Innovazione, il Governo ha un Piano

Vuole crescere le imprese seminando cultura dell'innovazione, arando i campi della ricerca e accelerando la maturazione delle aziende. Tempo previsto: pioggerellina di denaro subito e nuove norme sui brevetti poi. Fine della siccità?

Innovazione, il Governo ha un PianoRoma - Denaro e normative più stringenti sono le due chiavi sulle quali si vuole muovere il Governo per dare una scossa alle piccole e medie imprese che non spingono sull'innovazione e che dalla tecnologia potrebbero ricavare nuovi strumenti di crescita, di competizione e di occupazione.

Il nuovo Piano per l'innovazione digitale nelle imprese è stato ufficialmente annunciato ieri dai ministri Lucio Stanca (Innovazione) e Antonio Marzano (Attività produttive) e su di esso si giocherà una parte consistente della credibilità del Governo in materia di innovazione.

Il piano prevede di stimolare investimenti pubblici e privati puntando su riqualificazione della produzione, sostegno all'hi-tech e migliori connessioni produttive tra centri di ricerca e imprese di settore. L'idea è che "per ogni euro investito in ICT il prodotto cresca di circa 1,8 euro".
Due le fasi previste per il Piano.

Nella prima si punta a infilare nei progetti delle imprese 62 milioni di euro con ulteriori supporti finanziari da attivare grazie a svariate normative di sostegno già operative: i premi per l'innovazione della 488/92, con 530 milioni di euro di fondi; il venture capital della 388/00, con fondi per 227 milioni; la finanziaria 2003, con fondi per 25 milioni di euro.

Nella seconda fase si punta ad una legge di intervento, da inserire nella prossima finanziaria, con misure economiche, fiscali e di assetto imprenditoriale, ma anche regolamentari (tutela dei brevetti e della proprietà industriale), di comunicazione e formazione per la "cultura dell'innovazione" e di organizzazione. In questo senso si pensa ad un "Comitato per il raccordo delle iniziative promosse dalle Istituzioni competenti in materia di innovazione tecnologica nelle imprese".

Sui brevetti il Piano offre anche un brivido: "Nell'ambito della riorganizzazione assume un ruolo centrale il progetto di deposito elettronico dei marchi e dei brevetti, che avverrà in stretta collaborazione con il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti".

La presentazione ufficiale con i condimenti del caso è pubblicata sul sito del ministero all'Innovazione.
TAG: italia
75 Commenti alla Notizia Innovazione, il Governo ha un Piano
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  • Capire che cosa possiamo tirarci fuori di utile da tutta questa tecnologia.

    Capire come spiegare, entro una settiamana, ad una segretaria tipo come si usa l'email.

    Capire perche' gli imprenditori non dovrebbero licenziare in italia per spostarsi a produrre nei paesi dell'est.

    Capire come si possa fare impresa con tutto sto casino di leggi e leggine che ci ritroviamo in Italia.

    Capire come mai un sacco di imprese nascono si pigliano i contributi e chiudono.

    Capire come far arrivare i contributi dall'EuropaA bocca aperta


    non+autenticato
  • Come quella famosa legge sul prestito ai giovani disoccupati che volevano creare una propria impresa: prima gli hanno promesso i soldi, i malcapitati hanno speso di tasca propria decine di milioni e adesso non glieli ridaranno, con la scusa che son finiti... peccato che li abbiano vergognosamente rastrellati per copèrire i loro enormi buchi di bilancio...
    E' tristemente la solita aria fritta, non è davvero il caso di crederci... e se proprio volgiono far qualcosa per le imprese italiane, che onorino i patti già stabiliti con chi si è indebitato fino al collo a causa loro... e spero che la prossima volta capiscano dove mettere la crocetta...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Come quella famosa legge sul prestito ai
    > giovani disoccupati che volevano creare una
    > propria impresa:
    Giovani disoccupati che vogliono creare una propria impresa...prima non sarebbe meglio fare un po' d'esperianza alle dipendenze di qualcuno (parere mio)?

    > prima gli hanno promesso i
    > soldi, i malcapitati hanno speso di tasca
    > propria decine di milioni e adesso non
    > glieli ridaranno, con la scusa che son
    > finiti...
    > peccato che li abbiano
    > vergognosamente rastrellati per copèrire i
    > loro enormi buchi di bilancio...
    Non è che li abbiano rastrellati invece proprio i disoccupati per creare ditte fantasma che poi dovevano scomparire intascando i contributi, ma che ora si trovano come dire... inc.....? (mi dispiace per quelli onesti che ci rimettono sempre)

    > E' tristemente la solita aria fritta, non è
    > davvero il caso di crederci... e se proprio
    > volgiono far qualcosa per le imprese
    > italiane, che onorino i patti già stabiliti
    > con chi si è indebitato fino al collo a
    > causa loro... e spero che la prossima volta
    > capiscano dove mettere la crocetta...
    ...o capiscano che è uguale se la metti da una parte o dall'altra, ci sarà sempre qualcosa che non va.
    non+autenticato
  • > Giovani disoccupati che vogliono creare una
    > propria impresa...prima non sarebbe meglio
    > fare un po' d'esperianza alle dipendenze di
    > qualcuno (parere mio)?

    Caxxo. Non ci avevamo pensato.
    Hai risolto il problema dei giovani disoccupati: andare alle dipendenze di qualcuno.
    Ti dovresti candidare a ministro. Sotto Fini, ma va bene anche Berlusconi.
    non+autenticato
  • ...si agli standard

    Il modello economico open non può sostenere il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la società moderna.

    Il mondo open è instabile, pertanto bisogna trovare un'alternativa valida a lungo termine fatta di poche regole e standard basilari ai quali attenersi.

    Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli dell'innovazione che ritengo opportuno, almeno per un regolare sviluppo informatico.

    /*no al monopolio, no alla GPL*/
    non+autenticato

  • > /*no al monopolio, no alla GPL*/

    Perchè ti contraddici?


  • - Scritto da: enzogupi
    >
    > > /*no al monopolio, no alla GPL*/
    >
    > Perchè ti contraddici?
    >

    pensi che ci sia il monopolio nella vendita dei televisori?? Eppure i televisori non sono gratis...

    Quindi non credo di essermi contraddetto, ho soltanto affermato qualcosa che molti di voi non riescono e non vogliono comprendere
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: enzogupi
    > >
    > > > /*no al monopolio, no alla GPL*/
    > >
    > > Perchè ti contraddici?
    > >
    >
    > pensi che ci sia il monopolio nella vendita
    > dei televisori?? Eppure i televisori non
    > sono gratis...
    >
    > Quindi non credo di essermi contraddetto, ho
    > soltanto affermato qualcosa che molti di voi
    > non riescono e non vogliono comprendere

    un televisore e' un concetto grande ... cmq se vuoi i ricevitori devi comprarli da una societa' che ha pagato i diritti per il ricevitore

    se vuoi un monitor trinitron devi comprarlo da una societa' che ha pagato la licenza a sony

    se vuoi l'audio spaziale devi pagare la licenza ad un'altra e cosi' via e via ancora ...

    lo sai quante rotaliti girano sui televisori ??? ed ecco perche' un apparecchio elettronico abbastanza semplice come una tv costa un occhio poi ...

    pensaci e guarda che anche le cannuccie da bibita sono sotto licenza !!!
  • - Scritto da: Anonimo
    > ...si agli standard
    >
    > Il modello economico open non può sostenere
    > il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
    > società moderna.
    >
    > Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
    > trovare un'alternativa valida a lungo
    > termine fatta di poche regole e standard
    > basilari ai quali attenersi.
    >
    > Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
    > dell'innovazione che ritengo opportuno,
    > almeno per un regolare sviluppo informatico.
    >
    > /*no al monopolio, no alla GPL*/

    Lo sviluppo informatico proprio grazie alla GPL oggi sta andando come un treno e sta dando innovazione come non mai.
    Basta guardare a come stia spingendo la M$ a rilasciare versioni dopo versioni di Win sempre migliori, proprio perche' se la sta facendo sotto e nonostante tutti i suoi miliardi non riesce a tenere testa a milioni di sviluppatori "liberi".
    Che vuoi regolamentare? La struttura gerarchica GPL con un'etica interna e rispetto per il programmatore anziano e i capi dei vari progetti e' perfetta per lo sviluppo del software e del progresso dell'umanita' nel computing in genere.
    Daltronde e' la trasposizione della tendenza umana assimilable alla tendenza animale ad unirsi in branco, eleggere o accettare dei capi de facto e lasciarsi gudiare da questi imparando fino al raggiungimento della maturita' per unirsi ad altri "branchi" o fondarne uno nuovo.
    Ovviamente parlo di "branco" in senso figurato come gruppi di sviluppatori che seguono un progetto nato dall'idea del "capo branco" iniziale, il programmatore piu' anziano e/o esperto. E che poi dopo la gavetta ed un'evoluzione cominciano a inventare loro nuove cose e seguire altri progetti.

