Claudio Tamburrino

HP: i PC restano

Il cambio al vertice determina un cambio di strategia: sembra confermato l'addio a WebOS, mentre si fa marcia indietro sulla divisione PC che rimane centrale per il futuro

Roma - Hewlett-Packerd sembra orientata a non dismettere più la divisione PC, come era invece nei piani dell'ex CEO. Ora la data di scadenza più vicina è quella di WebOS.

Nel frattempo qualcosa è cambiato, soprattutto al vertice: Leo Apotheker, l'uomo chiamato per curare l'azienda dopo la vicenda Hurd, è stato sostituito dall'ex-CEO di eBay Meg Whitman.

La decisione di non abbandonare (ancora) la divisione PC rappresenta dunque la sua prima scelta al vertice di Palo Alto: lo scorporo di questa divisione, insieme con l'acquisizione per 10 miliardi di dollari dell'azienda software Autonomy Corporation e alla cancellazione di WebOS, rappresentavano i tre punti della strategia scelta dall'ex CEO Apotheker.
Whitman ha ora rilevato che il settore PC, pur essendo al contempo il più grande al mondo dal momento che vale per il 17,7 per cento del mercato globale, è quello meno profittevole per HP, ma genera tutta una serie di rilevanti sinergie utili anche agli altri settori (per quanto riguarda sia i costi a cui acquista le componenti sia la ricerca) e permette al marchio HP di essere riconosciuto come primario nel settore del computer.

Sugli altri due punti non cambia invece la posizione dell'azienda: troppo grande, probabilmente, la delusione conseguente alle fiacche performance di Touchpad per ritirare in ballo il sistema operativo mobile acquistato da Palm per 1,3 miliardi di dollari. Secondo alcune fonti lo staff che finora se n'è occupato sarà destinato ad altre divisioni o considerato in esubero (sarebbero 500 quelli che rischiano di perdere il lavoro), il tutto entro la fine di novembre.

Claudio Tamburrino
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