massimo mantellini

Contrappunti/ Miraggi capresi

di M. Mantellini - Non c' una ricetta, e non c' un cuoco. Quello che c' sono tanti punti di vista che, al momento, non sembrano offrire alcuna soluzione. La Rete italiana abbandonata nelle mani dell'eterna discussione preventiva

Roma - Una volta all'anno Between organizza a Capri un incontro fra i protagonisti delle TLC italiane. Ministri (sia Brunetta che Romani erano attesi ed in programma ma hanno inelegantemente dato buca all'ultimo momento), presidenti ed amministratori delegati delle principali aziende tecnologiche del paese, politici e imprenditori si incontrano, si parlano, tessono relazioni e discutono nelle varie sessioni del convegno e nei vari eventi collaterali con i faraglioni sullo sfondo. Quest'anno sono andato anch'io, a vedere, come dicevo scherzando un po' con tutti, i grossi pesci nell'acquario dello sviluppo tecnologico del paese. Da fuori è uno spettacolo interessante.

La scomparsa di Steve Jobs ha segnato il primo giorno di incontri. Forse il numero di iPad in sala sarebbe stato sufficiente per descrivere il senso di partecipazione al luttuoso evento: la figura del fondatore di Apple ha avuto un impatto fortissimo, non solo sull'utenza consumer ma anche sulla idea stessa di imprenditoria tecnologica. Essere Steve Jobs è stato, in fondo, il sogno non detto di molti dei grandi imprenditori in sala. Assomigliare a Jobs, sapendo bene di non esserlo, il necessario principio di realtà, magari utile anche solo alla propria estetica aziendale.

Il viaggio verso Capri è anche un viaggio dentro la complessità dei temi di cui discutiamo ogni giorno. Dietro ad argomenti fondamentali come quello della banda larga o della rete di nuova generazione si allunga una catena di intermediari di cui l'ingenuo commentatore può non avere sentore. Ci sono le agenzie europee (l'intervento di Lucilla Sioli della UE è stato uno di quelli che ho preferito), gli uffici ministeriali italiani, le società di consulenza, i cacciatori di teste, gli uffici stampa ed i giornalisti al seguito. Una specie di Monkey Island in giacca e cravatta che, nella mia ingenua semplificazione di appassionato, da un lato racconta una complessità effettiva, dall'altro segnala una spiacevole sensazione di elegante circo automantenuto.
La sostanza dei fatti ascoltati è in ogni caso dipinta della medesima tinta deprimente che sospettavamo prima di salire sull'aliscafo. I piani dell'agenda digitale europea prevedono il 100 per cento di case connesse in larga banda nel 2015 e 30 mega per tutti nel 2020 (e per quella data almeno il 50 per cento di connessioni a 100 mega) ma sono piani che, per essere raggiunti, dovranno riguardare la media dei cittadini europei. Tutti sanno già oggi che, per alcune nazioni che hanno progetti ben all'interno di simili griglie (la Danimarca per esempio ha già annunciato che i suoi cittadini avranno tutti 100 mega entro il 2015), ce ne saranno altre, e l'Italia è certamente fra queste, che falliranno simili obiettivi. Le ragioni di questa debacle annunciata sono molteplici e riguardano un ritardo culturale già noto e molto saldo (il 42,1 per cento degli italiani non ha mai usato Internet contro una media europea del 26,2), le finanze dello Stato, che sono quello che sono (e nessuno che dalle parti dei decisori interessati, possieda l'intuizione disperata e saggia di dedicare al settore delle TLC i pochi soldi rimasti), gli operatori che litigano fra loro, i burocrati che burocratizzano e gli amministratori locali che intralciano quelli nazionali.

La giacchetta dell'accesso alla Rete e del business che lo riguarda continua ad essere tirata da molte parti. Per esempio gli operatori delle telecomunicazioni reduci dalle costose aste per le frequente del 4G ora sostengono a gran voce il fatto che saranno simili investimenti a ridurre il digital divide del paese. E per chi ha memoria questa interpretazione ricorda da molto vicino i discorsi fatti ai tempi dell'UMTS, quando il grande moderno innamoramento degli italiani per la telefonia mobile avrebbe dovuto chiudere voragini di accesso alla Rete che oggi sono invece perfino più ampie di allora.

Poi ci sono i giochi di palazzo e le sinergie non dette: per esempio, quando - esattamente - l'Agcom, che rappresenta in ultima analisi (non ridete) gli interessi dei cittadini, ha deciso di schierarsi così nettamente contro la neutralità della Rete, visto che il suo rappresentante al convegno l'ha descritta (mi son segnato l'elegante frase) come "un bocchettone uguale per tutti"?

Da un lato esiste una indubbia eccessiva semplificazione del contesto da parte dei cittadini che vorrebbero (non tutti come si è visto) reti veloci, economiche e diffuse su tutto il territorio per poi magari decidere dopo cosa farne, una aspirazione costosa che non tiene conto delle grandi complessità economiche e regolamentari da affrontare. Dall'altro esistono scelte di indirizzo della architettura prossima ventura del paese connesso che prediligono la visione di breve periodo a quella più ampia e di scenario e che spingono alcune tecnologie rispetto ad altre. E sono responsabilità di molti: dalle compagnie telefoniche, al governo innamorato della TV ed insensibile ai temi dell'innovazione, ai tanti mediatori per i quali qualsiasi business è buono, basta che ci sia da farci affari sopra. Quindi se l'NGN è costosa e fonte di acutissime contrapposizioni capaci di far saltare tavoli e ipotesi di concertazione e, soprattutto, se i denari pubblici della Cassa Depositi e Prestiti diventano pochi e contingentati, si sceglie di soprassedere, preferendo investimenti ed aggiungendo aspettative sull'LTE, oppure presentando progetti di ultrabroadband piccoli e poco impegnativi come quello della annunciata sinergia fra Metroweb e telco nelle grandi città e nei grandi distretti industriali.

