Claudio Tamburrino

Gara Eutelia-Agile, prorogati i termini per le offerte

Mentre l'ex AD Landi da Dubai sembra avere a che fare con una nuova azienda che opera nella telefonia, restano ancora tre giorni per le offerte per i rami della sua ex azienda

Roma - È stata prorogata di tre giorni la scadenza per la presentazione delle offerte d'acquisto per il ramo Tlc e Difesa di Eutelia e quello IT e call center di Agile: il termine per presentare le offerte sono ora le ore 12 del 23 settembre.

Secondo le indiscrezioni raccolte da Milano Finanza sarebbero arrivate un totale di undici nuove manifestazioni di interesse. Tra le offerte per i rami d'azienda sembra certa quella della cordata "Piero della Francesca" di De Simone: coinvolti sarebbero Unicredit, Italtel, Cordys, Itway e Cosmic Blue Team.
Tra le ipotesi di interesse vi sono Tiscali, Almaviva, Fastweb, Infracom, Interoute e KpnQuest.

Tuttavia i tre commissari straordinari Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal dicono che presumibilmente "il numero sia sceso in questi ultimi giorni". Finora, sempre secondo le indiscrezioni, non sarebbero arrivate offerte per il ramo Difesa, mentre per gli altri settori si parla di cifre intorno ai 70-80 milioni di euro.
Intanto è stato rinviato al 6 marzo 2012 il processo all'ex AD di Eutelia Samuele Landi e il PM Roberto Rossi ha chiesto la riunificazione con il secondo filone aretino di indagini relativo al periodo 2008/2009, quando era amministratore delegato il senese Leonardo Pizzichi, arrestato a Roma nell'ambito dell'inchiesta capitolina su Agile.

Giovedì 29 settembre è invece in programma l'udienza davanti al GUP Annamaria Loprete che vede coinvolti il presidente onorario di Eutelia, Angiolo Landi, insieme con Raimondo, Isacco, Sauro e Alessandro Landi. Ad eccezione di Angiolo e Isacco hanno tutti già manifestato l'intenzione di patteggiare.

Nei confronti di Samuele Landi, che deve rispondere delle accuse di bancarotta fraudolenta per 100 milioni di euro, è stato emesso un secondo ordine di custodia cautelare (per il filone aretino) dopo quello del luglio 2010 per il versante Agile: il rischio, a parere degli inquirenti, sarebbe quello della fuga.
L'avvocato di Landi ha presentato ricorso al tribunale del riesame. Landi, tuttavia, si trova già da due anni a Dubai.

Da lì dice di voler partecipare al processo in videoconferenza, e sempre lì sembra (secondo quelle che rimangono indiscrezioni non confermate) già impegnato con una nuova azienda: Kryptotel, che offre servizi di telefonia via Internet anti-intercettazione, attraverso un software applicato ad iPhone 4 o al telefono fisso in cambio di un canone da 199 euro al mese.

Di questa azienda, che inizialmente sembrava avere base a Dubai ma che ora risulta con sede alle Seychelles, la figlia di Samuele Sahara Landi figura come Marketing Manager, e un profilo Linkedin ora rimosso definiva lo stesso Samuele suo General Manager.

Claudio Tamburrino
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2 Commenti alla Notizia Gara Eutelia-Agile, prorogati i termini per le offerte
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  • Ma che hanno sbagliato Landi?
    La Nazione Arezzo
    In principio fu la direzione regionale delle Entrate, ossia il maggiore ufficio fiscale toscano. E’ da lì che il 10 gennaio 2007 parte la segnalazione di reato alla procura di Arezzo che convince il Pm Roberto Rossi ad affidare una delega di indagine su Eutelia al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. E’ proprio quella delega di indagine che domani sfocerà nell’udienza preliminare davanti al Gip che vede imputati 16 protagonisti della Galassia Eutelia, fra cui sei membri della famiglia Landi. Ed è ancora in base a quella delega che le Fiamme Gialle chiedono e ottengono l’autorizzazioni a intercettare i telefoni di alcuni dei protagonisti.



    Tra le linee che finiscono sotto controllo c’è quella di Chiasso della "Stet Holding", società con sede nella cittadina appena oltre il confine svizzero, in Corso San Gottardo. Cosa ha di particolare questa società? Che nel quadro ricostruito dagli inquirenti è uno dei lati delle triangolazioni che partono da Arezzo e attraverso giri di false fatturazioni arrivano a Bucarest e Sofia, con milioni di euro che alla fine confluiscono in alcuni conti bancari elvetici. Che sempre secondo l’accusa sono nella disponibilità della famiglia Landi o dei personaggi ad essa vicini, come l’avvocato Pierfrancesco Campana. La "Stet" appunto, costituita il 13 ottobre 2006, ruota nell’orbita di Campana. Della compagine sociale fa parte anche Alessandro Landi, mentre delle vicende amministrative si occupa una dipendente milanese di Eutelia, Rossana R. Alla Finanza basta per ipotizzare che "la società possa rappresentare un vero e proprio serbatoio di liquidità finanziarie alimentato da ingenti capitali che vengono distratti dalle società del gruppo, a disposizione della famiglia Landi per un successivo reimpiego in attività economico-finanziarie dei medesimi".



    La procura si muove e ottiene dall’autorità svizzera di mettere sotto controllo il telefono della "Stet" a Chiasso. E’ da lì che il 30 gennaio 2008 parte una delle telefonate chiave dell’inchiesta. Nella sede svizzera c’è Sauro Landi, all’altro capo, presumibilmente ad Arezzo, il padre Raimondo. Oggetto della chiamata, che comincia alle 18,47, è l’impiego di una somma di dieci milioni di dollari, con la regia dell’avvocato Campana. Il legale, che è in sostanza, nello schema dell’accusa, l’uomo di fiducia dei Landi in Svizzera, propone quella che Sauro definisce "l’operazione della vita", ossia un investimento dei 10 milioni al rendimento del 20 per cento la settimana. I soldi dovrebbero transitare su un conto bancario intestato alla Deutsche bank di Zurigo per essere succesivamente impiegati in un fondo di investimento, il "As Geoterma Technology holding foundation", il tutto col marchio "Stet". Quindi il trasferimento finale presso un’altra grande banca elvetica, l’Ubs. Garanti dell’operazione lo stesso Campana e un dirigente dell’Ubs.



    I due landi, però, nel corso della conversazione si mostrano diffidenti: hanno il timore che qualcosa possa andare storto, che i dieci milioni si perdano in chissà quale meandro della finanza internazionale. Dice Raimondo Landi: "Cioè, gli dici d’altra parte, cioè, noi da un punto di vista c’è...cioè va bene tutto, ma non ci bene rischiare il capitale...non ci va bene rischiare i soldi che ci si mette". E Sauro: "...Non è che so da convincere che fatta così è una cagata sennò non chiamavo che fatta così non va bene...". La telefonata si chiude in modo interlocutorio. In precedenza, nota la Finanza, i Landi avevano condotto in porto un’operazione analoga da 3,5 milioni di dollari. "A dimostrazione della disponibilità di ingenti capitali da investire già allocati presso posizioni bancarie riconducibili alle società estere controllate da Eutelia, in netta discrasia con la perdita esposta nell’ultimo bilancio presentato dal gruppo".

    Salvatore Mannino
    non+autenticato
  • kpnqUest ==> kpnqWest ?
    non+autenticato