Cristina Sciannamblo

Cellulare e salute, scetticismo danese

Un gruppo di ricercatori ha effettuato uno studio dal quale emerge che non vi Ŕ incidenza di rischio nello sviluppare tumori da parte di chi usa il telefonino. Mentre San Franscisco ci riprova con la legge delle etichette

Roma - La correlazione tra tumori al cervello e uso del telefonino non è provata. ╚ solo una delle ultime conclusioni tratte in merito all'annosa questione scientifica da parte di uno studio danese pubblicato su American Journal of Epidemiology. Secondo i ricercatori, coloro che hanno utilizzato un telefono mobile per un periodo di tempo che va da 11 a 15 anni non è più esposto a sviluppare il neuroma acustico rispetto ai neofiti del telefonino o, addirittura, a chi non lo ha mai utilizzato.

Lo studio, coordinato dal Dottor Joachim Schuz, membro dell'International Agency for Research on Cancer (IARC), ha analizzato i dati relativi a oltre 2,8 milioni di cittadini danesi adulti in relazione al neuroma acustico, tumore che si sviluppa nella zone dell'orecchio, proprio nel punto in cui l'epidermide entra in contatto con il dispositivo telefonico, causando sintomi quali vertigini, problemi di equilibrio e ronzio nelle orecchie. In casi più seri, può svilupparsi fino al cervello procurando conseguenze più gravi. Sebbene non si tratti di una patologia cancerosa, il neuroma acustico è considerato come uno dei disturbi della salute di riferimento rispetto alla presunta relazione tra cellulari e rischio di tumori al cervello.

"Un elemento di interesse è che i neuromi acustici si sviluppano nella zona del cervello dove viene assorbita maggiore energia emessa dai telefoni cellulari, rispetto ad altre aree del cervello", spiega Schuz. Una posizione che, tutto sommato, si colloca sullo stesso solco del giudizio espresso di recente dalla IARC, che ha classificato le radiazioni elettromagnetiche come eventualmente cancerogene per gli esseri umani.
Il gruppo di ricerca ha utilizzato due studi di riferimento condotti in Danimarca nel 1995 e nel 2006, scoprendo che, su 2,9 milioni di soggetti, al gruppo composto da coloro (uomini e donne) che avevano sottoscritto un abbonamento telefonico di 11 anni non era correlato nessun aumento di rischio nel contrarre il neuroma acustico.

Dall'altra parte dell'Oceano, invece, il problema delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari viene affrontato dal punto legislativo. La città di San Francisco ci riprova con l'approvazione della legge che vuole obbligare tutti i rivenditori di apparecchi wireless a indicare le esatte emissioni di radiazioni elettromagnetiche dei dispositivi posti in vendita. Qualche mese fa il provvedimento era stato accantonato a causa della ferma opposizione da parte della Cellular Telecommunications and Internet Association (CTIA).

La legge emendata ha ora ricevuto l'approvazione da parte delle associazioni dei cittadini e si prepara a ottenere il supporto del Consiglio dei Supervisori.

Cristina Sciannamblo
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