Tutto questo è troppo poco per un Paese vecchio e stanco, ma non sembra esserci nessuno, al momento, qui a Capri come altrove, capace di invertire la nostra continua discesa verso la zona retrocessione di tutte le classifiche europee dello sviluppo tecnologico.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
31 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Miraggi capresi
Ordina
  • ...governo innamorato della TV ed insensibile ai temi dell'innovazione...

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/11/l%E2%80...
    L'elogio della tv nel paese del telecomando
    non+autenticato
  • parlare di banda larga a vecchi rincitrulliti e galline (e sono stato buonissimo!!!) starnazzanti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Shrike
    > parlare di banda larga a vecchi rincitrulliti e
    > galline (e sono stato buonissimo!!!)
    > starnazzanti...
    > http://www.youtube.com/watch?v=pL2n_E1_B_M


    mi fa piu paura questa signora che i casalesi...
  • ...l'Agcom, che rappresenta in ultima analisi ( non ridete ) gli interessi dei cittadini...

    Impossibile... Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Pirata
    non+autenticato
  • Hanno pure programmato un "trojan di Stato" per proteggere i cittadini....l'AGCOM.... Rotola dal ridere
    Be&O
    1121
  • NGN (che immagiono stia per New Generation Network)...????
    Il balletto tra "operatori" (aka concessionari) mi pare invece quello Solito e molto Old... e anche la aspirazione a investire (eventualmente) con le solite tasche (le nostre)...
    E a proposito di "NEW" in un quadro dove se ti serve un IP pubblico di "nuova generazione" ( ipv6 per capirci) o ti arrangi da solo oppure non hai "operatori" di quelli che stanno hai famosi "tavoli" che te lo dia...
    E quindi (appunti) ti fai tutto da solo...
    E senza considerare che gli IPv4 sono finiti da alcuni mesi e quindi di "nuovi" IP pubblici ipv4 non si vedrà ombra.. e vai di NAT!
    E vai con la rete come la TV!

    Alla faccia del "New"!
    a me pare che siamo come mentalità e filosofia alla Solita Old (o se credete Obsoleta) Gneneration Network o SOGN

    Certo che c'è da essere contenti no?
    non+autenticato
  • "spiacevole sensazione di elegante circo automantenuto" rende perfettamente l'idea. E' una sensazione che sento ogni qualvolta le istituzioni e le organizzazioni delle imprese trattano di argomenti tecnologici (e a qualche convegno ho partecipato anche come oratore).

    In realtà io penso che ci siano due Italie: una del fare e una del dire. Questa è una Italia del dire. Ma in molte zone del paese sono arrivate aziende anche modeste che hanno dato risposte locali all'esigenza di banda larga. Io penso che alla fine anche la domanda di NGN avrà risposte simili. Non è bello e non è efficiente ma è il modello che ha adottato la nostra PMI e che ha portato alla creazione naturale dei distretti. E questa è l'Italia del fare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo Veneziano
    > "spiacevole sensazione di elegante circo
    > automantenuto" rende perfettamente l'idea. E' una
    > sensazione che sento ogni qualvolta le
    > istituzioni e le organizzazioni delle imprese
    > trattano di argomenti tecnologici (e a qualche
    > convegno ho partecipato anche come oratore).
    >
    >
    > In realtà io penso che ci siano due Italie: una
    > del fare e una del dire. Questa è una Italia del
    > dire. Ma in molte zone del paese sono arrivate
    > aziende anche modeste che hanno dato risposte
    > locali all'esigenza di banda larga. Io penso che
    > alla fine anche la domanda di NGN avrà risposte
    > simili. Non è bello e non è efficiente ma è il
    > modello che ha adottato la nostra PMI e che ha
    > portato alla creazione naturale dei distretti. E
    > questa è l'Italia del
    > fare.
    Peccato che sia anche quella del "gli altri nel frattempo lo fanno più in fretta o lo hanno gia fatto"!
    E che in aggiunta ai "tavoli" l'italia del fare è sostituita da quella del magna magna!
    Bisogerà per dare un senso alla parola tavolo no?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • Bellissima la definizione di "Elegante circo automantenuto", riferito alla giacca e cravatta che in questo caso rappresenta proprio l'essenza dell'inutilità di tutta la macchina. L'Italia del dire e non del fare, come da post di Anonimo Veneziano. Anche se, lavorando a singhiozzo per un piccolo ente pubblico, capisco che l'Italia del dire è di fatto prigioniera di se stessa. Legata da norme leggi, leggine, decreti, tutta burocrazia inutile, che la ingrassano sempre di più affossandone ogni possibilità di miglioramento. Ogni giorno che passa la struttura è sempre più pesante, nonostante ci siano dentro anche delle persone valide.

    x Mantellini: per favore, mi dà fastidio sentir parlare di "mega", soprattutto in una rivista del settore. "mega" cosa ? Mega-patate ? Mega-hertz ? Mega-bytes ? Si chiamano megabits per second, o megabit al secondo, oppure Mbps. Contribuisci a diffondere cultura, grazie.

    Per il resto, buonissimo articolo. Complimenti.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)