Claudio Tamburrino

Digitale, le letture che piacciono

Gli editori continuano a provare a vendere i loro prodotti di bit: un sondaggio su commissione sembra dare loro chance di successo. Ma dovranno saper interpretare le esigenze dei lettori

Roma - Secondo gli editori gli utenti iniziano ad apprezzare le riviste digitali e in futuro sono maggiori le possibilità di vederli pagare per averle: mentre i vari tentativi di fornire prodotti esclusivamente per il digitale e sfruttare appieno i nuovi canali distributivi sono ancora relegati ad una nicchia, nel futuro sembra aprirsi uno spiraglio.

Secondo le statistiche gli abbonati dell'edizione cartacea preferiscono ancora il formato tradizionale, tuttavia il numero degli utenti che leggono riviste digitali (pronti a pagare per farlo) dall'esordio di iPad nel 2010 sono cresciuti.

A dirlo è un sondaggio condotto dalla società di analisi Affinity su commissione di Association of Magazine Media (MPA) su 75mila lettori di magazine che hanno avuto accesso a contenuti via app, tra cui sono stati selezionati 1.009 lettori di magazine digitali. Anche se evidentemente lo studio lavora su una popolazione di parte, ha evidenziato che il 90 per cento di questi legge e acquista prodotti digitali più di quanto facesse prima di avere un tablet e il 66 per cento prevede di aumentare la propria fruizione nel prossimo futuro.
Vi sono però alcuni suggerimenti per il settore. Fra le necessità sentite dai consumatori vi è, per esempio, la possibilità di sottoscrivere abbonamenti in-app che ricalchino il modello cartaceo, per l'89 per cento sarebbe molto utile l'esistenza di un'"edicola centrale" dove trovare tutti i contenuti disponibili, piuttosto che dover destreggiarsi su diverse app; per circa il 55 per cento, poi, sarebbe gradito l'accesso agli arretrati delle riviste in vendita; molto apprezzata dal 59 per cento circa degli intervistati, inoltre, sarebbe la possibilità di acquistare i contenuti con un link diretto dall'advertising e per il 70 per cento direttamente dai contenuti editoriali.

Claudio Tamburrino
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