Gaia Bottà

Hollywood e l'indice dei siti cattivi

Tracker torrent e armadietti digitali, piattaforme di streaming e bancarelle: gli studios puntano il dito contro i ladri di proprietà intellettuale. La lista nera di MPAA

Roma - L'industria di Hollywood è fiorente e altamente competitiva, ma il furto di copyright, affermano i rappresentanti degli studios senza alcun condizionale, significa meno introiti per tutti lavoratori dell'industria del cinema, posti di lavoro perduti e meno tutele nell'ambito pensionistico e dell'assistenza sanitaria. Per questo motivo MPAA accoglie ogni anno l'invito dell'Office of the United States Trade Representative (USTR) e traccia una mappa dei mercati neri della condivisione, laddove si intessono scambi di contenuti al di fuori della legge, laddove le autorità statunitensi dovrebbero intervenire con politiche repressive per difendere il mercato legale da quella che viene descritta come concorrenza sleale.

Si tratta di luoghi fisici, dal mercato all'aperto di Odessa al brasiliano Mercado popular da Uruguaiana con le loro bancarelle, e di spazi online: qui brulicano gli scambi, qui attori di diverso tipo traggono profitto sfruttando la fame di contenuti delle persone. Per quanto attiene i mercati online, MPAA illustra la situazione come estremamente complessa: quelli che vengono definiti come "ladri di contenuti" non si avvalgono più delle sole tecnologie P2P, ma hanno iniziato ad approfittare di strumenti come lo streaming e le piattaforme che consentono upload e download diretto. Sarebbero inoltre sempre più fitti gli intrecci di segnalazioni che mappano il materiale condiviso illegalmente, così da renderlo disponibile ai cittadini della rete diluendo le responsabilità in collegamenti ipertestuali a pagine di servizi di hosting resi da neutri intermediari.

Ma le reti P2P sono ancora tanto sviluppare da fare categoria a sé nella lista stilata da Hollywood. "La tecnologia torrent - spiega nella sua comunicazione MPAA - è quella più comunemente usata per distribuire illegalmente film e prodotti televisivi". Ad essere citati nella lista nera, "siti identificati - chiosa MPAA - in parte perché rendono disponibili ai downloader contenuti illegali recenti, di alta qualità, e in alcuni casi coordinano nei fatti upload e download di questi contenuti". Si tratta di The Pirate Bay, la cui popolarità non sembra essere intaccata dalle offensive condotte dalle autorità di mezzo mondo, isohunt.com, costretto al filtraggio ma sempre attivo, btjunkie.org, colpito anche da un'ordinanza italiana, insieme a punti di riferimento come rutracker.org e xunlei.com, rispettivamente russo e cinese.
Fra le dinamiche che più impensieriscono gli studios c'è anche l'ormai indissolubile accoppiata tra piattaforme di condivisione come i servizi di streaming e i cyberlocker, neutri servizi di storage che funzionano da armadietti digitali in cui stoccare contenuti da offrire per il download, e i siti che mettono ordine fra i file caricati dagli utenti presso questi servizi di condivisione. Se servizi come Megavideo e Megaupload ospitano fisicamente i bit del contenuto caricato senza l'autorizzazione dei detentori dei diritti (si parla di 26 petabyte di materiale online per la piattaforma olandese), ci sono miriadi di siti, più o meno vasti, più o meno organizzati, e più o meno orientati al business, che indirizzano verso queste piattaforme i netizen che si trovano a caccia di nuovi film di cui godere. MPAA riconosce che le piattaforme di hosting ospitano sia contenuti perfettamente legali che contenuti condivisi illegalmente, senza però ammettere che il loro status legale non è ancora stato pienamente definito dalla giurisprudenza: fra i siti citati allo USTR, Hollywood assicura di segnalare quelli che offrono una grande mole di contenuti definiti "premium" su cui i gestori, denuncia MPAA, avrebbero costruito un business fatto di incentivi all'upload per gli utenti, di abbonamenti speciali per le platee, di advertising somministrato a milioni di occhi attenti. Nota interessante, rispetto al report dello scorso anno: Rapidshare non figura più fra i servizi di hosting segnalati da MPAA, probabilmente per le pressioni esercitate dalla piattaforma sulle autorità e per l'opera di divulgazione rispetto ai successi ottenuti presso i tribunali (anche statunitensi) e rispetto alle garanzie offerte ai detentori dei diritti.

