Alfonso Maruccia

Il motore elettrico monomolecolare

Ricercatori statunitensi riescono ad "alimentare" elettricamente il movimento di una singola molecola complessa. Le applicazioni pratiche sono ben distanti, ma le potenziali implicazioni sono significative

Roma - Dalla Tufts University arriva la notizia della sperimentazione di un "motore" elettrico formato da una singola molecola, una possibilità che in un futuro ancora abbastanza lontano potrebbe favorire interessanti scenari applicativi nel campo delle nanotecnologie.

I ricercatori dell'ateneo statunitense (situato vicino Boston, nel Massachusetts) sono riusciti a fornire energia elettrica a una molecola di C5H12S posizionata su una superficie di rame, fornendo uno "spin" agli atomi del composto grazie al microscopio elettronico a effetto tunnel.

L'esperimento è stato condotto portando gli atomi a temperature molto basse (5 gradi Kelvin), e anche in simili condizioni la molecola in esame compiva cinquanta rivoluzioni al secondo. La verifica dell'effettiva "alimentazione" del motore molecolare è avvenuta con il controllo e il tracciamento di ogni singola rotazione, registrando 5.000 diverse rotazioni per ogni singolo "punto dati" nell'esperimento.
Per quanto riguarda le applicazioni pratiche dello studio, i ricercatori parlano di tempi ancora lunghi e possibili vantaggi nel campo delle nanotecnologie applicate ai test medici: a scale dimensionali così ridotte la frizione dei fluidi nei nanotubi aumenta, dicono dalla Tufts University, e i motori elettrici nanomolecolari potrebbero essere installati sulle pareti dei nanocavi per favorire uno scorrimento più agile dei suddetti fluidi.

Alfonso Maruccia
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