Mauro Vecchio

Larry Page, il CEO che sapeva troppo

Gli azionisti di Google sul piede di guerra: i vertici avrebbero sempre saputo dell'illecito derivante dalle inserzioni farmaceutiche su AdWords. Violando così il rapporto fiduciario con gli shareholder

Roma - Tempi duri per il nuovo CEO di Google Larry Page. Un'azionista del colosso di Mountain View ha avviato una causa legale presso una corte di San José, accusando gli stessi vertici di BigG di aver facilitato l'importazione illecita di medicine canadesi nel mercato statunitense.

In sostanza, Google avrebbe violato il rapporto fiduciario con i suoi azionisti, in seguito all'accordo da 500 milioni di dollari con il governo statunitense. Secondo l'accusa - guidata da una donna residente in Pennsylvania - il CEO Larry Page sarebbe stato a conoscenza dell'illecito derivante dalle inserzioni relative a farmacie operative in paesi come appunto il Canada.

Mistero sulle richieste economiche da parte dell'azionista, che ha sottolineato come Google abbia fornito informazioni fuorvianti ai suoi shareholder. La Grande G avrebbe accuratamente evitato di specificare i proventi generati dall'inclusione illecita delle inserzioni all'interno dei meccanismi della piattaforma AdWords.
Sulla consapevolezza dell'illecito da parte di Page si è espresso anche un avvocato del Rhode Island, nell'ambito dell'inchiesta scatenata dal Dipartimento di Giustizia. "Larry Page sapeva cosa stava accadendo - ha spiegato Peter Neronha - e lo sappiamo dai documenti che abbiamo visionato nel corso delle indagini".

E i vertici di Google l'hanno ribadito ancora una volta: l'azienda di Mountain View non avrebbe mai dovuto implementare le inserzioni farmaceutiche all'interno di AdWords. Mentre un recente articolo del Wall Street Journal ha sottolineato come il regno del nuovo CEO sia stato già contrassegnato da significativi fallimenti.

Mauro Vecchio
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