Claudio Tamburrino

Il Boston Globe sperimenta il paywall

Sito in HTML5 per aggirare le regole di iTunes: esordisce con l'accesso soggetto a pagamento, che sarà richiesto dal 30 settembre

Roma - Il Boston Globe seguirà il Financial Times sulla strada del paywall e della fuga dalle regole imposte da Apple per trovare spazio nel suo App Store.

Come il Financial Times, infatti, per evitare di corrispondere a Cupertino il 30 per cento su ogni transazione ospitata dal suo store digitale di applicazioni e mantenere l'autonomia nella gestione dei dati degli utenti, il Boston Globe ha deciso di adottare un sito in HTML5 in grado di riprodurre via Web le soluzioni pensate per l'app offrendo all'utente un'esperienza comparabile.

Per farlo il Boston Globe ha pensato di offrire una homepage e delle pagine adattabili allo schermo da cui vi si accede (mobile, touchscreen o desktop), ricreando al contempo le funzionalità proprie delle applicazioni mobile.
Se tecnicamente il progetto rappresenta una sfida, dal punto di vista commerciale il salto è ancora maggiore, perché il tutto finirà dietro un paywall accessibile, dopo il periodo di prova gratuita che si estenderà fino al 30 settembre, con il pagamento di 3,99 dollari a settimana (o gratuitamente per gli abbonati alla versione cartacea e per il primo link che giunge ad un utente attraverso social media), che metterà dunque alla prova ancora una volta l'intenzione degli utenti di pagare per consultare le notizie consultabili anche attraverso altri canali.

Se l'esperimento del Boston Globe dovesse avere successo, allora la stessa strada potrebbe essere percorsa anche dalla testata dello stesso editore, il New York Times.

Anche gli altri editori potranno guardare alla sua esperienza, così come a quella del Philadelphia Media Network che, come annunciato, offrirà agli abbonati digitali dei suoi giornali The Philadelphia Inquirer e Philadelphia Daily News un consistente sconto per l'acquisto di un tablet Android di fascia bassa per la fruizione dei contenuti online: si tratta dell'Archos Arnova 10G2, 4GB di memoria interna, fotocamera frontale, Android Gingerbread, batteria che promette performance per 4 ore, uno schermo touchscreen resistivo con una risoluzione da 1024x600 e un processore ARM Cortex A8 da 1GHz.

Questo sarà venduto agli abbonati (che pagano già 10 dollari al mese) per due anni a 99 dollari e a 129 per quelli annuali.

Claudio Tamburrino
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