    La forma di organizzazione dell'azienda multinazionale del software e' invece la forma tipica dell'organismo virale che assorbe le risorse economiche del mondo in cui attecchisce accrescendosi sempre piu' ma apportando poche o nulle innovazioni e/o benefici se ha raggiunto una condizione di monopolio. Fino a collassare dopo averne assorbito tutte le risorse economiche insieme con tutto l'organismo su cui e' attecchita ed e' riuscita a raggiungere la situazione di monopolio.

    Gli esempi e le analogie col mondo biologico e animale non sono per nulla campati in aria. In tutta la struttura sociale e politica dell'uomo vigono le identiche regole del mondo animale come per il discorso fatto da me qualche tempo fa sul comprotamento avuto in Italia riguardo a quei 2 siti chiusi dalla Polizia Postale (uno che istigava all'odio razziale e uno che spiegava come costruire esplosivi)...
    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=3977...

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    > - Scritto da: Anonimo

    > Lo sviluppo informatico proprio grazie alla
    > GPL oggi sta andando come un treno e sta
    > dando innovazione come non mai.
    > Basta guardare a come stia spingendo la M$ a
    > rilasciare versioni dopo versioni di Win
    > sempre migliori, proprio perche' se la sta
    > facendo sotto e nonostante tutti i suoi
    > miliardi non riesce a tenere testa a milioni
    > di sviluppatori "liberi".
    > Che vuoi regolamentare? La struttura
    > gerarchica GPL con un'etica interna e
    > rispetto per il programmatore anziano e i
    > capi dei vari progetti e' perfetta per lo
    > sviluppo del software e del progresso
    > dell'umanita' nel computing in genere.
    > Daltronde e' la trasposizione della tendenza
    > umana assimilable alla tendenza animale ad
    > unirsi in branco, eleggere o accettare dei
    > capi de facto e lasciarsi gudiare da questi
    > imparando fino al raggiungimento della
    > maturita' per unirsi ad altri "branchi" o
    > fondarne uno nuovo.
    > Ovviamente parlo di "branco" in senso
    > figurato come gruppi di sviluppatori che
    > seguono un progetto nato dall'idea del "capo
    > branco" iniziale, il programmatore piu'
    > anziano e/o esperto. E che poi dopo la
    > gavetta ed un'evoluzione cominciano a
    > inventare loro nuove cose e seguire altri
    > progetti.
    >
    > La forma di organizzazione dell'azienda
    > multinazionale del software e' invece la
    > forma tipica dell'organismo virale che
    > assorbe le risorse economiche del mondo in
    > cui attecchisce accrescendosi sempre piu' ma
    > apportando poche o nulle innovazioni e/o
    > benefici se ha raggiunto una condizione di
    > monopolio. Fino a collassare dopo averne
    > assorbito tutte le risorse economiche
    > insieme con tutto l'organismo su cui e'
    > attecchita ed e' riuscita a raggiungere la
    > situazione di monopolio.
    >
    > Gli esempi e le analogie col mondo biologico
    > e animale non sono per nulla campati in
    > aria. In tutta la struttura sociale e
    > politica dell'uomo vigono le identiche
    > regole del mondo animale come per il
    > discorso fatto da me qualche tempo fa sul
    > comprotamento avuto in Italia riguardo a
    > quei 2 siti chiusi dalla Polizia Postale
    > (uno che istigava all'odio razziale e uno
    > che spiegava come costruire esplosivi)...
    > http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid
    >
    > --
    > Ciao.
    >   Mr. Mechano
    > mechano@punto-informatico.it

    ripeto che è il modello economico del freesoftware che non funge, e oggi sopravvive grazie ai proventi del closed (vedi Sun, Corel, ecc..)

    la politica del tutto gratis "sputtanerà" il mondo dell'informatica proprio come è successo sul web con internet "free"...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > ripeto che è il modello economico del
    > freesoftware che non funge, e oggi
    > sopravvive grazie ai proventi del closed
    > (vedi Sun, Corel, ecc..)
    >
    > la politica del tutto gratis "sputtanerà" il
    > mondo dell'informatica proprio come è
    > successo sul web con internet "free"...

    Fino al 1998 e' cresciuto spontaneamente ed a discreti livello senza nessuna azienda commerciale che apportava capitali. Le aziende hanno SOLO accelerato la cosa tramite l'apporto di capitali. Avrebbe funzionato comunque ma sarebbe stato piu' lento.
    Poiche' per come e' la struttura economica e sociale moderna, anche i piu' volenterosi e bravi programmatori devono pur vivere e dedicare molto tempo ad altre cose magari che non piacciono molto ma che apportano denaro, anche col free software si vive, per esempio coi servizi e le personalizzazioni.
    Se invece vengono pagati e quindi gli si da di che vivere per fare qualcosa che piace, questi dedicheranno tutto il loro tempo a tale cosa e quindi lo sviluppo sara' piu' rapido.
    Ed e' quello che sta succedendo.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it
  • premetto, non ti sto dando contro. voglio solo capire....

    - Scritto da: Anonimo
    > ...si agli standard
    >
    > Il modello economico open non può sostenere
    > il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
    > società moderna.

    di cosa ha bisogno la societa' moderna?

    >
    > Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
    > trovare un'alternativa valida a lungo
    > termine fatta di poche regole e standard
    > basilari ai quali attenersi.

    in che senso instabile?

    >
    > Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
    > dell'innovazione che ritengo opportuno,
    > almeno per un regolare sviluppo informatico.
    >

    non pensi che la standardizzazione possa in parte frenare l'innovazione?

    > /*no al monopolio, no alla GPL*/
    questo non lo capisco.....

    FleshForge
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > premetto, non ti sto dando contro. voglio
    > solo capire....
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ...si agli standard
    > >
    > > Il modello economico open non può
    > sostenere
    > > il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
    > > società moderna.
    >
    > di cosa ha bisogno la societa' moderna?

    immagina suse con il numero di clienti microsoft diviso 10 (saranno almeno 20 milioni)... immagina che suse non guadagna un solo centesimo al giorno (solo qualche sporadica donazione).

    > >
    > > Il mondo open è instabile, pertanto
    > bisogna
    > > trovare un'alternativa valida a lungo
    > > termine fatta di poche regole e standard
    > > basilari ai quali attenersi.
    >
    > in che senso instabile?

    prodotti e distribuzioni linux compaiono e scompaiono come miraggi ogni giorno... e non mi dire di portarti qualche esempio perchè se sei un vero opensorcino, lo dovresti sapere meglio di me...

    > > Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
    > > dell'innovazione che ritengo opportuno,
    > > almeno per un regolare sviluppo
    > informatico.
    > >
    >
    > non pensi che la standardizzazione possa in
    > parte frenare l'innovazione?

    standardizzare l'informatica come succede con le auto... basterebbe creare dei formati e farli accettare da tutti i produttori hw e sw...


    > > /*no al monopolio, no alla GPL*/
    > questo non lo capisco.....

    allora con te ho perso tempo

    >
    > FleshForge
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > premetto, non ti sto dando contro. voglio
    > > solo capire....
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > ...si agli standard
    > > >
    > > > Il modello economico open non può
    > > sostenere
    > > > il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno
    > la
    > > > società moderna.
    > >
    > > di cosa ha bisogno la societa' moderna?
    >
    > immagina suse con il numero di clienti
    > microsoft diviso 10 (saranno almeno 20
    > milioni)... immagina che suse non guadagna
    > un solo centesimo al giorno (solo qualche
    > sporadica donazione).

    ho immaginato. ma penso che anche quelli di suse l'abbiano fatto.

