Mauro Vecchio

PROTECT IP Act, scure sugli intermediari

Piattaforme come YouTube e Facebook potrebbero essere ritenute responsabili delle violazioni commesse dagli utenti. Gli attivisti insorgono: sparirebbe il porto sicuro garantito alle societÓ operative sul web

Roma - Una nuova versione del famigerato PROTECT IP Act, da introdurre all'attenzione dei membri della U.S. House of Representatives. Ulteriori misure legislative che potrebbero influire in maniera significativa sulle attività online dei cosiddetti intermediari, come ad esempio piattaforme di video sharing del calibro di YouTube.

A muoversi rapidi sono stati gli attivisti di Demand Progress, che hanno lanciato una petizione online per fermare il disegno di legge già approvato alla fine dello scorso maggio dalla Senate Judiciary Committee. Al centro del mirino sono ora finite alcune modifiche a stravolgere gli attuali dettami del Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

Social network come Facebook e Twitter - insieme a piattaforme come il Tubo - potrebbero dunque essere ritenuti responsabili delle violazioni del copyright commesse dagli utenti: a venir meno sarebbero così le protezioni garantite dal cosiddetto safe harbor, il porto sicuro offerto alle società operative sul web che operino in buona fede rispetto alle violazioni commesse dai loro utenti.
Potrebbero ritrovarsi nei guai per aver ospitato materiale in violazione del diritto d'autore. Come sottolineato dagli stessi attivisti di Demand Progress, piattaforme come quella di Google sarebbero costrette a chiudere definitivamente i battenti digitali. In quanto impossibilitate a controllare tempestivamente tutti i contenuti ospitati.
In sostanza, la nuova versione del PROTECT IP Act inserirebbe Facebook e YouTube nella lista dei siti votati alla condivisione illecita dei contenuti. Rappresentanti dell'industria high-tech come CCIA e NetCoalition hanno denunciato la propria esclusione dal processo di revisione del disegno di legge contro i pirati di Internet.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
  • AttualitàPROTECT IP Act, la lunga strada per il SenatoLa Commissione di Giustizia approva all'unanimitÓ la proposta di legge che vorrebbe piegare certi siti web al volere dei signori del diritto d'autore. Le Internet company fanno scudo. RIAA e MPAA esultano. Si attende ora l'esito del Senato
  • Diritto & InternetPROTECT IP Act, copyright e giustizia privataPresentato in Senato il testo del giÓ famigerato PROTECT IP Act. Critiche da parte degli attivisti, a partire da una definizione troppo ampia di dominio illecito. Ai motori di ricerca verrebbe affidato un ruolo da censori del web
  • AttualitàPROTECT IP, la stangata del copyrightPronta una versione estesa del giÓ annunciato COICA, che dovrebbe permettere anche ad un soggetto privato di sequestrare un sito illecito. Grandi societÓ di credito e motori di ricerca saranno coinvolti nella crociata contro il P2P
43 Commenti alla Notizia PROTECT IP Act, scure sugli intermediari
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Precedente | 1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 3/4 - 20 discussioni)