Ritardi: Libero, pubblicità ingannevole

Con la pubblicazione, ieri, sul bollettino dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato si evidenzia tutto il ritardo delle decisioni sul caso denunciato da ALCEI

Ritardi: Libero, pubblicità ingannevoleWeb - Il 24 agosto dell'anno scorso, ALCEI, associazione che si batte per la libertà della comunicazione elettronica, ha segnalato all'Autorità garante per la concorrenza e il mercato una pubblicità di Libero, la freenet di Infostrada, pubblicità che ALCEI riteneva essere ingannevole. Molti mesi dopo l'Autotorità è giunta a determinare che quella pubblicità era effettivamente ingannevole e ieri è apparso sul bollettino dell'Authority il provvedimento relativo.

Il punto chiave è che si tratta di una decisione "a scoppio ritardato". Libero da molti mesi ha cambiato la propria policy, quella che ha fatto "scattare" la denuncia di ALCEI, e c'è da scommettere che proprio la segnalazione all'Antitrust abbia indotto i vertici dell'azienda a "correggere il tiro". ALCEI aveva evidenziato che il messaggio promozionale non citava i termini contrattuali a cui gli utenti della freenet dovevano sottoporsi per utilizzare il servizio. Nelle settimane successive il contratto di abbonamento a Libero è cambiato, la profilazione degli utenti è stata ridimensionata significativamente... Insomma, ben poco di quanto segnalato ha a che vedere con la situazione attuale.

Sebbene non sia la prima volta, questa ritardata decisione dell'Autorità è così poco "integrata" ai tempi velocissimi del mercato delle freenet, dell'evoluzione dei costi di accesso e in generale delle dinamiche internet che appare quasi un "non-sense" sul piano giuridico. Attesta un principio, certo, ma riferito ad un fatto che è stato seppellito dalla cyberstoria.
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