Claudio Tamburrino

Apple, brevetto sbloccato

Mentre Personal Audio cerca di scucire ancora soldi con la tecnologia relativa alle playlist, Cupertino brevetta i sistemi per sbloccare device touchscreen. E non trovarsi in violazione sembra quasi impossibile

Roma - L'ufficio brevetti statunitense ha concesso ad Apple un brevetto, il numero 8,046,721, sul sistema di sblocco con gesture su schermi touchscreen.

I concorrenti diretti avevano già evitato di impiegare lo slide laterale in stile iPhone per i propri dispositivi, preferendo evitare problemi.
Tuttavia, oltre a descrivere il metodo normalmente collegato ai dispositivi iOS, il brevetto '721 depositato nel giugno del 2009 descrive tutta una serie di gesti che vanno dallo scorrere sullo schermo al digitarvi.

Nella sintesi che illustra le novità della tecnologia, il titolo parla genericamente di una serie di azioni/gesti da svolgere per sbloccare un dispositivo.
Nella lista di rivendicazioni si descrive la striscia impiegata dai dispositivi iOS, così come un movimento "lungo un qualsiasi percorso desiderato", "lungo una direzione e dei gesti descritti da indizi visivi" o "testuali" o "tramite una freccia".

Insomma, sembra una nuova freccia nella faretra brevettuale di Apple, anche perché in base a quanto rivendicato al momento sia Android che Windows 8 sembrerebbero in violazione e senza molte strade da seguire per evitare di esserlo.

Cupertino, d'altronde, negli ultimi anni ha dimostrato di non disdegnare affatto l'offensiva legale e, in particolare nei confronti del concorrente più pericoloso sul fronte smartphone (Samsung), di sapersi muovere con decisione per bloccare i prodotti avversari.

Contro il brevetto '721 è logico anche attendersi una procedura in opposizione per ottenere l'annullamento di quello che sembra un titolo che appare troppo ampio e che in Europa, dove la brevettabilità di programmi informatici è possibile solo nel caso in cui siano implementabili attraverso una macchina e per migliorarne le performance, è già stato respinto perché è stato considerato una non novità rispetto allo stato dell'arte.

Nel frattempo Apple se la deve vedere ancora con le accuse per la tecnologia impiegata nelle sue playlist: a denunciarla è, per la terza volta, Personal Audio LLC.

L'azienda texana aveva ottenuto con la prima accusa 8 milioni di dollari da Apple, giudicata dal tribunale dell'Eastern district del Texas in violazione di due suoi brevetti relativi alla gestione delle playlist; aveva anche tentato di ottenere un conguaglio a questi danni ri-denunciando Cupertino per la violazione degli stessi brevetti nei nuovi dispositivi con la Mela, richiesta respinta stavolta dal giudice.
In questa terza denuncia Personal Audio LLC chiama in causa iOS 5 e il metodo WiFi che impiega per sincronizzare le playlist i tra dispositivi mobile e PC.

Claudio Tamburrino
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