    >
    > > >
    > > > Il mondo open è instabile, pertanto
    > > bisogna
    > > > trovare un'alternativa valida a lungo
    > > > termine fatta di poche regole e
    > standard
    > > > basilari ai quali attenersi.
    > >
    > > in che senso instabile?
    >
    > prodotti e distribuzioni linux compaiono e
    > scompaiono come miraggi ogni giorno... e non
    > mi dire di portarti qualche esempio perchè
    > se sei un vero opensorcino, lo dovresti
    > sapere meglio di me...
    >

    che sono 'opensorcino' l'hai dedotto tu, non l'ho affermato io.

    > > > Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
    > > > dell'innovazione che ritengo opportuno,
    > > > almeno per un regolare sviluppo
    > > informatico.
    > > >
    > >
    > > non pensi che la standardizzazione possa
    > in
    > > parte frenare l'innovazione?
    >
    > standardizzare l'informatica come succede
    > con le auto... basterebbe creare dei formati
    > e farli accettare da tutti i produttori hw e
    > sw...
    >

    qualcosa del tipo 'io ho bisogno di un server-utilitaria per la mia piccola asienda e tu di un server-cabrioextralusso per la tua multinazionale'? ora puoi darmi dell' 'opensorcino'.

    >
    > > > /*no al monopolio, no alla GPL*/
    > > questo non lo capisco.....
    >
    > allora con te ho perso tempo
    >

    qui ti meriteresti una sfilza di insulti, per la fottuta aria da dottorino saccente.

    siccome non sono standardizzato, attendo pazientemente
    le risposte che non hai voluto dare.

    > >
    > > FleshForge

    FleshForge
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo

    > qui ti meriteresti una sfilza di insulti,
    > per la fottuta aria da dottorino saccente.
    >
    > siccome non sono standardizzato, attendo
    > pazientemente
    > le risposte che non hai voluto dare.
    >

    ho l'impressione che le risposte te le abbia già date... evidentemente non ti sono piaciute perchè ti ho toccato il pinguinello...

    /*si al closed, no al freesoftware, si agli standard legali*/
    non+autenticato
  • Non mi viene altro titolo adatto. Io ho recentemente brevettato una tecnologia "per Internet" e se all'inizio credevo di diventare milionario, col tempo mi sono reso conto che fosse comunque necessario brevettarlo, sia per rivendicare la paternalità dell'idea, e secondo perchè il mio sforzo creativo circa un anno, e ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e stress, più quello che mi attende, siano in qualche modo ricompensato se non altro per lo sforzo creativo che deve essere premiato.
    Io credo che non ci sarebbe innovazione senza la brevettabilità di un invenzione..... perchè per quanto ognuno di noi può avere un idea, solo il crederci e vederla concretizzata su un pezzo di carta può stimolare il processo creativo...... e qui c'è la differenza tra chi crea e chi inventa!!! Altrimenti son tutte idee buone per stare nel cassettto....

    E la mia non si tratta di un brevetto sul software ma un brevetto di invenzione.... quanto al software, seppur non conosco bene la normativa, vorrei precisare che essere titolare di un brevetto seppur si rivendica il monopolio su tale invenzione, ciò significa mettere a disposizione del pubblico la propria invenzione e chiunque pagando delle royalty (che di solito si aggirano tra l'1 e il 2% del venduto) può utilizzarlo.
    Io credo che nei prossimi anni si assisterà ad un forte trend di innovazione caratterizzato da un massiccio ricorso al brevetto, e coinvolgerà oltre che le multinazionali anche piccole e piccolissime imprese, che seppur innovative non hanno mai fatto ricorso al brevetto. Lo scenario che si potrebbe configurare anche grazie alle nuove tecnologie, è un mercato B2B di scambio di licenze e brevetto, che oltre a ripagare gli inventori, potrebbe dare un massiccio sviluppo all'innovazione e al progresso umano. Non ci dimentichiamo che la risorsa del futuro saranno le idee.... e sopratutto sarà una risorsa illimitata alla quale ognuno di noi può accedere - basta accedere al proprio cervello Sorride
    Piuttosto andrebbero introdotte delle norme, che da una parte dovrebbero riclassificare gli archivi dei brevetti - cosa che attualmente è un vero labirinto - dall'altra favorire l'inventore nel rendere pubblica subito la propria invenzione, e punire atteggiamenti di cui le litigation companies - citate inq aulche thread precedente - prosperano: come stà accadendo nel campo delle tecnologie internet, un'azienda non può uscirsene dopo anni dicendo rivendicando la paternalità di un metodo o un idea..... e finora che hai fatto??? Dov'è è stata?? Perchè ha aspettato tanto tempo prima di rivendicare l'idea....... e questo è un atteggiamento sbagliato e fortemente speculativo e itimidatorio per il progresso stesso.... Del resto se un invenzione viene brevettata e questa viene messa a disposizione del pubblico, affinchè diventi un prodotto o una tencologia o un metodo industraile, è dovere morale dell'inventore attivarsi per realizzarla, o cercare un licenziatario, e non creare un monopolio fine a se stesso...... anche perchè - ripeto - ricercare un brevetto nelle varie banche dati, è un operazione ardua - nonostante i motori di ricerca - e anche alla genericità e di astrazione di certi brevetti.....

    Bye

    MG
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    [...]
    > quanto al software, seppur non conosco bene
    > la normativa, vorrei precisare che essere
    > titolare di un brevetto seppur si rivendica
    > il monopolio su tale invenzione, ciò
    > significa mettere a disposizione del
    > pubblico la propria invenzione e chiunque
    > pagando delle royalty (che di solito si
    > aggirano tra l'1 e il 2% del venduto) può
    > utilizzarlo.

    Di solito? E se uno chiede che so, il 40%?

    [...]

    > Lo scenario che
    > si potrebbe configurare anche grazie alle
    > nuove tecnologie, è un mercato B2B di
    > scambio di licenze e brevetto, che oltre a
    > ripagare gli inventori, potrebbe dare un
    > massiccio sviluppo all'innovazione e al
    > progresso umano.

    Speranze tutte da dimostrare.

    Una cosa che appare relativamente sicura, in compenso, e' che le ditte americane usano brevettare qualsiasi cosa, anche a 'scopo difensivo'!!! Cioe' il fatto di avere un portafoglio di brevetti viene considerato utile per difendersi in tribunale dalle pretese di terze parti...
    Il che assicura, e l'esempio americano conferma, un aumento delle cause relative.

    Tra parentesi, come fa la piccola ditta il cui brevetto e' stato violato da una 'big company' a farlo rispettare, quando quest'ultima la accusa di aver violato 100 dei suoi 100.000 brevetti? Ci sono ottime prospettive che la piccola fallisca prima che la causa sia definita...

    > Piuttosto andrebbero introdotte delle norme,
    > che da una parte dovrebbero riclassificare
    > gli archivi dei brevetti - cosa che
    > attualmente è un vero labirinto - dall'altra
    > favorire l'inventore nel rendere pubblica
    > subito la propria invenzione, e punire
    > atteggiamenti di cui le litigation companies

    Qui sono d'accordo con te.

    > anche perchè - ripeto
    > - ricercare un brevetto nelle varie banche
    > dati, è un operazione ardua - nonostante i
    > motori di ricerca - e anche alla genericità
    > e di astrazione di certi brevetti.....

    Eh eh eh, e gia'.

