Freenet avanti tutta!

La rete che garantisce il flusso libero delle informazioni è alle prese con il Next Generation Routing Protocol, che promette velocità e affidabilità. Ne parla diffusamente Ian Clarke

Roma - Si chiama Next Generation Routing Protocol, NGRP per gli amici, la novità sulla quale alcuni degli sviluppatori impegnati nell'epico lavoro su Freenet stanno lavorando ormai da tempo e, a quanto pare, con un certo successo.

Stando ad un annuncio apparso nelle scorse ore e firmato dal padre di Freenet, Ian Clarke, infatti, una volta sviluppato al suo massimo, NGRP potrebbe rendere Freenet molto più veloce, perché ad ogni richiesta di informazioni sulla rete corrisponderebbe la capacità dei singoli nodi di individuare il nodo che può fornire il dato richiesto nel più breve tempo possibile.

"L'idea centrale di NGRP - si legge in un abstract - è rendere i nodi di Freenet molto più bravi nel decidere dove indirizzare le informazioni. Nella tabella di routing per ciascun nodo saranno raccolte informazioni statistiche approfondire comprensive di tempi di risposta nella richiesta di chiavi particolari, della percentuale di richieste che hanno portato all'effettiva individuazione dell'informazione e del tempo richiesto in origine per stabilire una connessione al nodo. Quando viene ricevuta una nuova richiesta, queste informazioni vengono utilizzate per stimare quale dei nodi di Freenet può riuscire a recuperare i dati richiesti nel tempo più breve, ed è a quel nodo che la richiesta viene inoltrata".
Al momento NGRP è implementato solo da un numero limitati di nodi Freenet ma sembrano evidenti le possibili ripercussioni sull'efficienza della rete nel momento in cui riuscirà a diffondersi. Difficile preconizzare i tempi, naturalmente, ma Clarke sembra affidarsi al protocollo per spingere "la sua rete" verso gli ambiziosissimi obiettivi ai quali da anni sta lavorando insieme ad un manipolo di sviluppatori.

Come noto, Freenet si propone come ambiente nel quale è possibile far circolare informazioni in modo anonimo, un ambiente che consente di rendere pressoché impossibile ricostruire l'autore di certi materiali o chi li abbia inseriti nella rete. Questa sua caratteristica associata a molte altre che spingono su privacy e anonimato anche dei singoli nodi della rete rende Freenet un progetto al quale da anni in tanti guardano con speranza per la costituzione di un network effettivamente senza censure.

Per saperne di più vedi anche:
Interviste/ Ian Clarke: Freenet è evoluzione
Interviste/ La grande svolta di Freenet
Il Progetto Freenet procede spedito
Winston Smith: siamo noi Big Brother
TAG: censura
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