Alfonso Maruccia

WebOS, futuro incerto

HP non scioglie le riserve sul futuro riposizionamento dell'OS mobile acquisito assieme a Palm: vende, non vende, ma soprattutto a chi vende? Tutto è incerto nel futuro senza futuro di webOS

Roma - Il colosso statunitense Hewlett-Packard non sa letteralmente che farsene di webOS: l'azienda che voleva svendere l'asset principale del suo business tecnologico starebbe decidendo sull'eventuale consegna dell'OS mobile - acquisito assieme a Palm - in mani più capaci, o sulla possibilità (a questo punto improbabile?) di riprendere in mano il progetto e rilanciarlo.

WebOS, il sistema operativo mignon trapiantato di soppiatto su tablet senza futuro e che doveva rappresentare la pietra angolare del nuovo corso voluto dall'ex-CEO Leo Apotheker ("il futuro è cloud") è diventato piuttosto il principale problema da affrontare in una HP gestita da un management in stato confusionale.

La multinazionale sarebbe in procinto di decidere sulle sorti finali di webOS - un rilancio su nuovi dispositivi da commercializzare sul mercato o la vendita ad aziende maggiormente interessate a mettere a frutto la tecnologia originariamente sviluppata da Palm.
Le indiscrezioni dicono che la lista dei potenziali compratori comprenderebbe pesi massimi del calibro di Amazon, RIM, Intel, IBM, Oracle, HTC e altri. Samsung ha già fatto sapere in passato di non essere interessata all'affare.

Quale che fosse il compratore finale, ad ogni modo, la probabile dismissione di webOS si rivelerebbe essere un pessimo affare per HP: acquisito con Palm alla ragguardevole cifra di 1,2 miliardi di dollari, l'OS mobile verrebbe ceduto per appena qualche "centinaio di milioni" di dollari.

Alfonso Maruccia
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