Mauro Vecchio

Apple, condanna coreana per il tracciamento

La divisione coreana della Mela dovrà pagare una multa di 3 milioni di won (2mila euro) per aver tracciato a mezzo iOS gli spostamenti degli utenti. Rischiava la sospensione delle attività in Corea del Sud

Roma - C'è chi ha sottolineato come si tratti di una multa decisamente irrisoria, che non andrà certo ad intaccare le preziose riserve della iBank di Apple. Apple Korea dovrà pagare una somma pari a 3 milioni di won (poco meno di 2mila euro), per aver rastrellato senza autorizzazione i dati relativi alla geolocalizzazione dei suoi utenti.

A deciderlo sono stati i vertici di quella che in Corea del Sud è l'equivalente della statunitense Federal Communications Commission (FCC): la divisione locale dell'azienda di Cupertino dovrà pagare la multa in seguito allo scandalo scoppiato nello scorso aprile. I dispositivi basati su iOS si erano infatti resi protagonisti di estese attività di tracciamento degli utenti.

Stando all'agenzia di stampa Reuters, Apple avrebbe rischiato sanzioni ben più dure di quella comminata, in primis la sospensione delle operazioni in Corea del Sud per finire con una multa pari a 10 milioni di won (che comunque non raggiungono i 7mila euro). L'azienda di Cupertino avrebbe violato le attuali leggi locali sulla privacy.
Apple Korea aveva dovuto pagare un altro milione di won (poco più di 600 euro) all'avvocato trentaseienne Kim Hyung-Suk, che l'aveva denunciata per violazione della privacy, oltre che per danni emotivi causati dal suo sistema di geolocalizzazione. Da Cupertino era stato rilasciato poco dopo un aggiornamento ad hoc di iOS per risolvere il problema.

Mauro Vecchio
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