    Mi chiedo se dal punto di vista dell'incremento dell'innovazione la totale abolizione dei brevetti sia meglio o peggio? Probabilmente peggio, perche' sono d'accordo che la brevettabilita' e lo sfruttamento dell'idea sono comunque uno stimolo alla creazione, ma forse non tanto peggio rispetto alla situazione attuale...
    non+autenticato
  • Nessuno lo nega. Però ci sono utilizzi perversi di questi brevetti. E questi andrebbero scoraggiati normativamente.
    Lo scopo del brevetto è, appunto, aumentare l'innovazione dando un ritorno economico alle nuove idee e agli sforzi che le sottendono.
    NON creare barriere all'ingresso nei mercati, NON fare da paletti per i concorrenti, NON tagliare le gambe ad altre innovazioni basate su idee derivate.
    Forse un regime normativo diverso tra inventori e multinazionali sarebbe auspicabile, visto che l'utilizzo dello stesso strumento è diverso.
    Gli inventori hanno lo stimolo ad usare le loro idee, per trarne un ritorno economico che non avrebbero se non lo facessero.
    La grande azienda con decine di migliaia di brevetti, con investimenti miliardari (in dollari) in impianti, in expertise (non si riaddestra un ufficio progetto con due euro, se l'invenzione è davvero importante), in mercato (se non sono certo dei risultati, se c'è la "pace" con i concorrenti, perchè rischiare?) non ha lo stesso stimolo. Giocano molto le dinamiche interne, che non è difficile descrivere in due righe, ma chi conosce le grandi aziende sa.
    In fin dei conti, un mercato fatto da milioni di produttori è ben diverso da un mercato fatto da 10-20 produttori mondiali. E il processo di consolidamento in molti settori ha portato a concentrazioni superiori.
    E' un po' ottimista pensare che lo stesso strumento normativo abbia pari efficacia, ottenga gli stessi risultati (incentivare l'innovazione) in contesti tanto diversi.
    Ma nelle discussioni, tutte quelle che sento, da una parte (più brevetti, più tutela, brevetti sul software, sul DNA (scoperto, non inventato) e così via) e dall'altra (no a estensioni, vincolo al mercato, strumento di monopolio, ecc. ecc.) nessuno parla mai di differenziare.
    Una legge deve essere uguale per tutti? Mettiamo lo stesso limite di velocità a pedoni, ciclisti, automobili ed aerei?
    Qualche commento?

    Marlenus

  • - Scritto da: Marlenus
    > Nessuno lo nega. Però ci sono utilizzi
    > perversi di questi brevetti. E questi
    > andrebbero scoraggiati normativamente.
    CUT
    > Una legge deve essere uguale per tutti?
    > Mettiamo lo stesso limite di velocità a
    > pedoni, ciclisti, automobili ed aerei?
    > Qualche commento?
    > Marlenus

    ottime considerazioni, sia dal punto di vista tecnico-giuridico che da quello di politica economica.
    d'accordo in tutto.
    ciao
    costa
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non mi viene altro titolo adatto. Io ho
    > recentemente brevettato una tecnologia "per
    > Internet" e se all'inizio credevo di
    > diventare milionario, col tempo mi sono reso
    > conto che fosse comunque necessario
    > brevettarlo, sia per rivendicare la
    > paternalità dell'idea, e secondo perchè il
    > mio sforzo creativo circa un anno, e
    > ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e
    > stress, più quello che mi attende, siano in
    > qualche modo ricompensato se non altro per
    > lo sforzo creativo che deve essere premiato.

    Hai quasi ragione.
    Il problema e' che molto probabilmente per poter fare qualcosa di utile con il tuo brevetto, devi utilizzare tante altre idee, magari brevettate gia' da altri...
    Che fai allora? Devi chiedere la licenza di utilizzare gli altri brevetti. Il detentore di ogni brevetto vorra' qualcosa in cambio, no? Magari vuole, come dici tu, l'1 o il 2% sul venduto. In questo caso ti va bene... se hai bisogno di meno di 20 o 30 brevetti...Ma cosa succede se vuole il 50%? Ti va ancora bene? Oppure ti puo' chiedere di fare uno scambio di brevetto. Ma allora a cosa e' servito il brevetto? Non sarebbe stato lo stesso se aveste potuto utilizzare liberamente le idee dell'altro?
    Inoltre, non conosco la durata attuale dei brevetti. Presumo si aggiri intorno ai 10 anni (correggetemi se sbaglio). Ebbene, lo scopo del brevetto e' fare in modo che la comunita' acquisti nuove idee. Per incentivare gli inventori, viene loro concesso l'utilizzo esclusivo della loro idea *per un periodo di tempo limitato*. Eppure nel software 10 anni sono qualcosa di piu' di un periodo di tempo *limitato*.
    Questi sono alcuni dei problemi che fanno si' che il concetto di brevetto, cosi' come inteso per gli altri settori, non va bene per il software...
    Spero di essere stato convincente...
    ACD
    78
  • - Scritto da: Anonimo

    > Non mi viene altro titolo adatto. Io ho
    > recentemente brevettato una tecnologia "per
    > Internet" e se all'inizio credevo di
    > diventare milionario, col tempo mi sono reso
    > conto che fosse comunque necessario
    > brevettarlo, sia per rivendicare la
    > paternalità dell'idea, e secondo perchè il
    > mio sforzo creativo circa un anno, e
    > ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e
    > stress, più quello che mi attende, siano in
    > qualche modo ricompensato se non altro per
    > lo sforzo creativo che deve essere premiato.
    > Io credo che non ci sarebbe innovazione
    > senza la brevettabilità di un
    > invenzione..... perchè per quanto ognuno di
    > noi può avere un idea, solo il crederci e
    > vederla concretizzata su un pezzo di carta
    > può stimolare il processo creativo...... e
    > qui c'è la differenza tra chi crea e chi
    > inventa!!! Altrimenti son tutte idee buone
    > per stare nel cassettto....

    Tutte boiate!
    I brevetti non dovrebebro esistere, e qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere un bene comune dell'umanita'.
    Nessun inventore di qualcosa dovrebbe farlo per denaro, ma per il semplice piacere che prova dall'atto creativo. Chiunque vuole specularci lo fa solo per invidia di altri che prima di lui hanno preferito farsi attrarre dal "lato oscuro" e vendere l'anima a qualsiasi multinazionale.
    Qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere libera e protetta solo da licenze come la GPL che garantiscano il riconoscimento morale al vero autore.
    Poi l'invenzione viene presa da tutti e modificata e migliorata per crearne progresso.
    Se io invento qualcosa e la lascio libera ma protetta da una licenza che impedisce a qualcun altro di brevettarla e nasconderla, tutti la potranno migliorare e tutti la possiamo riprendere per riutilizzarla con l'apporto che nel tempo altri con la nostra stessa filosofia gli hanno lasciato.

    Un esempio?

    Azienda 1 di un certo paese investe 20 per tirar fuori qualcosa di utile. Potrebbe anche investire 100 se volesse qualcosa di remunerativo subito, ma si puo' permettere solo 20.
    Azienda 2 di altro paese ancora, trova il lavoro fatto da Azienda 1 lo migliora in base alle sue abilita' e possibilita' economiche per i propri scopi ma ne rispetta la filosofia rilasciando a sua volta il risultato del suo lavoro.
    Azienda 3 trova qualcosa sulla quale ha investito sia Azienda 1 che Azienda 2 quindi questa necessita di sempre meno investimenti per migliorare ulteriormente l'invenzione iniziale di Azienda 1.
    Azienda 1 a sua volta non avra' perso inutilmente il suo investimento iniziale di 20 perche' nel frattempo Azienda 2 e 3 avrano apportato altre migliorie e quindi tutte le altre aziende del mondo 1, 2, 3 avrano avuto qualcosa di usabile e valido. E questo avra' costituito progresso per tutta l'umanita'.
    Se ci fossero i brevetti tutto questo processo costerebbe caro e ci sarebbe un minore progresso e sperperi di denaro in cause e tribunali coi litigi. Non solo, chi non puo' permettersi di acquistare un brevetto e' obbligato a reinventare di sana pianta tutto il processo senza infrangere altri brevetti, ma se fosse brevettato gia' un alfabeto (DNA e processo produttivo) di base come si fa a reinventarlo?

    Non hai idea del male che faccia all'umanita' il brevetto e di come rallenti la crescita e lo sviluppo. Il desiderio di brevettare viene solo dall'avarizia e dalle invidie, tutti sentimenti umani e deprecabili!

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano

    > Tutte boiate!

    Se lo dici tu... Metterci ALMENO un IMHO no, eh?

    > I brevetti non dovrebebro esistere, e
    > qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere
    > un bene comune dell'umanita'.

    Vai! Miriamo sempre più in alto!

    > Nessun inventore di qualcosa dovrebbe farlo
    > per denaro, ma per il semplice piacere che
    > prova dall'atto creativo. Chiunque vuole

    Sì, come no... In quanti preferibbero starsene sulla spiaggia?
    E po, l'inevnzione non è solo il frutto di un genio isolato che ci mette passione: alle sue spalle c'è lavoro routinarioe noioso di una equipe.

