Mauro Vecchio

FTC e il P2P che condivideva troppo

La commissione statunitense contro l'app P2P Frostwire, accusata di aver consegnato alla rete Gnutella svariate tipologie di contenuti personali. L'applicazione ha accettato di modificare le sue impostazioni con un aggiornamento

Roma - A scendere in campo era stata la Federal Trade Commission (FTC) statunitense: un'agguerrita azione legale contro i responsabili di Frostwire, società di sviluppo dell'omonimo software P2P. Ovvero della versione per dispositivi Android del programma di file sharing gestito da Angel Leon.

Era stato proprio Leon a finire davanti ad un giudice della Florida, accusato di attività di business ingannevole e soprattutto di una massiva violazione della privacy di milioni di utenti mobile. Che - sempre secondo FTC - avrebbero inconsapevolmente condiviso immagini e video personali tra i vasti meandri della rete Gnutella (a cui si appoggia lo stesso Frostwire).

Stando ad un comunicato stampa diramato dai legali di FTC, le impostazioni di default di Frostwire avrebbero permesso ai device basati su Android di condividere file in automatico. Impostazioni difficili da modificare - a detta del chairman di FTC Jon Leibowitz - che avrebbero riunito in un unico calderone condiviso a mezzo P2P tutti i tipi di contenuto.
In altre parole, l'applicazione mobile di Frostwire avrebbe aperto alla rete Gnutella tutti i file presenti su un determinato device, praticamente ignorando le singole disposizioni di condivisione suggerite dagli utenti. I responsabili del software hanno ora trovato un accordo con FTC, promettendo un aggiornamento che modifichi le impostazioni di base da offrire ai possessori di smartphone.

Mauro Vecchio
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