Claudio Tamburrino

Web mobile, rischio assuefazione?

Nuovo studio e nuove paure in merito alla diffusione degli smartphone. Che in un modo o nell'altro ci stanno cambiando

Roma - Un nuovo studio sulle influenze della diffusione degli smartphone sulle abitudini e sulla vita degli utenti conferma che qualche controindicazione c'è. Soprattutto se se ne fa un utilizzo intensivo.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Personal and Ubiquitous Computing il possesso di uno smartphone con connessione mobile spinge più facilmente gli utenti all'assuefazione e "all'abitudine al check", alla pratica, cioè, di controllare spesso il menù, le notizie e le social app.

Si tratterebbe insomma della ripetizione di un gesto che dura meno di 30 secondi, ma che coinvolge l'utente in ogni momento della sua giornata: pratica che, con l'aggiunta di informazioni interessanti da seguire, si intensifica. Uno degli esperimenti condotti, per esempio, ha aggiunto ai contatti di rubrica dati geolocalizzati seguendone i movimenti: davanti a queste nuove informazioni l'utente si è dimostrato predisposto a controllare ancora più spesso il dispositivo.
Il ricercatore dell'Helsinki Institute Antti Oulasvirta si preoccupa del fatto che questo piccolo gesto "rappresenti inizialmente una risposta naturale ad alcune situazioni come la noia, per poi diventare un comportamento messo in atto qualsiasi cosa succeda intorno", estraniando di fatto l'utente dalle cose del mondo reale.

Insomma, magari si tratta in gran parte "solo" di un comportamento fastidioso per i colleghi o per chi sta vicino, ma rischia anche di diventare qualcosa di più profondo con pericolose conseguenze, per esempio, per la pervasività del lavoro all'interno del tempo libero e la non piena attenzione riservata alla guida.

Claudio Tamburrino
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