    > specularci lo fa solo per invidia di altri
    > che prima di lui hanno preferito farsi
    > attrarre dal "lato oscuro" e vendere l'anima
    > a qualsiasi multinazionale.

    Questa è una tua idea. Non permetterti di dare del venduto a gente che ha fatto invenzioni utili a tutti.

    > Qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere
    > libera e protetta solo da licenze come la
    > GPL che garantiscano il riconoscimento
    > morale al vero autore.

    Che bell'ossimoro: tutto DEVE essere libero e deve (obbligatoriamente) essere sotto GPL

    > Poi l'invenzione viene presa da tutti e
    > modificata e migliorata per crearne
    > progresso.
    > Se io invento qualcosa e la lascio libera ma
    > protetta da una licenza che impedisce a
    > qualcun altro di brevettarla e nasconderla,
    > tutti la potranno migliorare e tutti la
    > possiamo riprendere per riutilizzarla con
    > l'apporto che nel tempo altri con la nostra
    > stessa filosofia gli hanno lasciato.

    Questa è una tua opinione. Quanto possa funzionare (soprattutto nei brevetti industriali) e quanto sia fattibile è un altro paio di maniche.

    L'esempio l'ho tagliato, ma rileggetelo perchè è esilarante!

    > Se ci fossero i brevetti tutto questo

    Guarda chei brevetti già ci SONO.

    > processo costerebbe caro e ci sarebbe un
    > minore progresso e sperperi di denaro in
    > cause e tribunali coi litigi. Non solo, chi

    E invece il sistema dei brevetti permette che questo processo sia più economico, evitando di disperdere forze.

    > non puo' permettersi di acquistare un
    > brevetto e' obbligato a reinventare di sana
    > pianta tutto il processo senza infrangere
    > altri brevetti, ma se fosse brevettato gia'
    > un alfabeto (DNA e processo produttivo) di
    > base come si fa a reinventarlo?

    Non lo reineventa perchè già esiset.

    > Non hai idea del male che faccia
    > all'umanita' il brevetto e di come rallenti
    > la crescita e lo sviluppo. Il desiderio di
    > brevettare viene solo dall'avarizia e dalle
    > invidie, tutti sentimenti umani e
    > deprecabili!

    Ma fuma meno!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Vai! Miriamo sempre più in alto!
    >
    > > Nessun inventore di qualcosa dovrebbe
    > farlo
    > > per denaro, ma per il semplice piacere che
    > > prova dall'atto creativo. Chiunque vuole
    >
    > Sì, come no... In quanti preferibbero
    > starsene sulla spiaggia?
    > E po, l'inevnzione non è solo il frutto di
    > un genio isolato che ci mette passione: alle
    > sue spalle c'è lavoro routinarioe noioso di
    > una equipe.
    > ...
    > Questa è una tua idea. Non permetterti di
    > dare del venduto a gente che ha fatto
    > invenzioni utili a tutti.

    Nessuno ha pagato Galilei, Newton e tanti altri inizialmente. E nessuno immaginava l'utilita' del loro lavoro. Lo hanno fatto per uno strano mistero, il piacere che si prova nell'inventare e scoprire. L'inventore e' prima di tutto curioso, e poi anche smanettone. La cretivita' e' una prerogativa di Dio.

    > > libera e protetta solo da licenze come la
    > > GPL che garantiscano il riconoscimento
    > > morale al vero autore.
    >
    > Che bell'ossimoro: tutto DEVE essere libero
    > e deve (obbligatoriamente) essere sotto GPL

    La GPL non avrebbe motivo d'esistere se si rispettasse un'etica. Se nessuno rubasse e facesse suo quanto inventato da altri. Il pericolo non e' il fatto che lo possa fare suo. Perche' e' gia' suo in quanto bene dell'umanita'. Il pericolo e' che non lo rilasci libero come lo ha trovato, ossia non continui il lavoro di miglioramento e rilasci a sua volta ad altri questo lavoro.

    Prova far entrare pluralismo e fratellanza per un attimo nella tua mente, e immaginare un'etica nel mondo del business e seguimi...

    Cominciamo dalla creazione.
    Dio creo' l'uomo perche'? Se lo poteva risparmiare no? E lo creo' per ultimo, perche'? Perche' prima creo' il mondo, e lo creo' perche' Dio e' un creativo, e deve essere davvero inebriante. Ma una crezione fine a se stessa che senso ha? Che senso ha creare e non avere nessuno a cui mostrare la propria creazione?
    Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno da stupire e a cui mostrare la propria creazione.

    L'uomo ha molto di Dio nel suo modo di essere e quindi tende ad assomigliargli. L'atto creativo, l'hacking, la semplice curiosita' sono stati i motori di tutte le imvenzioni e sono tuttora i motori dello sviluppo dell'umanita' software e hardware compresi.
    Quindi non si inventa per il denaro e per vedere riconosciuti i propri diritti e la paternita' dell'opera, anche se puo' rodere il vedersi rubare qualcosa e vedere altri arrogarsi il diritto di proprieta' di un'opera (ma questa e' un'altra storia) chi dice che non ha senso inventare e non inventerebbe niente nessuno se non ci fossero i brevetti, mente spudoratamente. Oppure specula sull'atto creativo.

    Ok, abbiamo appurato che inventare e' bello e che lo si fa spontaneamente. Anche una cosa si fa spontaneamente, rendere partecipi altri dell'atto creativo, cioe' mostrare la propria idea o invenzione a qualcun'altro che la possa ammirare ma anche criticare e o migliorarla. E questa e' la condivisione delle idee, ma soprattutto questo spontaneo desiderio di condivisione della conoscenza ha come suo precursore Platone e l'invenzione dell'Academia come luogo di condivisione delle idee politiche e non.

    Il resto della storia lo conosciamo, con tutti i suoi personaggi fino ai giorni nostri.

    Ora veniamo al brevetto.
    Qualcuno dice che serve per difendere i diritti di chi ha inventato qualcosa ecc. Potrei accettarlo se non fosse per il fatto che gli uomini hanno un sacco di difetti tra cui la bramosia di potere e l'egoismo, tutti sentimenti che hanno origine nella sfera sessuale.
    Il brevetto nelle grandi aziende e' un simbolo di potere, un accumulo di brevetti e sfruttamento di questi porta all'arricchimento, per cui il progresso si blocca nel momento esatto in cui un'azienda raggiunge una massa economica ed una condizione di mopolio tali da potersi arrogare il diritto di sfruttare, corrompere politici e magistrati, farsi fare leggi a proprio favore e soprattutto raggiungere una condizione di simile a quella di un virus che assorbe tutte le risorse dell'organismo che lo ospita.

    Non si tutelano gli interessi degli inventori coi brevetti, si tutelano gli interessi economici di un ristretto gruppo di inventori, i dipendenti dell'azienda che detiene questi brevetti. L'azienda smette di innovare quando ha raggiunto la condizione di monopolio e accumula soltanto capitali, non ne viene fuori un bene per tutti ma solo per pochi, pochi individui a capo di poche aziende che si trovano nel mondo occidentale, il 25% degli umani che vivono in paesi che detengono brevetti chiave e importanti e che fagocitano le risorse del restante 75% del mondo.

    Eppure senza brevetti il mondo potrebbe funzionare meglio. Vuoi sapere come e perche'? Basta chiedermelo perche' qui c'e' un limite di caratteri per messaggio ed e' necessario scriverne un altro.

    > Questa è una tua opinione. Quanto possa
    > funzionare (soprattutto nei brevetti
    > industriali) e quanto sia fattibile è un
    > altro paio di maniche.
    > L'esempio l'ho tagliato, ma rileggetelo
    > perchè è esilarante!
    > Guarda chei brevetti già ci SONO.

    Ogni tanto mi piace sognare che non esistano e vedere come sarebbe il mondo...

    > Ma fuma meno!

    Non fumo e non bevo. Le mie parole vengono fuori dopo analisi di Platone, S. Agostino, Ford, Weber e altri tizi che hanno fatto tante cose senza capire inizialmente il perche', e che prendono senso se messe insieme e guardate con un ottica diversa, piu' larga.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    > Nessuno ha pagato Galilei, Newton e tanti
    > altri inizialmente. E nessuno immaginava
    > l'utilita' del loro lavoro. Lo hanno fatto
    > per uno strano mistero, il piacere che si
    > prova nell'inventare e scoprire. L'inventore
    > e' prima di tutto curioso, e poi anche
    > smanettone.

