Mauro Vecchio

Di copyright, ripping e streaming universitari

I vertici di UCLA scagionati dopo le accuse di violazione del diritto d'autore. L'uso legittimo di un software per l'aggiramento delle tecnologie anti-copia non viola il DMCA. Soprattutto se usato a scopi educativi

Roma - Liberati dalle grinfie dei legittimi detentori dei diritti, scagionati dalle accuse di violazione massiva del copyright. I vertici della University of California, Los Angeles (UCLA) potranno di fatto continuare a trasmettere in streaming i propri DVD, acquistati legalmente per la visione a scopo formativo.

A muoversi compatto era stato il fronte legale organizzato dalla Association for Information Media and Equipment (AIME), che nel lontano 2006 accusava l'ateneo californiano di aver implementato uno specifico software per l'aggiramento delle tecnologie anti-copia di svariati DVD, in particolare distribuiti da Ambrose Video Publishing.

Una violazione del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), almeno secondo i rappresentanti di AIME. Che accusano i vertici di UCLA di aver ignorato alcuni termini di licenza, ovvero quelli che avrebbero proibito la riproduzione e trasmissione in pubblico dei DVD. L'università statunitense aveva tirato subito in ballo i suoi obiettivi esclusivamente educativi.
Proprio il principio anglosassone del fair use è stato ora impugnato dal giudice Consuelo B. Marshall, che ha sottolineato come lo streaming dei video avvenga sempre per fini formativi. Non importa dunque che UCLA abbia sfruttato un software votato al ripping dei supporti: lo stesso DMCA autorizzerebbe la copia di un DVD se per un uso legittimo del suo contenuto.

Mauro Vecchio
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