Claudio Tamburrino

World of Warcraft, crisi del settimo anno

Calano gli abbonati, ma Blizzard regge e segna una trimestrale con un pių 16 per cento

Roma - Si dice che nelle coppie sia il settimo l'anno della crisi: World of Warcraft (WoW), il Massive multiplayer online role-playing game (MMORPG) più famoso al mondo e con cui spesso gli utenti hanno un rapporto quasi intimo, non sembra fare eccezione. Con lo scoccare del settimo compleanno, iniziano a vedersi le crepe di un successo che sembrava inattaccabile.

Poco meno di un anno fa si parlava di WoW da record: la nuova espansione, "Cataclysm", aveva venduto solo nelle prime 24 ore 3,3 milioni di copie. Negli ultimi tre mesi, invece, la software house Activision Blizzard dichiara di aver perso circa un milione di utenti e due dal record segnato nel 2010.

Una vera e propria emorragia di giocatori di ruolo, che ha fatto passare WoW da 11,1 a circa 10,3 milioni di abbonati, nonostante offerte come quella con cui Activision Blizzard regalava Diablo II a chi sottoscriveva un anno di abbonamento.
Rimane comunque il MMORPG più giocato, nonostante l'incalzare di alternative gratuite come Star Trek Online.

Blizzard non ha rilasciato a tal proposito numeri precisi, ma le maggiori perdite sono state registrate in Cina e nella regione asiatica, dove peraltro si trovano gran parte delle gold farm che sfruttano le economie interne al gioco per guadagnare.

Nonostante la perdita, Blizzard ha registrato una trimestrale positiva con un più 16 per cento rispetto al 2010.

Claudio Tamburrino
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