    Non si vive di sola aria. Sarà un caso che quando tutta l'innovazione si doveva a persone benestanti (come quelle che tu citi o i "mecenati") il progresso fosse più lento?

    > La GPL non avrebbe motivo d'esistere se si
    > rispettasse un'etica. Se nessuno rubasse e
    > facesse suo quanto inventato da altri.
    > pericolo non e' il fatto che lo possa fare
    > suo. Perche' e' gia' suo in quanto bene
    > dell'umanita'. Il pericolo e' che non lo
    > rilasci libero come lo ha trovato, ossia non
    > continui il lavoro di miglioramento e
    > rilasci a sua volta ad altri questo lavoro.
    >
    > Prova far entrare pluralismo e fratellanza
    > per un attimo nella tua mente, e immaginare
    > un'etica nel mondo del business e seguimi...
    >
    > Cominciamo dalla creazione.
    > Dio creo' l'uomo perche'? Se lo poteva
    > risparmiare no? E lo creo' per ultimo,
    > perche'? Perche' prima creo' il mondo, e lo
    > creo' perche' Dio e' un creativo, e deve
    > essere davvero inebriante. Ma una crezione
    > fine a se stessa che senso ha? Che senso ha
    > creare e non avere nessuno a cui mostrare la
    > propria creazione?
    > Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno da
    > stupire e a cui mostrare la propria
    > creazione.

    E se io credessi nell'evoluzione?

    >
    > L'uomo ha molto di Dio nel suo modo di
    > essere e quindi tende ad assomigliargli.
    > L'atto creativo, l'hacking, la semplice
    > curiosita' sono stati i motori di tutte le
    > imvenzioni e sono tuttora i motori dello
    > sviluppo dell'umanita' software e hardware
    > compresi.
    > Quindi non si inventa per il denaro e per
    > vedere riconosciuti i propri diritti e la
    > paternita' dell'opera, anche se puo' rodere
    > il vedersi rubare qualcosa e vedere altri
    > arrogarsi il diritto di proprieta' di
    > un'opera (ma questa e' un'altra storia) chi
    > dice che non ha senso inventare e non
    > inventerebbe niente nessuno se non ci
    > fossero i brevetti, mente spudoratamente.

    C'è anche chi dice che non tutte le persone sono aspiranti santi. Se lasciamo tutta l'innovazione nelle loro mani, forse GLOBALMENTE l'innovazione è minore che includendo nel sistema quelle persone, tante o poche che siano, che lavorano per denaro, non solo per la gloria. Più sono le persone a lavorare, meglio è per tutti.
    Perchè i due sistemi (brevetti e GPL) non possono coesistere? Resta da capire come, e a mio parere un legislatore accorto può riuscirci.
    Possibili strade: licenza obbligatoria in caso di innovazioni derivate, limite diversificato alla durata del brevetto tra piccole e grandi realtà, licenza obbligatoria in caso di brevetto non sfruttato per tot anni, e per ora non mi viene in mente niente di meglio, ma sono certo che c'è.


    > Oppure specula sull'atto creativo.
    >
    > Ok, abbiamo appurato che inventare e' bello
    > e che lo si fa spontaneamente.

    Un esempio non dimostra un teorema.
    Vedi sopra il mio ragionamento sull'inclusione dei gruppi nel sistema per una confutazione laterale. Il fatto che si inventi spontaneamente (non dimostrato) non implica che il maggior numero possibile di innovazioni si ottenga lasciando che la gente inventi nel tempo libero.
    C'è chi preferisce uscire con la ragazza dopo una giornata di duro lavoro.

    > CUT
    > Ora veniamo al brevetto.
    > Qualcuno dice che serve per difendere i
    > diritti di chi ha inventato qualcosa ecc.
    > Potrei accettarlo se non fosse per il fatto
    > che gli uomini hanno un sacco di difetti tra
    > cui la bramosia di potere e l'egoismo, tutti
    > sentimenti che hanno origine nella sfera
    > sessuale.
    > Il brevetto nelle grandi aziende e' un
    > simbolo di potere, un accumulo di brevetti e
    > sfruttamento di questi porta
    > all'arricchimento, per cui il progresso si
    > blocca nel momento esatto in cui un'azienda
    > raggiunge una massa economica ed una
    > condizione di mopolio tali da potersi
    > arrogare il diritto di sfruttare, corrompere
    > politici e magistrati, farsi fare leggi a
    > proprio favore e soprattutto raggiungere una
    > condizione di simile a quella di un virus
    > che assorbe tutte le risorse dell'organismo
    > che lo ospita.

    Che c'entra con i brevetti? Non stai forse enunciando uno dei credo dei liberali di tutto il mondo, cioè che bisogna evitare monopoli?
    Poi che per evitare problemi sarebbe meglio che ci fossero dei contrappesi che impediscono a chiunque di accumulare troppo potere è una regola base di tutte le democrazie.
    Che i brevetti siano uno strumento per accumulare potere non è scritto nelle stelle. Cambiando la legge, si può evitare.

    >
    > Non si tutelano gli interessi degli
    > inventori coi brevetti, si tutelano gli
    > interessi economici di un ristretto gruppo
    > di inventori, i dipendenti dell'azienda che
    > detiene questi brevetti.

    Che i dipendenti partecipino alla spartizione dei profitti derivanti dalle innovazioni mi giunge nuova (bonus a parte, per quei pochi che ce l'hanno -ma non è una parte dei profitti).
    Dimmi poi quale strumento alternativo tutela l'inventore.

    > L'azienda smette di
    > innovare quando ha raggiunto la condizione
    > di monopolio e accumula soltanto capitali,
    > non ne viene fuori un bene per tutti ma solo
    > per pochi, pochi individui a capo di poche
    > aziende che si trovano nel mondo
    > occidentale, il 25% degli umani che vivono
    > in paesi che detengono brevetti chiave e
    > importanti e che fagocitano le risorse del
    > restante 75% del mondo.

    Retorica terzomondista. Il terzo mondo è povero perchè manca di conoscenze, i loro cervelli migliori scappano, non possono intraprendere, sono schiacciati dalle rendite altrui, la LORO classe dirigente lavora per il proprio tornaconto, che è tenerli nella povertà (con grande piacere di certe multinazionali, te lo concedo).

    >
    > Eppure senza brevetti il mondo potrebbe
    > funzionare meglio. Vuoi sapere come e
    > perche'? Basta chiedermelo perche' qui c'e'
    > un limite di caratteri per messaggio ed e'
    > necessario scriverne un altro.

    Già chiesto. Mia mail: marlenus2k@NOhotmailSPAAM.com

    > Ogni tanto mi piace sognare che non esistano
    > e vedere come sarebbe il mondo...
    >   

    Mai provato anche ad analizzare la stabilità di quel mondo? Cosa succederebbe in qualche anno? Come reagisce alle forze che conosciamo esistere nella psiche umana?
    Come reagisce ai devianti?
    E' facile cadere nelle utopie.
  • - Scritto da: Marlenus

    > Non si vive di sola aria. Sarà un caso che
    > quando tutta l'innovazione si doveva a
    > persone benestanti (come quelle che tu citi
    > o i "mecenati") il progresso fosse più
    > lento?

    Mio nonno diceva: "se ti piace il tuo lavoro non lavorerai un giorno in vita tua", il che significa che non troverai faticoso quel lavoro.
    Per il creativo non e' l'accumulo di denaro il fine ultimo della vita ma il poter fare cio' che gli piace. Programmare, modificare o elaborare motori (p.e. e uno dei miei hobby) e tante altre cose. Il massimo delle aspirazioni della vita di queste persone come anche mie non e' avere una Ferrari e/o "gnocche" a volonta', ma poter guadagnarmi da vivere facendo qualcosa che mi piaccia veramente.
    Tutti noi se possiamo cerchiamo lavoro in un campo che ci piace, non sempre lo troviamo in quel campo. Cio' che ci piace finiamo a farlo quindi solo nel tempo libero.
    Nel mondo ci sono miliardi di individui e tra questi forse qualcuno piu' fortunato ci sara', ad avere trovato un lavoro dove puo' fare cio' che gli piace.
    Nel mondo del software c'e' chi alterna alla programmazione, l'assistenza, la formazione, i servizi ecc.
    Io che sono stato sfortunato contribuiro' col 10-20% del mio tempo utile altri individui col 50-80-100%. Tutti possiamo accedere alle medesime conoscenze tramite Internet tutti apporteremo piu' meno qualcosa in base al nostro tempo.

