Claudio Tamburrino

New York, una polizia molto socievole

Il Dipartimento di Polizia della Grande Mela starebbe pensando ad un'unità addetta alla sorveglianza dei social network. Alla ricerca di criminali che non riescono a tenere nascoste le loro imprese

Roma - Il Dipartimento di Polizia di New York ha istituito un'unità addetta alla sorveglianza dei social network.

La polizia della Grande Mela non sarà probabilmente stata influenzata dalle accuse di Scotland Yard secondo cui Twitter e compagnia avrebbero giocato un ruolo determinante nei saccheggi e negli atti di violenza di questi giorni, ma è giunta alla stessa conclusione: le forze dell'ordine devono guardare anche ai social media e ai nuovi mezzi di comunicazione e organizzazione di gruppo, sia come mezzo di investigazione sia come possibile canale di prevenzione dei crimini.

Questa nuova unità, insomma, dovrebbe scandagliare i social network (vengono citati Twitter, Facebook e MySpace) alla ricerca di dichiarazioni di intenti criminogeni e di organizzazioni criminali. A guidarla Kevin O 'Connor, esperto del Dipartimento di New York che si dedica all'informatica e attento osservatore delle dinamiche delle gang.
A parte grandi mobilitazioni di massa che sembrano decisamente un'eccezione, così come episodi come quello del fuggitivo Ruben J. Burgos che ha "sfidato" le forze dell'ordine a giocare a guardia e ladri (e ha perso), difficile immaginare le occasioni in cui un'unità della polizia specificatamente dedicata a questi casi possa essere utile. Nonostante questo la polizia di NY ha già provveduto ad una serie di arresti con l'aiuto dei social network, utilizzati, per esempio, per individuare ricercati (che ingenuamente pubblicavano indizi utili a tal riguardo) o vere e proprie confessioni.

Non manca che attendere la serie televisiva che ne osannerà le gesta ritagliandogli storie e intrecci.

Claudio Tamburrino
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