Roma - Avrebbero guadagnato
più di mezzo milione di dollari in tre anni di distribuzione illecita di film e programmi televisivi. Un gruppo di cinque amministratori della piattaforma di streaming
NinjaVideo è così finito nelle grinfie degli agenti federali statunitensi, ora
accusato di attività criminose in violazione massiva del copyright.
Ad esprimersi è stato un
grand jury della città di Alexandria, in Virginia: i responsabili di
Ninjavideo - tra cui i due
founder Hana Beshara e Matthew Smith - avrebbero
sfruttato illegalmente milioni di visitatori mensili, attirati dalla presenza di contenuti in streaming condivisi in violazione del diritto d'autore.
Supportato dalla pubblicità,
NinjaVideo offriva ai suoi utenti la possibilità di
abbonarsi in modalità premium al prezzo di 25 dollari al mese. Un amministratore residente in Grecia gestiva l'intera base di
uploader nel Vecchio Continente. Si può usare il passato: l'ormai celebre
Operation In Our Sites ha posto i suoi
sigilli sul dominio della piattaforma.
Nessun rimpianto da parte della stessa Beshara, che ha diffuso online un video in cui si è scagliata contro i potenti signori di Hollywood. "L'abbiamo fatto per amore del gioco. È stato così divertente - ha spiegato Beshara, alias
Phara - Non ci saranno mai rimpianti su
NinjaVideo". Gli accusati si ripresenteranno in aula il prossimo 16 settembre.
Mauro Vecchio