    > > propria creazione?
    > > Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno
    > da
    > > stupire e a cui mostrare la propria
    > > creazione.
    >
    > E se io credessi nell'evoluzione?

    Spiegami meglio...
    Potrei anche crederti. Ma non sono ateo e penso che qualcosa di speciale l'uomo l'abbia. Sull'evoluzione non ci sputo, e do per buona la tesi del pollice opponibile come enorme slancio per l'ominide che riusci' a differenziarsi dai primati. Ma la creativita' e' una cosa misteriosa comunque.

    > C'è anche chi dice che non tutte le persone
    > sono aspiranti santi. Se lasciamo tutta
    > l'innovazione nelle loro mani, forse
    > GLOBALMENTE l'innovazione è minore che
    > includendo nel sistema quelle persone, tante
    > o poche che siano, che lavorano per denaro,
    > non solo per la gloria. Più sono le persone
    > a lavorare, meglio è per tutti.

    Ma infatti non le escludo a priori. Molte aziende che necessitano di qualche prodotto rapidamente possono accelerarne la progettazione. IBM, HP, Sun, e tante altre finanziano veri e propri laboratori che lavorano soprattutto al porting e sviluppo di tecnologie sul software libero e soprattutto sul kernel di Linux che lo adatti ai loro hardware e gli dia qualcosa da poter fornire in alternativa a prodotti di terzi e del monopolista Micro$oft in paticolare.
    Che poi di molte di queste tecnologie ne giovi tutta la comunita' collateralmente e' un bene; ma se mi permetti lo si deve grazie alla GPL che e' stata creata sfruttando tutti i cavilli delle licenze proprietarie, ma ritorcendoglieli contro!! E questa e' stata una genialata micidiale di un tizio che la sa lunga e ci ha rimuginato tanto sopra (Richard Stallman).

    > Perchè i due sistemi (brevetti e GPL) non
    > possono coesistere? Resta da capire come, e
    > a mio parere un legislatore accorto può
    > riuscirci.
    > Possibili strade: licenza obbligatoria in
    > caso di innovazioni derivate, limite
    > diversificato alla durata del brevetto tra
    > piccole e grandi realtà, licenza
    > obbligatoria in caso di brevetto non
    > sfruttato per tot anni, e per ora non mi
    > viene in mente niente di meglio, ma sono
    > certo che c'è.

    Io dico che i brevetti sono superflui, una volta capito e abbracciato il meccanismo non serviranno piu'. Ma se si vogliono ancora tenere per una fase di transizione, direi che valutarli bene sarebbe una cosa da prendere in considerazione. 1 anno al massimo per gli algoritmi, 3 per un software completo, da 3 a 10 anni per tecnologie dell'elettronica e della meccanica. Lo stesso per la chimica e farmacia, ma con la clausola di non validita' per i paesi poveri che di malattie curabili con quei farmaci ci muoiono...

    > Un esempio non dimostra un teorema.
    > Vedi sopra il mio ragionamento
    > sull'inclusione dei gruppi nel sistema per
    > una confutazione laterale. Il fatto che si
    > inventi spontaneamente (non dimostrato) non
    > implica che il maggior numero possibile di
    > innovazioni si ottenga lasciando che la
    > gente inventi nel tempo libero.

    No, ma dimostra innanzitutto che un'alternativa altrettanto valida al brevetto esiste, e che il mondo volendo ne puo' fare a meno. Questo e' o e' stato solo l'inizio per Linux, fino al 1998 e' cresciuto spontaneamente e in maniera relativamente rapida, e da quando ha avuto interessi commerciali da parte di molte aziende ha avuto un'impennata iperbolica. Segno che il meccanismo funziona, porta anche profitti ma soprattutto vantaggi per tutti. Quindi aziene si, ma senza brevetti, che vivono di servizi a valore aggiunto e/o prodotti derivati da progetti liberi. Si guadagna un po' meno ma si guadagna tutti e tutto costa un po' meno al punto che comunque non serve voler guadagnare di piu'.

    > C'è chi preferisce uscire con la ragazza
    > dopo una giornata di duro lavoro.

    Pure io!
    E concilio abbastanza bene lavoro, hobby e famiglia. Ma non nego che faccio sempre piu' fatica a potermi permettere molti beni e devo rinunciare a molte cose per il loro continuo aumento di prezzo ingiustificato.
    Se poi il mio hobby fosse solo "trombare" mi organizzerei per far concorrenza a Rocco Siffredi e trovarmi un lavoro in quel campo, magari potrei dare un contributo a raffinare quell'arte trombado si ma rilasciando libere le tecniche eheehe. Sorride))
    Siccome mi piacciono anche informatica e meccanica, faccio un po' tutto.
    Collaborare per l'appunto significa anche che qualcuno faccia per me molto di quello che dovrei fare io. Se siamo di piu' come dici tu, produrremmo di piu' insieme e avremmo anche piu' tempo per hobby e famiglia. Nel senso che molto del mio lavoro e dei miei programmi lo troverei gia' fatto sotto forma di librerie e altri programmi che non dovro' riscrivermi. Se invece tutto e' proprietario e brevettato dovro' innanzitutto cominciare a pagare chi detiene tali brevetti perche' me li faccia usare o partire da zero per qualsiasi parte del mio progetto.
    Se una grande quantita' di risorse economiche finiscono nel remunerare brevetti, io dovro' produrre molto di piu' o vendere a prezzo piu' alto il mio prodotto per poter guadagnare denaro sufficiente a vivere e acquistare altri beni a me necessari, beni che avranno un sovraprezzo inevitabilmente dato dalla ricaduta su tutti noi di questi costi nascosti (i brevetti) che invece con la libera circolazione delle idee alla base della progettazione avranno i soli costi di produzione e distribuzione se si tratta di un bene materiale e solo quello di personalizazione e assistenza per il software. Io vivro' di sola assistenza, formazione e modifiche ad h
  • ... SEGUITO

    > > condizione di mopolio tali da potersi
    > > arrogare il diritto di sfruttare,
    > corrompere
    > > politici e magistrati, farsi fare leggi a
    > > proprio favore e soprattutto raggiungere
    > una
    > > condizione di simile a quella di un virus
    > > che assorbe tutte le risorse
    > dell'organismo
    > > che lo ospita.
    >
    > Che c'entra con i brevetti? Non stai forse
    > enunciando uno dei credo dei liberali di
    > tutto il mondo, cioè che bisogna evitare
    > monopoli?

    L'hai detto amico!
    Un'azienda con migliaia di brevetti li sfrutta per trarne il massimo profitto e/o raggiungere posizioni di monopolio, si fa aggiustare processi e fare leggi a favore, sfruttando il denaro che anche tali brevetti gli hanno permesso di accumulare.
    E proprio come un virus o cancro, crescera' e fara' soffrire il sistema in cui quest'azienda ruota, soffriranno i suoi clienti con prodotti scadenti e assistenza zero, e prelievi continui di denaro dovuti a continui aggiornamenti obbligati dall'obsolescenza programmata. Guarda a Win, Word, Office. E dimmi se non e' proprio come un virus, una malattia cronica...

    > Poi che per evitare problemi sarebbe meglio
    > che ci fossero dei contrappesi che
    > impediscono a chiunque di accumulare troppo
    > potere è una regola base di tutte le
    > democrazie.

    E che fine ha fatto questa regola? Gli Stati fanno sempre piu' gli interessi delle aziende invece che degli individui che dovrebbero rappresentare e difendere...
    La chiamiamo corruzione o scarsa lungimiranza, o magari semplice incompetenza?
    > Che i brevetti siano uno strumento per
    > accumulare potere non è scritto nelle
    > stelle. Cambiando la legge, si può evitare.