E ancora, fra le categorie di pericoli elencate da MPAA figurano vecchi nemici come i newsgroup (Hollywood torna a puntare il dito contro il tedesco usenext.com) e contro i veri e propri mercati di merce fisica contraffatta: il cinese Taobao si distinguerebbe per la mancanza di collaborazione con le autorità rispetto alle richieste di contrastare lo scambio di merce contraffatta.

MPAA chiude la propria relazione senza offrire soluzioni, confidando nella volontà delle autorità statunitensi di agire per individuare e combattere gli abusi della proprietà intellettuale allo scopo di tutelare l'industria della creatività, i posti di lavoro di coloro che operano nel settore. Ma non nasconde di apprezzare le iniziative già in corso a livello politico, che appaiano tagliate su misura per sbaragliare i servizi che nel documento si ritraggono come minacce. Il PROTECT IP Act, e la più recente emanazione dello Stop Online Piracy Act (SOPA), potrebbero tagliare fuori dalla rete o strangolare economicamente tutti i siti che siano "dedicati al furto di proprietà intellettuale statunitense": MPAA li accoglie con favore, per "colpire i siti pirata laddove fa più male", per mantenere i profitti di un'industria che si dichiara in ottima salute.

Gaia Bottà
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17 Commenti alla Notizia Hollywood e l'indice dei siti cattivi
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  • Non state dietro gli articoli su internet, dove l'informazione è pilotata in base al tipo di forum/clientela .... nel quadro generale, la pirateria non è più tollerata.
    non+autenticato
  • Cari videotechini, noi non guardiamo le notizie, ma i fatti.

    E i fatti sono che la disponibilità di materiale gratuito è sempre maggiore, ed è sempre più facile: il film si può scaricare senza installare nulla, senza iscriversi a nulla, con due click. E nessuno protesta.

    A volte i film sono direttamente su youtube, vedi un po' tu.

    Quindi... dove sono questi "intolleranti alla pirateria"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Quindi... dove sono questi "intolleranti alla
    > pirateria"?

    Su www.videotecheforum.it Rotola dal ridere
  • - Scritto da: Spacevideo
    > Non state dietro gli articoli su internet, dove
    > l'informazione è pilotata in base al tipo di
    > forum/clientela .... nel quadro generale, la
    > pirateria non è più tollerata.

    Nel quadro generale di chi, del vostro forum di videotecari falliti? Rotola dal ridere
  • - Scritto da: Spacevideo
    > Non state dietro gli articoli su internet, dove
    > l'informazione è pilotata in base al tipo di
    > forum/clientela .... nel quadro generale, la
    > pirateria non è più
    > tollerata.

    Guardalo tu il quadro generale, che, anche volendo restare nel legale, dipinge un futuro piuttosto tetro per le vostre videoteche.
    Ci sono sempre piu servizi di pay per view, sempre maggiori contenuti legali sui servizi online dei principali player italiani.
    Perche' mai andare in videoteca quando posso guardarmi un bel film in pay per view, scelto stando comodamente seduto sul divano?
    Non e' la pirateria che vi dara' il colpo di grazia, saranno i servizi online legali....
  • Se anche fosse, ciò non aumenterà il volume dei noleggi !
  • - Scritto da: Spacevideo
    > Non state dietro gli articoli su internet, dove
    > l'informazione è pilotata in base al tipo di
    > forum/clientela .... nel quadro generale, la
    > pirateria non è più
    > tollerata.

    Dopo tutti i danni che avete fatto a voi stessi con queste campagne antipirateria i meni tollerati siete voi. Direttamente dalla gente che se viene in negozio da voi chiamate clienti, se scarica chiamate ladri. La Rete ha la memoria lunga e qualsiasi esperto di marketing vi dirà che con i vostri post nei forum vi state dando la zappa sui piedi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Spacevideo
    > Non state dietro gli articoli su internet, dove
    > l'informazione è pilotata in base al tipo di
    > forum/clientela .... nel quadro generale, la
    > pirateria non è più
    > tollerata.

