Claudio Tamburrino

India, il tablet meno costoso del mondo

Si chiama Aakash, per gli studenti costerà appena 26 euro e punta a combattere il digital divide e diffondere l'istruzione nel paese. Avrà anche delle lacune, ma si poteva chiedere di più?

Roma - L'India ha mostrato ufficialmente Aakash (nome che in Hindi significa "cielo"), un tablet a basso costo per studenti che promette di incoraggiare la diffusione di Internet e di promuovere l'istruzione nel Paese.

Superati i problemi che rischiavano di non farlo mai diventare realtà, il device promesso dal governo indiano si propone all'incredibile prezzo di 26 euro (1.750 rupie) per gli studenti e di 45 euro (3.000 rupie) nei negozi. Della prima infornata, 10mila unità verranno distribuiti gratuitamente agli studenti.

Si tratta del tablet meno costoso al mondo e rappresenta il punto cardine della strategia delle autorità indiane di impiegare Internet come mezzo per diffondere l'educazione nel Paese nonché, come dice il Ministro della comunicazione e informazione tecnologica Kapil Sibal, "sconfiggere il digital divide".
Secondo le ultime stime, infatti, appena l'8 per cento della popolazione totale di 1,2 miliardi dispone di una connessione Internet.
Prodotto dalla canadese DataWind, il tablet ha in realtà un pedigree internazionale: il 35 per cento dei componenti viene dalla Corea del Sud, il 25 dalla Cina, il 16 è a stelle e strisce, solo il sedici è indiano e il rimanente è stato fornito dal resto del mondo.

A livello tecnico si tratta di un dispositivo con schermo LCD da 7 pollici con touch screen resistivo (anche se l'uso non sembra risultare affatto fluido), 256 MB di RAM, connessione WiFi (nella versione venduta nei negozi, anche GPRS), sistema operativo Android, due porte USB, supporto per le conference call, una batteria che promette una durata di tre ore e una piattaforma per la distribuzione di appunti e libri elettronici. Dovrebbe montare un processore da 366 MHz prodotto dalla statunitense Conexant Systems che rappresenta una componente commisurata alla necessità di abbattere i costi di produzione, ma che renderebbe il dispositivo abbastanza lento (secondo i primi commenti).
In definitiva, non stupisce che si tratti di un prodotto con molte ombre che rischiano di comprometterne l'usabilità. Ma si è evidentemente fatto il massimo per produrre un dispositivo accessibile per le fasce della popolazione che dispongono di meno risorse economiche.

Il ministro Sibal, tra l'altro, non si accontenta del risultato raggiunto e ha fatto nuovamente appello agli imprenditori privati per arrivare a costruire un dispositivo che possa costare meno di 10 dollari, magari arrivando a coinvolgere l'azienda statale di telecomunicazione ITI: aumentando la percentuale di componenti prodotti localmente, d'altronde, il prezzo potrebbe essere ulteriormente abbattuto.

Claudio Tamburrino
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48 Commenti alla Notizia India, il tablet meno costoso del mondo
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  • è vero che è solo una board però la cpu non è niente male..
    http://elinux.org/RaspberryPiBoard#Provisional_spe...
  • Certo che l'India deve essere un bel giocattolo per gli occidentali, ogni giorno li pagano 5-10 dollari e in due giorni si comprano un tablet, vivono nelle baraccopoli senz'acqua e WC ma gli danno la corrente e il wi-fi.
    non+autenticato
  • Per quale motivo in italia non è ancora accessibile un sistema evoluto del genere a basso costo.
    E come si può acquistare un table del genere al prezzo inferiore di euro 50,00. ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Patrizio De Polli
    > Per quale motivo in italia non è ancora
    > accessibile un sistema evoluto del genere a basso
    > costo.
    > E come si può acquistare un table del genere al
    > prezzo inferiore di euro 50,00.
    > ?