    Perche' le leggi invece li favoriscono sempre piu'?
    Se non li riusciamo a regolare, allora via, bruciamoli!
    Tanto se e' dimostrato che senza vi e' progresso comunque e comunque rapido e di qualita', che senso hanno?

    > Che i dipendenti partecipino alla
    > spartizione dei profitti derivanti dalle
    > innovazioni mi giunge nuova (bonus a parte,
    > per quei pochi che ce l'hanno -ma non è una
    > parte dei profitti).

    Tutta l'azienda si arricchisce, e cio' che le ruota intorno, aumento di stipendi, consumi, dividendi ecc. ecc. Attenzione pero' che non cresceranno i posti di lavoro e progresso. Perche' chi vive di rendita da monopolio non ha nessuna interesse a investire per innovare veramente e quindi creando progresso.

    > Dimmi poi quale strumento alternativo tutela
    > l'inventore.

    L'inventore se conosce e rispetta la filosofia etica della creativita' e della condivisione avra' come miglior riconoscimento l'immortalita' del suo nome e della sua memoria, e licenze come la GPL obbligano all'elenco cronologico dei contributori.
    Poi che tipo di altra tutela deve avere l'inventore? Con musica e tante altre opere dell'ingegno qui sembra che tutti vogliano fare il "colpaccio" del vivere di rendita per il resto della vita dopo il solo atto creativo.
    Se l'atto creativo e' collettivo tutti ne giovano nel senso che vedono la loro creatura, invenzione, idea crescere come un figlio, usata da tutti e migliorata costantemente in ogni sua parte. E questo e' il miglior riconoscimento per un creativo. E poi se e' un qualcosa di utile ne giova anche a vedere l'opera migliorata e quindi se la riprende e la usa con dentro l'apporto di tutti gli altri. Ad esempio col software ma sarebbe cosi' anche con farmaci e prodotti chimici o altro.
    Se l'inventore ne e' anche il produttore e venditore da un'idea e invenzione iniziale, e miliorata da altri, ne avra' il miglior ritorno (chesso' parlo anche della formula per un detersivo).
    Questo permettera' anche ad un vicino di casa di aprire una fabbrica dello stesso prodotto e fare concorrenza. Ma non e' questo quello che tutti vogliamo? Disponibilita', concorrenza e costi sempre piu' bassi...
    Da qui io vedo sempre piu' come brevettatore e' spesso uguale a speculatore.
    Ogni paese si fara' quel detersivo in casa per il fabbisogno interno. Non si sperpereranno ricchezze che vanno verso i soliti paesi ricchi che detengono la quasi totalita' di ogni brevetto.

    CONTINUA...
  • ma da quando un investimento porta cosi' tanto guadagno ???


    ah si ho capito ... si pagano le aziende per far lavorare CONTRATTI A PROGETTO e CO.CO.CO. sotto pagati per il lavoro che fanno nell'ICT e cosi' l'azienda oltre a lucrare sul lavoro del poveretto sfruttato e sotto pagato ci lucra anche perche' lo stato lo sovvenziona !!! bella schifezza !!!

    io ultimamente mi pento che i miei genitori e parenti siano rimasti in italia dopo 30 anni di sinistra che ci ha dato questo bell'andazzo di industrie lavoro e mentalita' lavorativa.

    bho cmq sta gente non si rende ancora conto che il campo IT ICT e tecnologico in genere e' saturo di gente che non sa fare il loro lavoro, assunti solo perche' nel periodo di boom servivano scalda poltrone ... ed ora ... grazie alle leggi le societa' non si possono liberare di dipendenti fancazzisti per assumere invece gente che ha veramente passione del campo, ed invece e' costretta o a stare a casa o ad accettare contratti avvilenti castranti senza vie di uscita e senza crescita.

  • Trentanni di sinistra?? Ma dove hanno vissuto i tuoi? Ci sono stati caro mio 50 anni di DC che sinistra non era proprio, ora ce saranno altri 20 di Berluska che ci aggiusterà per le feste altro che sinistra......
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Trentanni di sinistra?? Ma dove hanno
    > vissuto i tuoi? Ci sono stati caro mio 50
    > anni di DC che sinistra non era proprio, ora
    > ce saranno altri 20 di Berluska che ci
    > aggiusterà per le feste altro che
    > sinistra......

    Togliti i prosciutti dagli occhi e smettila di credere alle favolette che ti raccontano: in tutti gli anni 70 fino ad ora l'Italia è stata governata dalle sinistre attraverso il consociativismo. Sono 30 anni di occupazione della vita sociale e istituzionale da parte di DC, PSI e PCI. Un governo ufficioso e non ufficiale, ma che ha tenuto le redini dell'Italia per 30 anni.
    Un esemipio. RAI3 è stata fatta per dare una televisione anche al PCI, dopo che RAI1 è stata attribuita alla DC e RAI2 al PSI, creando di fatto un monopolio televisivo dei partiti di governo. Quel monopolio è stato denunciato a gran voce dai radicali, perché non lasciava spazio agli altri partiti di comparire (l'attuale par condicio), ma che tutti hanno ignorato. Ora che quei partiti si sono visti sottrarre il monopolio, gridano allo scandalo, facce di *****!
    non+autenticato
  • Se proprio devi declamare con tanta grazia e rispetto la tua opinione telefona a radio radicale, è li per quelli come te
    non+autenticato


  • > Togliti i prosciutti dagli occhi e smettila
    > di credere alle favolette che ti raccontano:
    > in tutti gli anni 70 fino ad ora l'Italia è
    > stata governata dalle sinistre attraverso il
    > consociativismo.

    ehm io nei 70 c'ero e non vedevo un governo tanto di sinistra (se vuoi guarda le leggi e dimmi se erano centrate sulla distribuzione equa dei profitti ) : a livello centrale il pentapartito metteva il pci in minoranza e faceva quel che voleva, nelle amministrazioni locali governava chi le vinceva diciamo 50 e 50 tra pentapartito e pci

    in pratica secondo te se ti picchiano in 5 e te cerchi di calmarli a parole visto che non hai forze per reagire, sei d'accordo

    d'altra parte ti ricordo che gladio avrebbe cercato di impedire di governare alle sinistre anche se avessero vinto con maggioranza schiacciante

    > Un esemipio. RAI3 è stata fatta per dare una
    > televisione anche al PCI, dopo che RAI1 è
    > stata attribuita alla DC e RAI2 al PSI,
    > creando di fatto un monopolio televisivo dei
    > partiti di governo.

    se passa la logica (sbagliata ) della lottizzazione , perche' un partito con il 30 % dei voti non deve avere un canale ?

    > Ora che quei partiti
    > si sono visti sottrarre il monopolio,
    > gridano allo scandalo, facce di *****!

    ora che un unico partito-azienda ha acquisito il monopolio del pubblico (e non dire di rai3, se fosse in mano alle sinistre luttazzi non sarebbe stato cacciato) e con leggi ad hoc e accordi anche del privato a spese dei legittimi proprietari (vedi europa 7 occupata da rete 4 , la 7 affondata da provera per far piacere a mediaset) certo le cose vanno meglio e la democrazia impera




    non+autenticato

  • - Scritto da: Goul_duKat
    >
    > io ultimamente mi pento che i miei genitori
    > e parenti siano rimasti in italia dopo 30
    > anni di sinistra che ci ha dato questo
    > bell'andazzo di industrie lavoro e
    > mentalita' lavorativa.
    >
    Hahahahahahaha!!!
    Chiedo scusa, forse sono un po' in ritardo
    ma ho aperto solo ora.

    30 anni di sinistra?
    Goul_duKat, ma tu eri o no in Italia in questi 30 anni???
    Cosa intendi dire con "sinistra"?

    Ciao!!!
    :)
    non+autenticato
  • Vabbe`, il povero Gul_DuCaXXX forse si e' fatto un po' lavare il cervello dalla propaganda....
    Basterebbe avere un po' di voglia di approfondire per accorgersi che le bugie vengono raccontate indifferentemente nell'uno o nell'altro schieramento, cambia solo la dimensione dei megafoni.
    Ma il forum dovrebbe parlare di brevetti e di investimenti, non di politica! Se vogliamo parlare di destra e sinistra, ci sono centinaia di forum.....
    non+autenticato
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