Tre potenti ammaliati dalla rete

D'Alema, Letta e Veltroni protagonisti delle cronache per le dichiarazioni sulla nuova economia. Si va dall'allarme all'eBusiness di stato. Vogliono mettere le mani avanti?

Roma - "E ' in atto la rivoluzione più radicale degli ultimi venti anni: la New Economy. Con la rete cambia il sapere, il modo di fare finanza e commercio, il modo di comunicare e di vivere della gente. Allora, o la politica capisce questo e ci entra di prepotenza o verrà spazzata via": così Walter Veltroni, segretario diessino,ieri ha avvertito tutti dalle pagine di Repubblica che "la politica deve cambiare". Secondo Veltroni il fenomeno "bisogna lasciarlo correre: poche regole sulla privacy e poi briglia sciolta alla Rete e incentivi a chi vuole entrarci".

Gli ha fatto sponda il Presidente del Consiglio Massimo D'Alema che alla Camera, rispondendo ad una interrogazione, ha parlato della Nuova Economia sostenendo che per il governo l'urgenza risiede nella "massima trasparenza". D'Alema si riferiva a quanto sta avvenendo in Borsa con i titoli delle azioni hi-tech del Nuovo Mercato. Secondo D'Alema i numeri generati dalla New Economy in tutti i settori "sono aspetti dell'economia reale. La Borsa rappresenta il canale di elezione".

Più "concreto" a modo suo, il ministro dell'Industria Enrico Letta, secondo il quale ci vogliono investimenti straordinari: "Stiamo preparando un road show nelle Cento camere di commercio italiane per spiegare gli aspetti più nuovi di questa vicenda. Occorre rompere il tabù e usare il commercio elettronico che sarà sempre più lo strumento con cui avverranno le transazioni business to business come già accade nel resto d'Europa".
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