Claudio Tamburrino

Facebook abbraccia le notizie

Integrati i link e i contatti del social network sull'aggregatore ddi Yahoo!. E Facebook si arricchisce di app dedicate alle news

Roma - Yahoo! stringe le sue relazioni con Facebook: dopo prime forme di integrazione con tutti i social network più popolari e il lancio dell'esperimento sulla teoria dei sei gradi di separazione portato avanti con l'azienda di Mark Zuckerberg, Yahoo! porta gli amici di Facebook a diventare veri e propri fonti di notizie.

Il motore di ricerca in viola introduce così nel suo Yahoo! News una funzionalità che permette agli utenti che l'hanno attivata di condividere direttamente con i propri contatti di Facebook le notizie lette sulle sue pagine, vedere su Yahoo! gli amici di Facebook e gli articoli che hanno recentemente letto: tutto automaticamente pubblicato anche sul profilo di Facebook se l'utente ha dato il suo consenso e se successivamente non ha deciso di disattivarlo.

Visivamente, inoltre, su una fascia superiore di Yahoo! News gli utenti potranno vedere chi tra i propri amici è in quel momento connesso sull'aggregatore di notizie con il proprio account Facebook e, cliccando sulla loro foto, avranno una lista degli articoli letti da ognuno.
Stessa integrazione è offerta agli utenti Facebook che utilizzato IntoNow, applicazione mobile di Yahoo! basato sulla condivisione di opinioni su programmi televisivi.

La novità riguarderà inizialmente solo la versione statunitense, ma è destinata ad estendersi a tutte le altre comprese quelle europee.

Nel frattempo Facebook ha stretto accordi per la condivisione di contenuti editoriali anche con altri soggetti: il Washington Post, il Wall Street Journal, il Guardian, Gizmodo e altri metteranno a disposizione app con propri contenuti che si integreranno al nuovo Timeline di Facebook.

L'aspetto più rilevante per gli utenti, rispetto al WSJ, è che attraverso le app di Facebook saranno visibili tutti i contenuti del giornale interamente e, per almeno un mese, gratuitamente. Una strategia che sembra quasi opposta a quella finora portata avanti con il paywall, ma che sembrerebbe da osservare, se non diventerà poi a pagamento, nell'ottica del bacino di utenza già autenticato (e quindi schedato) dal social network.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate