MIT, dall'open source al corso open

La filosofia open sbarca nella conservatrice Cambridge e si lega al materiale didattico, un patrimonio di conoscenza che il MIT intende ora rendere pubblico sul Web sfidando chi vorrebbe la privatizzazione del sapere. Tutta filantropia?

Cambridge (USA) - Il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) lancia una seria sfida alla privatizzazione della conoscenza e, in contro-tendenza con molti altri istituti accademici, annuncia un piano decennale per rilasciare pubblicamente sul Web una vastissima quantità di materiale riguardante la quasi totalità dei suoi corsi.

Il progetto, denominato MIT OpenCourseWare, pubblicherà sul proprio sito Web materiali come dispense, note di lettura, resoconti di conferenze, esercizi, programmi, profili dei corsi, esami, simulazioni e videoconferenze.

L'iniziativa del MIT, che costerà fino a 100 milioni di dollari, appare come la più imponente nel suo genere, coinvolgendo centinaia di professori volontari e pubblicando materiale riguardante qualcosa come 2.000 corsi di studio.
"Il MIT OpenCourseWare è una grande iniziativa che cambierà il modo con cui il Web viene utilizzato nell'istruzione superiore. Con un tale contenuto aperto a tutti, questo progetto rappresenterà una risorsa straordinaria, gratuita, che gli altri possono adattare alle loro necessità", ha dichiarato il presidente del MIT Charles M. Vest, che sostiene poi come "l'apertura al pubblico di questo materiale offre supporto all'istruzione in tutto il mondo ed incoraggia l'innovazione nel processo di insegnamento e di apprendimento".

Il MIT sprona le altre università del globo a seguire questo modello e contribuire a nutrire la collezione di risorse on-line pubbliche dedicate all'istruzione e facilitare lo scambio di idee sull'utilizzo di questo patrimonio didattico.

L'iniziativa del MIT non sembra però priva di secondi fini. Secondo alcuni l'intenzione del celebre istituto americano sarebbe quella di stroncare sul nascere le emergenti università on-line che, guarda caso, basano gran parte dei loro introiti proprio sulla vendita del materiale didattico necessario per affrontare i corsi.
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