gli stati verrebbero deferiti presso la Corte di Giustizia del Vecchio Continente. Si attende la risposta dell'Italia entro 60 giorni. (M.V.)
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