Mauro Vecchio

Google Music, lancio imminente?

Pronto alla presentazione il servizio musicale di BigG. Che non sarebbe però riuscito a strappare il sì ai vertici di Sony e Warner Music. Altre voci parlano di prezzi e canzoni gratuite del giorno. Ma cosa succede senza le major?

Roma - Nuove indiscrezioni si addensano intorno alla primissima presentazione al mondo del tanto chiacchierato Google Music, servizio musicale in the cloud da tempo in cantiere a Mountain View. La versione beta della piattaforma di BigG verrà dunque svelata il prossimo mercoledì a Los Angeles, almeno secondo un invito stampa che ha fatto il giro del web.

Altre voci hanno però sottolineato come il gigante californiano non sia riuscito a strappare accordi di licensing con i vertici di Sony e Warner Music. Music Beta sembra riuscito a convincere solo Universal, in vista di un vero e proprio store per la vendita di file musicali in formato MP3.

Proprio su questa piattaforma di distribuzione sono emersi ulteriori dettagli. Pare che agli utenti verrà offerta una "canzone gratuita del giorno". I prezzi dei singoli dovrebbero variare tra 1,29 dollari e 99 centesimi. Il costo degli album varierebbe anche in base al livello di popolarità. Ce la farà BigG senza il contributo delle grandi major? (M.V.)
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3 Commenti alla Notizia Google Music, lancio imminente?
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  • E ce la faranno le major senza il contributo di Google?

    Ormai gli utenti si sono abituati al modello ITunes, compri quello che vuoi e solo quello ad un prezzo accettabile.
    Il tempo dei CD venduti a peso d'oro e con pezzi di scarsa qualità utili solo a "riempire" il supporto è finito da un pezzo.

    Le persone vogliono ubiquità, qualità, rapidità e risparmio.
    Se Google entrerà in questo mercato, certo pestando i piedi ad Apple in primis, ci sarà solo da guadagnarci per tutti. Persino per le major, se sapranno buttarsi alle spalle il loro modello di business da paleolitico.

    Ma a ben pensarci è meglio di no, speriamo che si aggrappino fino all'ultimo alle loro (vane) speranze, si estingueranno più velocemente.
    E sarà (davvero) un'altra musica...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bitblaster
    > E ce la faranno le major senza il contributo di
    > Google?
    >
    > Ormai gli utenti si sono abituati al modello
    > ITunes, compri quello che vuoi e solo quello ad
    > un prezzo accettabile.
    >
    > Il tempo dei CD venduti a peso d'oro e con pezzi
    > di scarsa qualità utili solo a "riempire" il
    > supporto è finito da un
    > pezzo.

    beh, purtroppo questo è un male... ricordo molte volte di aver acquistato dischi bellissimi che avevano bisogno di qualche ascolto per essere apprezzati perché non proprio orecchiabili. Certo, ci sono stati alcuni casi come dici tu, ma in generale un disco rappresenta un lavoro coerente di un artista, e forse proprio per il fatto che oltre a un paio di pezzi orecchiabili l'artista può "riempire il disco" sentiamo anche cose meno scontate.
    Invece si sta andando verso un mercato musicale dove conta solo il singolo pezzo, tanto compri solo quello, e allora il singolo pezzo deve essere qualcosa di già sentito perché altrimenti non lo compri. Insomma, per gli artisti sarà una schiavitù... la schiavitù di dover fare sempre e solo musichette accattivanti per vendere, e per noi sarà un impoverimento della scena musicale.

    > Le persone vogliono ubiquità, qualità, rapidità e
    > risparmio.
    > Se Google entrerà in questo mercato, certo
    > pestando i piedi ad Apple in primis, ci sarà solo
    > da guadagnarci per tutti. Persino per le major,
    > se sapranno buttarsi alle spalle il loro modello
    > di business da
    > paleolitico.

    su questo sono d'accordo, ma un euro a pezzo è ancora veramente TROPPO. Il prezzo giusto dovrebbe essere 10 centesimi, dato che poi posso acquistare cd (magari vecchiotti) a 3-5-10 euro, invece se acquisto su itunes un pezzo magari di vent'anni fa devo pagarlo un euro e trenta... siamo sicuri che ci stiamo guadagnando?
    non+autenticato
  • - Scritto da: il signor rossi

    >
    > beh, purtroppo questo è un male... ricordo molte
    > volte di aver acquistato dischi bellissimi che
    > avevano bisogno di qualche ascolto per essere
    > apprezzati perché non proprio orecchiabili.

    Puoi continuare a comprare tutto il disco, se vuoi: non ti viene impedito.

    > Certo, ci sono stati alcuni casi come dici tu, ma
    > in generale un disco rappresenta un lavoro
    > coerente di un artista, e forse proprio per il
    > fatto che oltre a un paio di pezzi orecchiabili
    > l'artista può "riempire il disco" sentiamo anche
    > cose meno
    > scontate.

    Ma anche cose che non avremmo mai voluto sentire, per le quali siamo stati costretti a pagare.

    > Invece si sta andando verso un mercato musicale
    > dove conta solo il singolo pezzo, tanto compri
    > solo quello, e allora il singolo pezzo deve
    > essere qualcosa di già sentito perché altrimenti
    > non lo compri. Insomma, per gli artisti sarà una
    > schiavitù... la schiavitù di dover fare sempre e
    > solo musichette accattivanti per vendere,

    E' sempre stato così (per gli artisti di mezza tacca)... la differenza è che ora puoi comprarti solo il singolo, se ti piace solo quello, mentre prima eri costretto a comprarti tutto l'album.

    > e per
    > noi sarà un impoverimento della scena
    > musicale.
    >

    Questa è solo un'impressione: oggi è possibile ascoltare molta più musica rispetto ad un tempo, quindi ti capita di sentire anche più schifezze... in proporzione, sono le stesse.

    >
    > su questo sono d'accordo, ma un euro a pezzo è
    > ancora veramente TROPPO. Il prezzo giusto
    > dovrebbe essere 10 centesimi, dato che poi posso
    > acquistare cd (magari vecchiotti) a 3-5-10 euro,
    > invece se acquisto su itunes un pezzo magari di
    > vent'anni fa devo pagarlo un euro e trenta...
    > siamo sicuri che ci stiamo
    > guadagnando?

    Concordo anche io.
    In fondo ti stanno sempre vendendo una versione compressa con perdita (seppur perfettamente ascoltabile) del brano, senza i costi di produzione e creazione della confezione, del booklet e del supporto, oltre che i costi della distribuzione.
    Secondo me potrebbero pure eliminare il rincaro del negoziante, oppure, se proprio devono, limarlo il più possibile (google ed apple potrebbero senza problemi, grazie al volume di vendita infinitamente superiore ed ai costi di gestione infinitamente inferiori rispetto a quella di un negozio fisico ).
    non+autenticato