Attacco DoS: va giù il sito dell'FBI

Ancora una volta è il Denial of Service la tecnica utilizzata da ignoti che hanno sfruttato quella che si palesa come l'incapacità di reagire della polizia federale americana

Web - Per alcune ore nei giorni scorsi il server dell'FBI, la polizia federale americana, è stato tirato giù da cracker sconosciuti. Stando a quel poco che finora è trapelato, la tecnica utilizzata sarebbe sempre quella degli attacchi Denial of Service (DoS), flussi di enormi quantità di input inviati via internet e pensati per mandare in tilt i server destinatari. La stessa tecnica che fece scalpore nelle scorse settimane per aver portato al tilt di alcuni dei più noti siti dell'eCommerce.

L'attacco è arrivato proprio in occasione del 50esimo anniversario della nascita della lista dei "Dieci criminali più ricercati", occasione celebrata anche online e interrotta dalle aggressioni cyber. Di più, l'attacco, che arriva dopo settimane in cui tutti i siti governativi sono stati sottoposti a revisione dei sistemi di sicurezza, pare dimostrare l'attuale incapacità tecnica a reagire da parte della polizia federale.

Va detto che ancora non si sa se il DoS condotto contro il sito dell'FBI sia stato un DoS di tipo distribuito (Distributed DoS, DDoS), se abbia cioè coinvolto una molteplicità di server utilizzati da remoto dal o dai cracker all'insaputa dei proprietari delle macchine stesse.
Infine occorre ricordare che attacchi di questo genere arrivano in un momento nel quale le autorità di polizia americane chiedono nuove leggi e nuovi poteri per combattere quello che definiscono "cyberterrorismo". Il server down dell'FBI spinge senz'altro a favore di chi propone "la linea dura".