Claudio Tamburrino

Brevetti, averne fino a qui

E se fossero i colossi a non tollerare più la guerra a colpi di brevetto? Un legale di Google li vede come un ostacolo all'innovazione

Roma - Kent Walker, consigliere generale addetto alla proprietà intellettuale di Google, ha detto che il settore smartphone sta vivendo un periodo di corsa agli armamenti per i brevetti che sta danneggiando i consumatori e lasciando le aziende impantanate tra infinite cause legali.

Anche non facendo diretto riferimento a Google, d'altronde, è evidente che se il sistema brevettuale non sta scoppiando, è comunque alle prese con qualche problema di equilibrio vista la serie lunghissima di denunce incrociate che legano tra loro quasi in un labirinto le aziende ICT.

La sua avversaria diretta sugli smartphone, Apple, per portare un esempio eclatante, si trova impigliata in decine di cause legali che rischiano di spolpare il suo iPhone lasciando solo una carcassa ormai inutilizzabile con la Mela morsa sul retro.
Se tutte le denunce nei suoi confronti fossero accolte dai giudice (tralasciando controdenunce, accordi ed appelli), infatti, in violazione di un qualche brevetto sarebbero il suo sistema di gestione della musica, la tecnologia per l'aggiornamento di applicazioni dalla versione freemium a quella a pagamento, il sistema per la visualizzazione delle preview delle foto in formato digitale, il sistema di alimentazione dell'apparecchio, l'accesso alla memoria del compositore telefonico, il metodo utilizzato per scalare le dimensioni di una pagina Web, le tecnologie impiegate per il "potenziamento della trasmissione di voce e dati", le tecnologie legate a "metodi ed apparati per la trasmissione di dati in sistemi di comunicazione mobile" e in particolare alla tecnologia UMTS, al sistema HSDPA, CDMA, alla gestione del traffico dati, ma anche il touch screen e il multitouch.
Stesso discorso, d'altra parte, è mutuabile con i dispositivi Android, che peraltro già hanno incassato una pesante sconfitta nei confronti di Microsoft.

Sintomatico di un clima che potrebbe quasi essere definito "isterico" è la situazione creatasi intorno all'asta per i 6mila brevetti Nortel: Google era convinta di aggiudicarseli per usarli difensivamente, dal momento che aveva fatto un'offerta che probabilmente riteneva ineguagliabile, ma è stata alla fine superata da un consorzio di grandi aziende che vede unite Apple, Microsoft, Sony e RIM.

La neo-coalizione, che appare palesemente nata in ottica anti-Google, ha dunque lasciato Mountain View con un pugno di mosche e con la necessità di rimpolpare (correre agli armamenti, appunto) il suo portafoglio brevettuale in vista dei prossimi attacchi attesi nei confronti di Android.

Per Google, insomma, nonostante le rassicurazioni di Schmidt e un totale di 728 brevetti a suo nome, qualche problema inizia ad esserci: Kent Walker dice adesso che "è difficile trovare il percorso migliore su cui muoversi, ci sono troppe cause".

Problema principale resta quello dei brevetti software, che "ingolfano l'innovazione": Mountain View arriva a parlare di "disarmo", ma fra le strade c'è anche il ricordo al Congresso degli Stati Uniti, alla Federal Trade Commissione e all'Ufficio statunitense marchi e brevetti per cercare di riformare un sistema che, com'è adesso, lascia aperte troppe troppe possibilità di abusi. E su questo fronte Google potrebbe trovarsi alleata ad altri soggetti esasperati dalla situazione.

Claudio Tamburrino
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61 Commenti alla Notizia Brevetti, averne fino a qui
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  • Secondo me il sistema andrebbe ripensato così:
    Ogni Stato dovrebbe utilizzare l'ufficio brevetti, magari in collaborazione con studi legali specializzati, affinchè quando ci sono dispute si possa formare una "giuria" con non meno di 10 individui per ogni Stato interessato, che verranno convocati al bisogno. Le grandi potenze poi (Europa, Stati Uniti, ecc...) dovrebbero legiferare affinchè in tali casi la disputa passi di competenza sia dell'istituto che accusa che di quello accusato. Dovranno comunicare insieme per mettere ai voti sulla effettiva "innovazione" tecnologica.

