Alfonso Maruccia

Laser contro bombe improvvisate

Presentata una nuova tecnologia laser in grado di aiutare l'esercito statunitense nell'individuazione dei micidiali ordigni improvvisati che falciano le truppe nelle zone calde del mondo

Roma - Un nuovo sistema laser, ideato presso i laboratori dell'Università Statale del Michigan, potrebbe accrescere enormemente le chance di sopravvivenza dei soldati americani costretti a pattugliare le pericolose strade del Medio Oriente.

Il laser è pensato per scovare gli ordigni improvvisati (IED) e nascosti dai guerriglieri sui cigli delle strade, un tipo di minaccia alla sicurezza delle truppe statunitensi che negli anni si è dimostrata molto popolare ed estremamente efficace nella sua azione distruttiva.

Il laser funziona in coppia con una videocamera per favorire la scansione delle zone sospette dalla giusta distanza di sicurezza, ed è in grado di riconoscere le singole molecole dei composti presenti negli ordigni esplosivi: un primo impulso corto colpisce la molecola e la fa vibrare, mentre un secondo impulso lungo "legge" tale vibrazione identificando le molecole in relazione alla suddetta vibrazione.
Marcos Dantus, a capo del team che ha condotto la ricerca, spiega che il laser e il metodo di scansione molecolare erano stati inizialmente sviluppati per essere impiegati sui microscopi da laboratorio, ma dopo opportuno lavoro di adattamento - cui non hanno fatto certo difetto lauti finanziamenti del Departement of Homeland Security (DHS) - si è riusciti a dimostrare la loro efficacia anche nell'identificazione degli esplosivi.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Laser contro bombe improvvisate
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  • Questo è marketing e nient'altro.
    Non sono un geniere e sicuramente c'è qualcosa che non so, ma resta il fatto che la notizia sembra poco credibile. E quando una notizia sembra poco credibile, di solito è una stupidaggine.
    Ammesso che funzioni, non ho troppi problemi a credere che funzioni a breve distanza, cioè quando hai già un piede sopra la mina. Ma a lunga distanza... un raggio laser (fascio di luce molto stretto) che centra delle molecole e le rende visibili... mmmm... non me la contate giusta, cari markettari dell'US Army.
    Tra l'altro: se io avessi una tecnologia del genere, preferirei perdere un braccio piuttosto che farlo sapere a un nemico di guerra. Se invece non ce l'ho... farò di tutto perchè creda che io ce l'abbia. A meno che io non sia un imbecille.
    Markettari, avete inventato giusto o siete imbecilli? Dai dai, fate un comunicato dove affermate di essere imbecilli per farci credere che avete davvero questa tecnologia!!
    non+autenticato
  • Hehehe è esattamente quello che chiedevo io.
    Sembra molto "improbabile" come tecnologia,
    sopratutto la proporzione 'poche molecole = distanza elevata'.

    Credo anch'io che sia propaganda e nulla più, ma magari
    mi sbaglio e forse funzionerà veramente.

    E Anche ammesso e non concesso che funzionasse, credo che i
    Talebani(o chi per loro) potrebbero disseminare le piste
    di "falsi positivi" in modo tale da spammare i convogli e
    rendere praticamente inutilizzabile il tutto.
    Vedremo.
  • io penso che una tecnologia come questa andava tenuta segreta. io che non sono un terrorista già avrei in mente come fregare questo sistema. e non voglio fare il professore di sta cippa senza sapere bene di cosa si tratta...
  • Non capisco come faccia il laser,
    che è un fascio di luce coerente,
    a penetrare oltre i materiali usati
    per la copertura degli ordigni,
    sabbia, pietre, cemento, ecc.
    a portare in risonanza le molecole
    di materiale esplosivo ?
  • - Scritto da: eleirbag
    > Non capisco come faccia il laser,
    > che è un fascio di luce coerente,
    > a penetrare oltre i materiali usati
    > per la copertura degli ordigni,
    > sabbia, pietre, cemento, ecc.
    > a portare in risonanza le molecole
    > di materiale esplosivo ?
    la maggior parte degli esplosivi contiene sostanze volatili a temperatura ambiente.
    Puoi essere l'artificiere più bravo del mondo, ma un po' di esplosivo resterà anche fuori della bomba ed evaporerà, rendendo così visibile la propria presenza.

    GT
  • Certo questo è il principio su cui si basa l'utilizzo
    dei cani anti esplosivo, ovvero lo "sniffare le molecole"
    di esplosivo.
    Ma quello che mi chiedevo è come tramite la telemetria,
    e pure ad una lunga distanza, il laser sia in grado di
    "leggere" le poche molecole che escono dall'involucro
    della bomba, che poi a sua volta viene nascosto sotto
    stradi di altro materiale.
    Stiamo parlando di almeno una cinquantina di metri e
    di poche molecole disperse all'aperto.
  • - Scritto da: eleirbag
    > Certo questo è il principio su cui si basa
    > l'utilizzo
    > dei cani anti esplosivo, ovvero lo "sniffare le
    > molecole"
    > di esplosivo.
    > Ma quello che mi chiedevo è come tramite la
    > telemetria,
    > e pure ad una lunga distanza, il laser sia in
    > grado
    > di
    > "leggere" le poche molecole che escono
    > dall'involucro
    > della bomba, che poi a sua volta viene nascosto
    > sotto
    > stradi di altro materiale.
    > Stiamo parlando di almeno una cinquantina di
    > metri
    > e
    > di poche molecole disperse all'aperto.

    Il laser "illumina" le molecole di cui sopra che "brillano" (risuonano e magari reagiscono pure con l'ossigeno atmosferico.

    Quindi, anche se si tratta di poche molecole, hanno una firma (fotoni) con una frequenza che non puo' essere confusa con altro.

    GT
  • Si ok, questo è assodato.
    Quello che mi lascia interdetto è la sensibilità
    del ricevitore che permette di "sentire" la frequenza
    di risonanza di poche molecole a una distanza considerevole
    e in un spazio aperto. Tutto qua.
    Se l'hanno fatto, magari anche solo sperimentalmente, sono
    sicuro che funziona, almeno in fase di test.
    Quello che mi chiedevo è come si comporterà sul campo.

    E sopratutto perchè non lo utilizzano, in versione molto
    meno potente visto che la distanza non serve, nei controlli
    negli aereoporti al posto dei cani o degli altri macchinari
    a contatto.