    un china-tablet con una cpu ben più potente di trova tra i 60€ gli 80€ su ebay (tipo il wondermedia)
  • Anche l'India supera la vecchia Europa, sarebbe ora di passare al digitale dalla Scuola alla Pubblica Amministrazione. Basta tagliare alberi perchè il libro cartaceo è emotivamente più bello; basta con le lavagne gessetti e cancellino... forse l'On Gelmini dovrebbe pensare a come dare un tablet a 10 euro ad ogni studente italiano ed abbattere la lobby degli editori e delle librerie che ancora stampano su carta manuali su manuali didattici che stranamente ogni anno cambiano magicamente. Dizionari di Latino a 200 euro è pazzia pura nell'era digitale . Sapete quanto pesa un dizionario in KB e salvare le povere schiene di studenti piegate su zaini di 20 KG. Immaginate di andare a Scuola con un device di 300g dove c'è tutto quello che vi serve; immaginate di cambiare compiti, idee con il prof., contenuti multimediali con un taso in wi-fi; immaginate di interagire con una lavagna elettronica con il semplice tocco di un pnnino di plastica. Questo gli studenti indiani tra pochi anni lo faranno e noi diventeremo sempre più poveri ed ignoranti.
    non+autenticato
  • Il problema è che la nostra classe dirigente è contraria alla cultura (non parlo banalmente di governo) ... anzi più rendono la popolazione ignorante e meglio è ... se la gente deve lavorare 14 ore al giorno per sopravvivere sicuramente non avrà il tempo di pensare ad altro ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gerardo GIORDANELL I
    > cancellino... forse l'On Gelmini dovrebbe pensare
    > a come dare un tablet a 10 euro ad ogni studente
    > italiano ed abbattere la lobby degli editori e

    cosí gli studenti, che giá oggi messaggiano e guardano filmini col cellulare inizieranno anche a cazzeggiare su facebook tutto il giorno

    > delle librerie che ancora stampano su carta
    > manuali su manuali didattici che stranamente ogni
    > anno cambiano magicamente. Dizionari di Latino a
    > 200 euro è pazzia pura nell'era digitale . Sapete

    allora introduciamo la concorrenza tra gli editori e spezziamo i monopoli, altrimenti passare al digitale non servirá a niente.
    La tramontana (Rizzoli) ha il quasi monopolio sui testi scolastici, se non si cambia il mercato sará cosí anche con i testi digitali

    io poi troverei difficile studiare su un tablet
    non dimentichiamo che un libro puó essere fotocopiato: posso facilmente concentrarmi su quello che mi interessa.
    Se si implementano testi digitali (con DRM) non sará possibile estrarre i contenuti.
    Se si usassero testi digitali senza DRM allora tutti copierebbero tutto, le aziende non prenderebbero una lira e sarebbe la fine dei testi digitali.

    > wi-fi; immaginate di interagire con una lavagna
    > elettronica con il semplice tocco di un pnnino di
    > plastica. Questo gli studenti indiani tra pochi
    > anni lo faranno e noi diventeremo sempre più
    > poveri ed> ignoranti.

    gli studenti indiani sono giá fortunati ad avere un tetto sulla testa ed una lavagna con il gesso
    non+autenticato
  • Devo ammettere che hai fatto un 'ottima analisi della situazione. Ma per carità non voglio mettere a repentaglio il mercato (anche se mercato e cultura non vanno molto d'accordo, forse gli unici soldi pubblici che spenderei dopo Sanità e Difesa sarebbero proprio quelli per la formazione dei nostri ragazzi). Volevo solo dire che sarebbe ora di introdurre qualche innovazione nella nostra scuola e forse come gli Indiani dovremo pensare ad un tablet didattico (non solo per cazzeggiare).
    non+autenticato
  • Considerato che principalmente si tratta di un dispositivo per diffondere cultura ed informazione, anche se non prestante è comunque meglio di niente. Mi sorge però un dubbio. Bene possederlo, ma a cosa lo connetteranno? Non mi risulta che l'India abbia tappezzato le proprie baraccopoli nonché le remote vallate di hotspot wifi... senza internet l'eliminazione del digital divide è ancora lontano... imho
    non+autenticato
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