Alfonso Maruccia

Titanoboa robotico al servizio dell'arte

Un gruppo di artisti realizza un gigantesco serpente robotico pensato per simulare le movenze di un rettile esistito decine di milioni di anni fa. La Difesa USA ci ha contattati, dicono, ma il nostro obiettivo è sensibilizzare

Roma - Si chiama Titanoboa, esattamente come il rettile preistorico che i suoi creatori intendono mimare nelle movenze metalliche di un serpente robot con dimensioni da incubo. Torna il serpente-automa, grande classico della (fanta)scienza degli ultimi anni che questa volta viene "arruolato" dagli intenti artistici del collettivo eatART Lab di Vancouver.

Titanoboa misura la bellezza di oltre 15 metri, ha una testa metallica da boa constrictor e si muove strisciando a terra (più o meno) esattamente come farebbe la sua controparte in carne, cartilagine e mandibole.

Una visione volutamente da incubo, che gli artisti statunitensi intendono usare come stimolo per "generare una discussione sul cambiamento climatico in un contesto storico": 60 milioni di anni fa la temperatura era più calda di 6-8 gradi, scrivono da eatART Lab, una condizione di vita ideale per questi mostruosi rettili che nei prossimi anni potrebbe replicarsi.

Per l'occasione eatART Lab mostra il suo Titanoboa messo a confronto con un'altra creazione robotica, un aracnide con passeggero a bordo chiamato Mondo Spider. E il collettivo avverte: non siamo interessati a produrre strumenti di morte per l'esercito, riferendosi esplicitamente a contractor della Difesa che hanno provato a contattarli in merito alle loro robo-creazioni.

Alfonso Maruccia
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