Alfonso Maruccia

Google e la gara per le nuvole del governo

La contesa legale per l'assegnazione dei contratti federali si conclude con il ritiro della causa avviata da Google. Le istituzioni hanno stabilito l'apertura del mercato a fornitori diversi da Microsoft. E ora, via alla competizione

Roma - Vittoria legale per Google e la sua crociata anti-monopolio contro il Dipartimento degli Interni (DoI) statunitense: dopo aver denunciato Washington per presunto comportamento anticompetitivo nell'assegnazione delle commesse federali in merito alla gestione dei sistemi di comunicazione per il personale, Mountain View ottiene ora l'apertura del mercato a tutti.

La contesa verteva sulla scelta fatta dal DoI per la fornitura di servizi email e di comunicazione integrata - una fornitura apparentemente focalizzata esclusivamente sui prodotti Microsoft senza possibilità di proposte concorrenti. Google voleva una fetta del lauto contratto statale - email e messaggistica per circa 88mila impiegati federali - e per garantirsi l'opportunità di competere aveva denunciato il DoI.

La causa si è trascinata per vari mesi, con le parti in causa (Google, Microsoft e il DoI) a battagliare sui requisiti necessari all'assegnazione della commessa statale e in particolare sulla certificazione FISMA. Ora, dopo tanto chiacchiericcio, è arrivata la decisione del giudice Susan Braden, un verdetto sostanzialmente a favore delle esigenze di concorrenza espresse da Google.
Il giudice Braden ha stabilito che il DoI accetti la valutazione di offerte concorrenti a quelle di Microsoft, mandando in pensione i criteri sin qui adottati per la scelta obbligata dei servizi SAAS (software-as-a-service) di Redmond in virtù dello sviluppo tecnologico e della presenza di nuovi protagonisti sul mercato. L'essere ammessi alla gara d'appalto, è utile ribadirlo, non garantirà a Google la vittoria della sua offerta.

Alfonso Maruccia
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