Roberto Pulito

Il super-WiFi vien dal Giappone

Ricercatori giapponesi presentano un nuovo chip che lavora nelle frequenze dei terahertz per far viaggiare i dati a 30 gigabit al secondo. Costa meno di 1 euro ed è più piccolo di una moneta

Roma - In attesa di un WiGig che non arriva mai, gli studiosi dell'Università di Osaka e l'azienda giapponese di componenti elettronici Rohm uniscono le forze per far compiere un significativo balzo in avanti alla tecnologia wireless.

Il super-chip WiFi su cui stanno lavorando può già raggiungere una velocità di trasmissione dati pari a 1,5 gigabit al secondo e, nel futuro, potrà arrivare anche a 30Gbps.

Il prodigioso chip lavora sulle onde elettromagnetiche nel range dei terahertz. Le radiazioni in questione hanno una lunghezza d'onda tra 100 micrometri e 1 millimetro: hanno la capacità di oltrepassare molti dei materiali che non conducono elettricità, proprio come le microonde, ma non possono attraversare liquidi o metalli.
Il modulo WiFi attualmente proposto dalla Rohm come prototipo misura 2 centimetri in lunghezza e 1 centimetro in altezza, micro antenna compresa, e non è neppure troppo costoso da realizzare. A quanto pare, per la produzione di un singolo chip bastano solo "alcune centinaia di yen". 100 Yen sono 97 centesimi di euro al cambio attuale.

I chip wireless attualmente in circolazione già operanti su frequenze nell'ordine dei terahertz sono molto più ingombranti, possono trasmettere dati ad una velocità massima di 0,1 Gigabit al secondo e costano "diversi milioni di yen" ai produttori.

Roberto Pulito
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