Claudio Tamburrino

Street View, via libera in Israele

Accesso condizionato alle Googlecar: eventuali controversie dovranno essere affrontate in loco e i cittadini dovranno avere gli strumenti per chiedere l'offuscamento di contenuti specifici prima della loro pubblicazione

Roma - Dopo tre mesi di negoziazioni, il Ministro della Giustizia israeliano ha dato il via libera, anche se condizionato, a Google Street View.

Il servizio di mappatura di Google in Israele era finora bloccato: Israele era, insomma, tra quei paesi dove le autorità si mostravano a dir poco diffidenti nei confronti del servizi di Google e sopratutto dei metodi adottati per scattare fotografie e raccogliere dati.

A differenza degli altri paesi in cui Google stava incontrando problemi, tuttavia,;ountain View non era stato accusata solo di violare la privacy degli utenti con la raccolta dei dati ottenuti tramite reti WiFi aperte o con le fotografie dell'interno dei giardini, ma anche e soprattutto di compromettere la sicurezza offrendo immagini dettagliate ad eventuali aspiranti attentatori.
Nel paese il rischio di attacchi terroristici di vario genere è elevato, per questo ad interessarsi della questione è il Ministero della Giustizia e per questo si ipotizzava la possibilità di imporre ampie restrizioni relativamente a luoghi di interesse strategico e militare.

Le condizioni poste dal governo israeliano, in realtà, non si discostano molto da quelle pretese anche da paesi come la Germania e la Svizzera: si tratta principalmente dell'adozione di strumenti da mettere a disposizione degli utenti per offuscare le informazioni personali e i dati sensibili, come targhe e numeri civici, prima che vengano pubblicati online (presumibilmente un modello opt-out come quello adottato in Germania) e della divulgazione in anticipo del tragitto delle Googlecar.
Ultima richiesta viene poi fatta a Mountain View a proposito del foro di competenza in caso di scontro legale: tutte le eventuali controversie dovranno essere affidate a tribunali israeliani.

Associazioni israeliane di categoria, come ACRI che si occupa di diritti civili, hanno espresso dubbi, in particolare paventando la possibilità che la situazione porti ad un'"ulteriore erosione di diritti" per i cittadini.

Claudio Tamburrino
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