Claudio Tamburrino

Google Buzz, accordo postumo

Mentre Google annuncia agli utenti la chiusura del suo tentativo social, le autorità concedono il nulla osta sulle sue pratiche di gestione della privacy

Roma - L'annuncio dell'abbandono del tentativo social di Google precedente a Google Plus, non mette il punto conclusivo alla sua storia: anche se la comunicazione della sua prossima chiusura proprio in queste ore ha raggiunto le caselle postali dei suoi utenti, infatti, giunge il definitivo via libera di Federal Trade Commission (FTC).

Google Buzz ha rappresentato, prima dell'attuale Google Plus, il primo tentativo in grande stile di Mountain View sul terreno dei social network: per attirare l'attenzione di una sostanziosa massa di pubblico, tuttavia, in quell'occasione Google ha ardito legare il nuovo servizio alle caselle Gmail da esso gestite.
Questo ha creato problemi legati soprattutto alla gestione della privacy dei suoi utenti e ha spinto Mountain View ad accordarsi con le autorità per la costituzione di un fondo da 8,5 milioni di dollari per rimediare agli incidenti causati e per accettare la periodica vigilanza della FTC.

Anche per questo Mountain View e l'autorità erano rimaste in contatto e continuavano a dialogare per cercare un accordo definitivo sulle politiche relative alla privacy degli utenti di Google.
Questo accordo è stato approvato ora, quando ormai il servizio ha il prossimo 15 gennaio come data di scadenza: Mountain View promette di garantire la trasparenza a proposito della gestione dei dati dei suoi utenti.

Claudio Tamburrino
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