Mauro Vecchio

USA, allenamenti segreti antipirateria

Due cablo diramati da Wikileaks testimoniano alcuni meeting organizzati dal governo statunitense per delineare le strategie di lotta a canali BitTorrent e gruppi warez. Obiettivo primario, infiltrarsi per rastrellare indirizzi IP

Roma - Un incontro segreto, organizzato dai vertici di IFPI e MPAA con le autorità della Corea del Sud. Un'occasione per parlare di pirateria sul web, in particolare della temibile scena warez, di quei gruppi online specializzati nella distribuzione anticipata di dischi.

A rivelarlo è stato uno dei tanti cablo diramati dal sito delle soffiate Wikileaks, un documento scritto nell'ottobre del 2009 dall'ambasciatore statunitense Kathleen Stephens. L'incontro tra i signori del copyright e il governo sudcoreano sarebbe stato coordinato dai vertici della U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE).

Chiari gli obiettivi strategici contenuti nel cablo: infiltrarsi tra i vasti meandri digitali dei vari gruppi warez per stanarli dall'interno. I colossi del diritto d'autore dovrebbero in sostanza affidare a persone di fiducia discrete quantità di file musicali in anteprima.
Queste stesse spie assoldate da IFPI dovrebbero conseguentemente guadagnarsi la fiducia incondizionata dei vari operatori warez, per avere libero accesso ai meccanismi di gestione dei siti pirata. Rastrellando informazioni e indirizzi IP da consegnare nelle mani delle autorità statunitensi e sudcoreane.

Un secondo cablo diramato da Wikileaks ha poi evidenziato gli sforzi compiuti da un altro ambasciatore statunitense in terra ucraina. Un fondo di circa 125mila dollari sarebbe stato stanziato per allenare gli agenti locali per la delicata sfida contro il torrentismo.

Mauro Vecchio
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9 Commenti alla Notizia USA, allenamenti segreti antipirateria
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  • tutto chiacchere e distintivo, ad esclusione di poche cose che sarebbero da prendere d'esempio. Questo è il caso in cui sono maestri di cercare una soluzione a posteriori. Il problema non è fermare la diffusione ma prevenirne l'inizio (a riguardo di guerre preventive sono il numero uno!). Un film nuovo è dato a poche persone in visione, critici, giornalisti etc. avrà bene un marker nei file ... eventualmente potrebbe essere una idea... Un watermarker al centro dell' immagine in preview non lo vedo cos' drammatico... a meno che non venga considerata pubblicità gratuita . Sono maestri delle finte guerre a valle del problema: esibiscono sistemi satellitari che fotografano la targa di un'automobile e poi nella guerra alla droga "piaga della gioventù americana" non vedono lussureggianti distese di oppio e affini ... Perchè in questo caso non le distruggono e con l'occasione esportano un pò di democrazia ? Ahhhh... forse sono già paesi democratici ....
    Comunque quando ci sono troppi proclami ho la sensazione che ci sia più un ordine di "Facete ammuina!". Quando uno ha una soluzione colpisce senza parlare.
    non+autenticato
  • Solo 125000$ per la formazione? Ci paghi lo stipendio per 1 anno a 2 docenti e l'affitto per l'attrezzatura, i locali ed i costi amministrativi.
    Certo, se poi questi ultimi costi vengono scaricati su strutture di proprieta' si puo' arrivare anche a 3 docenti (40k$ l'anno? Se gli va bene beccano un neolaureato).

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > Solo 125000$ per la formazione? Ci paghi lo
    > stipendio per 1 anno a 2 docenti e l'affitto per
    > l'attrezzatura, i locali ed i costi
    > amministrativi.

    se va bene con quelli ci pagano 1 solo docente fra tasse e varie, magari lo prendono in neroA bocca apertaDDDD
    non+autenticato
  • Se il disco non e' ancora uscito, e' ma gia' disponibile in queste fantasmagoriche reti warez, chissa' come ci e' finito?

    Sempre la stessa storia: se la prendono col piccolo pusher per non pestare i calli al grosso importatore.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Se il disco non e' ancora uscito, e' ma gia'
    > disponibile in queste fantasmagoriche reti warez,
    > chissa' come ci e'
    > finito?
    >
    > Sempre la stessa storia: se la prendono col
    > piccolo pusher per non pestare i calli al grosso
    > importatore.

    Stavolta no, se becchi il primo che la mette in rete becchi quasi certamente il responsabile o qualcuno che e' vicinissimo al responsabile.

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Se il disco non e' ancora uscito, e' ma gia'
    > > disponibile in queste fantasmagoriche reti
    > warez,
    > > chissa' come ci e'
    > > finito?
    > >
    > > Sempre la stessa storia: se la prendono col
    > > piccolo pusher per non pestare i calli al
    > grosso
    > > importatore.
    >
    > Stavolta no, se becchi il primo che la mette in
    > rete becchi quasi certamente il responsabile o
    > qualcuno che e' vicinissimo al
    > responsabile.

    Qualcuno della produzione.
    Nessun altro puo' disporre del disco prima che questo venga pubblicato.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > Qualcuno della produzione.
    > Nessun altro puo' disporre del disco prima che
    > questo venga
    > pubblicato.

    Mai sentito parlare di versioni "promozionali" solitamente distribuite agli uffici marketing dei clienti, giornalisti, etc.?
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > Qualcuno della produzione.
    > > Nessun altro puo' disporre del disco prima
    > che
    > > questo venga
    > > pubblicato.
    >
    > Mai sentito parlare di versioni "promozionali"
    > solitamente distribuite agli uffici marketing dei
    > clienti, giornalisti,
    > etc.?

    Benissimo, ma allora perche' prendersela sempre con l'ultima ruota del carro.

    Ti ricordo che bisogna ispirarsi al principio che tutto cio' che si trova in rete sia pubblico.
    Quindi se io trovo in rete un video, assumo che sia li' perche' ne si possa fruire, esattamente come se passa un film in tv o una canzone alla radio, se ne possa fruire.

    E' chi lo diffonde la prima volta, (e non l'ultima) ad avere sbagliato, quindi si vada a cercare negli uffici marketing, nei giornalisti, etc...
  • - Scritto da: ThEnOra

    > Mai sentito parlare di versioni "promozionali"
    > solitamente distribuite agli uffici marketing dei
    > clienti, giornalisti, etc.?

    certo, stracolme di watermark e altre schifezze che ne rendono facile e immediata l'identificazione online.

    tra l'altro, se non ricordo male, le major stesse avevano ventilato la possibilità di smettere di distribuire queste "versioni promozionali" anzitempo.
    e, sempre se non mi sbaglio, mi pare che questa politica sia già stata parzialmente messa in atto.
    non+autenticato