Protezione della Privacy nella posta elettronica

Il Centro Servizi Legali ripercorre le tappe che hanno portato la "privacy" in Italia e prende in esame la finta riservatezza della posta elettronica

Molti ne parlano, pochi la conoscono; questo potrebbe essere il degno epitaffio della legge 31 dicembre 1996 n. 675 sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, ossia la famigerata legge sulla privacy.

Storicamente la legge si pone come normativa di genese allogena.
Già nell?ormai lontano 1981, era stata siglata una Convenzione per la protezione delle persone nei confronti dell?elaborazione automatica dei dati personali, sottolineando la necessità, per i singoli Paesi sottoscrittori, di adottare misure idonee al fine di garantire l?effettività dei principi fondamentali relativi alla tutela dei dati personali.

Di fronte alla scarsa recettività dei singoli Stati gli organi della Comunità Europea si sono preoccupati di fissare dei principi informatori tali da garantire un'uniformità di disciplina nei singoli Paesi, principi stigmatizzati da due direttive la 95/46/CE e la 96/9/CE.
A fronte dell?insistenza comunitaria, il legislatore italiano si decideva ad emanare le norme in commento..

La finalità della legge tende a garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone fisiche e giuridiche, ivi comprese le associazioni (art. 1).

La legge, nella sua pratica applicazione, è senz?altro destinata ad influenzare la vita quotidiana dell?uomo comune.

Si è voluto, in una parola, garantire il diritto alla riservatezza del cittadino.

Il legislatore si è poi sfogato nel definire minuziosamente i termini cui vuole riferirsi (art. 2)
Così, dato personale è considerato qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione, identificati od identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione.
TAG: italia