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Intel Sandy Bridge-E, esplorando Core i7-3960X

Dopo tre anni Intel propone un aggiornamento per la piattaforma high-end estremizzando l'architettura Sandy Bridge. Le CPU che ne derivano continuano ad essere troppo costose, ma comunque senza rivali

Dopo circa tre anni di onorato servizio delle piattaforme socket LGA 1366, Intel manda in pensione le CPU Core i7 basate su architettura Nehalem per sostituirle le nuove soluzioni Sandy Bridge-E delle quali oggi vengono svelati i primi due modelli.

A differenza dell'architettura delle CPU Core i7 Nehalem presentate alla fine del 2008 (Bloomfield), quella di Sandy Bridge-E rappresenta poco più di un'evoluzione della famiglia Sandy Bridge che ben conosciamo ormai da un anno e sulla quale Intel ha realizzato le sue ultime CPU di fascia media. I piani iniziali del produttore erano un po' più ambiziosi di quanto poi lo stesso sia riuscito davvero a proporre: i meglio informati non hanno tardato a definire quelli che vedremo oggi solo un primo assaggio della nuova famiglia high-end mentre le "vere CPU Sandy Bridge-E" arriveranno solo nel 2012.

Fatte salve le congetture, quello che è certo è che la piattaforma attuale, composta da una scheda madre con chipset X79 e da una CPU Sandy Bridge-E, prevede ancora un cambio di socket sottolineando, se ce ne fosse il bisogno, una duplice volontà di Intel: in primo luogo quella di offrire un sistema che in nessun modo debba scendere a compromessi dove la scheda madre è capace di trarre il massimo dalla CPU ed in secondo luogo quella di tenere ben distinti i modelli di fascia alta da quelli di fascia media e bassa.

Sandy Bridge-E è nella stessa casella di Sandy Bridge

Altra differenza importante con chi l'ha preceduta è da ricercare nel maggior grado di integrazione di Sandy Bridge-E e nel processo produttivo. Oltre alla logica di CPU, Nehalem è stata la prima architettura di Intel ad integrare un memory controller. Sandy Bridge-E si spinge oltre rispettando quello che la sua stirpe impone e, oltre ad un più avanzato supporto alle memorie, prevede un controller PCI Express e tutta l'elettronica solitamente appannaggio del chip northbridge. Questo porta ad una piattaforma dual chip ove i principali componenti sono rappresentati dalla CPU e dal southbridge, diversa da quella a tre chip di Nehalem con scheda madre costruita su uno schema tradizionale con northbridge e southbridge.


Intel Core i7 LGA 2011

Come avrete intuito oggi è anche la giornata della consacrazione del chipset X79 e di conseguenza di tutta una serie di nuove schede madri proposte dai maggiori produttori taiwanesi e dalla stessa Intel. Nelle settimane passate fra annunci ufficiali e notizie ufficiose delle nuove schede madri possiamo dire di conoscere praticamente tutto, in barba a qualunque accordo di non divulgazione (tanto per la cronaca, da noi firmato in duplice copia). Ma ormai appare chiaro che la strategia di tutti i player del mercato high-tech sia quella di restare sempre sulla cresta dell'onda ed il fornire ogni tanto qualche bocconcino all'affamato pubblico - talvolta anche per mettere riparo alla fuga involontaria di notizie - garantisce che il proprio nome non venga dimenticato.


La confezione della scheda madre Intel DX79SI (Siler)

L'offerta appare come sempre molto allettante ma i prezzi a cui vengono proposte le nuove CPU di fascia alta non sono da meno. 990 dollari per il modello "non plus ultra" e 555 dollari per quello giusto un gradino al di sotto.
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