Roma - Era lo scorso febbraio quando il celebre
cyberlocker Megaupload veniva
investito dal fuoco legale di
Perfect 10, azienda californiana specializzata in vari contenuti per adulti. Secondo l'accusa, il servizio di file hosting con base ad Hong Kong avrebbe
tratto cospicui guadagni dalle attività illecite dei suoi utenti.
I vertici di Megaupload avevano subito risposto a tono, sottolineando come tutti i link colti in violazione del diritto d'autore fossero stati rimossi. Un giudice californiano ha ora
respinto le richieste dei legali del
cyberlocker: la
causa intentata da Perfect 10 potrà così passare alla sua fase più calda.
Non è tutto. Secondo la visione del giudice, Megaupload potrebbe subire una sonora condanna per diretta violazione del copyright, dal momento che le sue attività
non sarebbero del tutto neutrali, ovvero degne di un armadietto digitale. Attraverso i siti ramificati Megaporn e Megaerotic, la piattaforma avrebbe commesso illeciti del diritto d'autore.
Megaupload sarebbe dunque consapevole delle attività dei suoi abbonati, addirittura
incoraggiati a caricare file attraverso uno specifico programma basato sulle ricompense. I legali del
cyberlocker - al pari di quelli di RapidShare - hanno ancora sottolineato come dietro
Perfect 10 si celi in realtà una società paralegale mascherata, un autentico troll del copyright.
Mauro Vecchio