Alfonso Maruccia

Mainframe, IBM vicina all'accordo europeo

Big Blue annuncia l'istituzione di nuove policy per la fornitura di parti di ricambio alle aziende concorrenti operanti nel settore dell'assistenza, gettando di fatto le basi per un accordo con la UE in merito all'affaire antitrust

Roma - IBM è pronta ad accordarsi con l'Unione Europea in merito al recente caso antitrust per il rispetto dei principi di concorrenza nel mercato mainframe. Un mercato che Big Blue controlla con pugno di ferro grazie a un sonoro 90% (e oltre) di market share, e che potrebbe ora aprirsi di più alla concorrenza grazie alle nuove politiche di fornitura delle parti di ricambio annunciate dalla multinazionale americana.

IBM dice infatti di aver previsto "la rapida disponibilità di certe componenti di ricambio e informazioni tecniche per i manutentori di terze parti del mercato EEA (European Economic Area), secondo termini e condizioni ragionevoli e non discriminatori su un periodo di cinque anni".

Con il nuovo corso di fornitura dichiarato da Big Blue dovrebbe dunque cadere l'indagine antitrust recentemente avviata dalla UE, tesa appunto a valutare il comportamento potenzialmente anticompetitivo di IBM nei confronti dei manutentori di terze parti dipendenti da pezzi di ricambio prodotti esclusivamente dal colosso a stelle e strisce.
La nuova policy di fornitura di parti di ricambio annunciata da IBM rappresenta un brusco cambio di rotta rispetto alle prime, battagliere dichiarazioni di intenti rilasciate alla stampa dopo l'avvio dell'indagine della UE, mente la UE stessa si è già premurata di annunciare la dismissione dell'altro caso antitrust in ambito mainframe avviato (sempre contro IBM) per iniziativa di società concorrenti quali T3, TurboHercules e Neon Enterprise Software.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
  • BusinessIBM, l'antitrust sui mainframe lucchettatiAvviate due indagini da parte delle autoritÓ di Bruxelles. La prima su richiesta di T3 Technologies, in materia di licenze. La seconda servirÓ a capire se Big Blue abbia discriminato sulla fornitura di ricambi