Mauro Vecchio

ROSAT, caduta senza danni

Il telescopio da 2,4 tonnellate Ŕ atterrato. Nessun testimone oculare che riporti eventuali distruzioni al suolo. I rottami del satellite potrebbero giÓ riposare in fondo all'Oceano Indiano

Roma - C'è chi aveva ipotizzato scenari apocalittici da kolossal hollywoodiano, in attesa del ritorno sulla Terra del satellite R÷ntgensatellit (ROSAT). Il telescopio da 2,4 tonnellate è rientrato sulla Terra nella notte di ieri, frantumandosi ad una velocità stimata di circa 450 chilometri orari.

Poco meno di 15 minuti tra l'entrata nell'atmosfera e l'impatto con il suolo, almeno secondo le prime informazioni fornite dai vertici aerospaziali tedeschi. I rottami del telescopio di produzione tedesco-anglo-statunitense avrebbero potuto colpire buona parte della Terra - Poli esclusi - con una possibilità su 2mila di creare degli incidenti reali.

"Se fossero caduti su un area popolata, a quest'ora ne avremmo certamente notizia", ha spiegato Jonathan McDowell dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts. Dunque, nessun testimone oculare. Secondo le prime ricostruzioni, i resti di ROSAT sarebbero precipitati nell'Oceano Indiano.
Lo stesso McDowell ha sottolineato come l'esatta ubicazione delle popolose città cinesi di Chongqing e Chengdu fosse inclusa nella traiettoria di rientro del telescopio spaziale. Nessun incidente riportato finora, con l'agenzia aerospaziale tedesca a negare qualsiasi impatto su Europa, Australia e Africa.

Mauro Vecchio
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