    Mi spiego meglio:
    supponiamo che la Microsoft voglia chiamare in causa la Magix (software house tedesca). Verrebbe a crearsi una trafila di problemi dovuti alla distanza dei vari tribunali e alle legislazioni differenti.

    Questi 20 giudicanti (10 degli Stati Uniti e 10 tedeschi) saranno praticamente dei giudici di pace e decreteranno, su base "discrezionale" (come fanno i giurati negli Stati Uniti) se il brevetto effettivamente porta un'innovazione tale da aver rivoluzionato il settore. Se il 75% dei voti è a favore di tale tesi, allora il brevetto della parte accusante è valido, altrimenti non è valido. Se ci sono degli astenuti, saranno giudicati come voti contrari.

    L'ideale sarebbe che questi giudicanti venissero cambiati ad ogni causa e che decidessero nel minor tempo possibile, così da evitare accordi extragiudiziari.

    Per il discorso della validità di due brevetti nati in Stati diversi, io la farei moolto semplice: questi devono aver valore anche al di fuori degli altri Stati, punto e basta. Se la Microsoft brevetta la ruota e la Magix il cerchio, è giusto che ruota e cerchio siano considerati brevetti "similari" e quindi le stesse tipologie di prodotto debbano poter circolare liberamente negli U.S., come in Germania, come nel resto del mondo; senza bisogno che uno paghi le royalties all'altro.

    Di fatto non si eliminerebbero i brevetti ma si garantirebbe che la stessa tecnologia possa essere brevettata (e prodotta) potenzialmente in tutti gli Stati, creando per forza di cose concorrenza. E quando c'è concorrenza, c'è sempre più prosperità ed equilibrio.

    Inoltre, il sunto chiave di quello che ho scritto, è che non deve essere possibile per una superditta poter brevettare "una nuova salsa per il wi-fi" che è solo una combinazione di robe esistenti con un pizzico di originalità. Il brevetto deve fare quello che deve fare: rivoluzionare il settore.

    Ci tengo poi a precisare che il brevetto ovviamente non deve applicarsi a progetti finalizzati alla comunità come i software della GNU ma anche alle associazioni umanitarie.

    Questa è la mia ricetta se fossi un politico!
    non+autenticato
  • Chi dice che i brevetti non dovrebbero esistere allora gli auguro in futuro di inventare qualcosa di innovativo, così quando vede il lavoro di anni copiati il giorno dopo ne riparliamo... ma per favore!

    Che ci siano giochi di potere sotto è palese, e sono quelli che rovinano il tutto, ma a mio parere sono l'unica arma di difesa che può avere una piccola società contro le multinazionali.

    Il problema vero è che i brevetti alla fine non valgono niente, perchè per mia esperienza personale i giudici poi (parlo dell'Italia) interpretano la cosa come vogliono. Nel mio caso avevamo dei brevetti su una linea di prodotti, che la società a cui li vendevamo aveva dichiarato di intervenire lei stessa nel caso di violazione, non fosse poi che è stata lei stessa a violarli copiando la linea per la produzione in Cina e in tutto questo il giudice italiano sosteneva che il prodotto non era nemmeno brevettabile quando non era nemmeno sua competenza dire una cosa del genere.
    non+autenticato
  • è brevettare l'oggetto. Brevettare le idee porterà all'incaprettamento del sistema.
    non+autenticato
  • I brevetti sono un dannosissimo impedimento al Progresso dell'Umanità.

    I brevetti devono essere ABOLITI .
    non+autenticato
  • "riformare un sistema che, com'è adesso, lascia aperte troppe troppe possibilità di abusi "

    Ma com'è che leggo un "commento" obiettivo, e non sempre i soloti toni/commenti anti-Corp/Major/BigXY?

    Strano! C'è vento di cambiamento in redazione? A bocca aperta

    Comunque il punto, secondo me, è proprio questo: gli ABUSI!!!
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