Mauro Vecchio

Hotfile, fuoco contro Warner Bros

Il cyberlocker panamense al contrattacco legale contro la major di celluloide. Avrebbe abusato di un tool messo a disposizione per la rimozione dei contenuti illeciti. Spazzando via anche file di altri detentori dei diritti

Roma - A lanciarsi al contrattacco sono stati i vertici di Hotfile, il cyberlocker panamense finito nelle grinfie dell'industria statunitense del copyright. La piattaforma di file hosting ha così accusato Warner Bros. di aver abusato dei tool anti-pirateria messi a disposizione dallo stesso Hotfile per la rimozione su richiesta di determinati contenuti illeciti.

Accuse già formulate alla fine dello scorso luglio: i responsabili della major statunitense avrebbero sfruttato gli strumenti di Hotfile per rimuovere materiale altrui, ovvero appartenente ad altri detentori dei diritti. Warner Bros. avrebbe inoltre eliminato contenuti senza nemmeno analizzarli, spesso finendo col rimuovere film di altre major di celluloide.

Maggiori dettagli sono ora emersi grazie al testo della causa presentata presso una corte della Florida. I tecnici della major a stelle e strisce avrebbero digitato specifiche query di ricerca all'interno degli strumenti di Hotfile - esempio citato, il film The Box - per poi procedere all'eliminazione di tutti i contenuti video relativi.
Tra questi, anche la produzione della BBC The Box that Saved Britain, che nulla ha a che vedere con il film di Richard Kelly. Warner Bros. avrebbe spazzato via anche programmi software caricati dai rispettivi sviluppatori, dunque non in violazione del diritto d'autore. Si attende ora la prima decisione del giudice.

Mauro Vecchio
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