    E quando mai è stata tollerata?
    Prima eravate realmente disarmati.
    Ora pensate di avere nel lobbyng uno strumento potente per fare della rete ciò che più vi pare e piace.

    Nel frattempo la rete si Evolve e continua allegramente a sfuggire ad ogni tentativo di controllo.

    Sono stato in una videoteca proprio ieri e ciò che ho visto mi ha messo una tristezza...
    cieè, con tante belle serie che ci sono in commercio, ma proprio Distretto di pUlizia, Don Matteo e Carabinieri (con numeri da capogiro... cavolo, il 10° tuscolano è arrivato alla 10a stagione?!?) ci dovevate mettere?

    Ci credo che la gente scarica, a voi in negozio è rimasto... l'organico.

    GT
  • le videoteche che parlano di legalità fanno ridere, ma se mettevano nel noleggio anche copie non autorizzate (ci siamo capiti). Quando ero piccolo mi hanno venduto una videocassetta di un film facendomi uno sconto semplicemte perchè non era una cipia autorizzata ed ero piccolo per capire...

    Il problema non è la "pirateria" ma il modello del business delle videoteche che ormai è obsoleto. Legalmente ondemand su internet (con il computer o decoder, o Tv con connessioni) ci sono offerte più comode del supporto fisico ormai obsoleto...
    non+autenticato
  • Ma invece di fare liste di "cattivi" è cercare di distruggere lo stato di diritto, perchè non cercano d'invogliare le persone a comprare, facendo prezzi popolari, eliminando vincoli da decelebrati ed evitando scorrettezze commerciali ?
    Sgabbio
    26177
  • Perchè abbassare i prezzi è una balla. Non puoi abbassarli a meno di zero.

    Devono proprio sbarazzarsi della mentalità di vendere le copie... o chiudere la baracca, e lasciare il posto a gente capace di evolversi.
    non+autenticato
  • A zero non si può. Comunque è vero che dietro un DVD ci sta il costo dei supporti, le ditte che li frabbricano ecc. Ovviamente con produzioni massive a livelli hollywoodiani un DVD non può arrivare a costare 20€.
    Quello che ancora non hanno capito (o non vogliono capire) e che è inutile abbattere siti di sharing. Citando V per Vendetta, può uccidere un uomo ma non un idea.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > A zero non si può.

    Ah no?
    Gli artisti e le case che distribuiscono la musica attraverso youtube che ci guadagnano pure dei bei soldini senza che l'utente debba sborsare un centesimo, sono tutti fessi?
    I videotecari si lamentano che i pirati guadagnano coi banner, perché non fanno un sito gratuito dove scaricare film ed essere ricompensati coi banner?

    > Comunque è vero che dietro un
    > DVD ci sta il costo dei supporti, le ditte che li
    > frabbricano ecc.

    Il supporto è morto, serve solo per archiviazione. Pretendere di andare a comprare un supporto preregistrato è come pretendere di comprare un rullino con già le foto sopra, o un pezzo di pane già mangiucchiato.
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    Modificato dall' autore il 01 novembre 2011 19.41
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  • Non hai capito quello che ho detto: Invece di lamentarsi della perdità della pariteria, devono puntare ad un modo per aver clienti, facendo prezzi popolari (la gente anche se scarica compra), però devono dare prodotti fruibili quanto un album scaricato per altre vie ecc eccc.

    Magari fare anche qualcosa di valore veramente aggiunto.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Ma invece di fare liste di "cattivi" è cercare di
    > distruggere lo stato di diritto, perchè non
    > cercano d'invogliare le persone a comprare,
    > facendo prezzi popolari, eliminando vincoli da
    > decelebrati ed evitando scorrettezze commerciali
    > ?

    Sei riuscito a postare due volte scrivendo due volte "bassarare" Rotola dal ridere
  • Considera che in questo forum, ogni tanto i post non vengono mandati, quando provi 4 volte, ti fa il doppio post.


    Comunque la policy ?
    Sgabbio
    26177