Claudio Tamburrino

Italia, non è una rete per vecchi

Global Web Index ha fotografato la Rete italiana: è giovane, è molto social e prima in Europa per microblogging e condivisione di video

Roma - Il Rapporto "Knowing your customer" redatto da Global Web Index (GWI) per fotografare i social media in Italia ha monitorato 100mila persone di circa 27 paesi, in cinque periodi di studio compresi tra luglio 2009 e luglio 2011: lo scopo era quello di fotografare le abitudini dei netizen sui social media, in modo da indirizzare i comportamenti delle aziende nel marketing online.

Lo studio parla di un trend che vede Internet organizzarsi in sotto-insiemi sociali fortemente localizzati: "Internet si sta evolvendo in una rete di internet localizzati a livello di Paesi, ognuno con le sue norme e i suoi comportamenti".

In particolare per quanto riguarda l'Italia sembra sempre maggiore l'utilizzo dei social media e l'affidamento alle attività in tempo reale (status update, check-in, caricamento delle foto da dove vengono scattate ecc.).
social media Italia


I netizen italiani, poi, sembrano tra i più attivi sui social network rispetto a quelli di altri cinque paesi europei: l'Italia, al pari del Regno Unito, ha un tasso di penetrazione del 48 per cento, solo la Spagna fa meglio con il 51 per cento, mentre Francia e Germania si fermano rispettivamente al 40 e al 36 per cento di penetrazione.

Tra i social network domina in Italia Facebook: il 93 per cento degli utenti ha un profilo in blu, mentre una piattaforma dedicata al lavoro come LinkedIn (13 per cento), figura al terzo posto, addirittura ancora dietro MySpace, che è in calo ma che vanta ancora un 15 per cento di utenti con un profilo.

L'Italia è invece prima in assoluto tra i cinque paesi per quanto riguarda le attività di micro-blogging e per la condivisione di video online, mentre resta distanziata per quanto riguarda l'impiego di strumenti e-commerce.

La popolazione dei netizen italiana non sorprende: sono in lievissima maggioranza i maschi (che rappresentano il 56 per cento) e il gruppo di riferimento è quello di età inferiore ai 35 anni (64 per cento); sono invece equamente divisi tra Nord (26 per cento Nord-Ovest, 18 Nord-Est) e Sud (36 per cento).

Claudio Tamburrino
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