Alfonso Maruccia

VelocitÓ della luce, costante infrangibile

Ricercatori asiatici sostengono di aver misurato la velocitÓ ultima di una singola particella di luce, confutando una volta e per sempre l'idea di viaggiare oltre la velocitÓ limite. Einstein aveva ragione, dicono

Roma - I viaggi nel tempo popolarizzati dalla fantascienza di ogni tempo e paese? Pura e semplice fantasticazione, dicono il professore Du Shengwang e il suo team della Hong Kong University of Science and Technology: i fotoni rispondo alla legge fondamentale della velocità massima della luce, dicono i ricercatori, e l'ipotesi per cui possa esserci qualcosa di più veloce è semplicemente sbagliata.

Il dottor Shengwang e colleghi hanno misurato con precisione la velocità di un singolo fotone, mettendo la parola fine - a loro dire - al dibattito sulla possibilità di un viaggio temporale e l'esistenza di particelle in grado di viaggiare più veloce della luce.

"Einstein sosteneva che la velocità della luce era il codice della strada dell'universo", dicono i ricercatori, e le precise misurazioni fatte nel loro studio riaffermano la validità degli enunciati esposti dallo scienziato tedesco nella sua teoria della relatività speciale.
Se la fantascienza ha ancora la possibilità di fantasticare sui viaggi temporali tramite wormhole e fenomeni gravitazionali estremi ipotizzati dalla teoria della relatività generale, dunque, i ricercatori asiatici sono convinti di aver confermato l'impossibilità dei fenomeni superluminali: la scoperta della propagazione di fotoni a velocità superiori a quella della luce - risalente a 10 anni or sono - era solo un fenomeno ottico e nient'altro.

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