Mauro Vecchio

Australia, prove di lotta al P2P

Proposto uno schema ad avvertimenti graduali per la tutela del diritto d'autore online. Nessuna disconnessione dei netizen. Agli abbonati dei singoli provider verrebbero proposti canali alternativi prima di peggiori conseguenze

Roma - La proposta arriva dai vertici della Communications Alliance in terra australiana, associazione che raccoglie provider, operatori della rete, soggetti che operano nell'industria delle telecomunicazioni. Un nuovo schema per la tutela del diritto d'autore su Internet, in parte modellato sui principi di avvertimento graduale già noti in Europa.

Ma lo scudo protettivo ipotizzato dalla Communications Alliance non intende instaurare un regime come quello implementato in Francia con la dottrina Sarkozy. Non sono dunque previste sanzioni estreme come il soffocamento della banda o la disconnessione degli utenti colti con le mani nel P2P.

La responsabilità delle attività di monitoraggio della Rete toccherebbe ai legittimi detentori dei diritti, sulla base di tecnologie testate e approvate dai vari protagonisti in gioco. Le violazioni del copyright verrebbero dunque inoltrate ai singoli provider in un tempo massimo di 14 giorni.
Gli stessi ISP avrebbero altre due settimane per collegare un indirizzo IP al relativo abbonato, a cui verrebbe spedita una prima notifica di violazione del diritto d'autore. Trattasi però di una notifica a scopo educativo, a segnalare all'utente le strade legali per l'acquisto di contenuti online.

Solo ai recidivi - e dopo un periodo di un anno - verrebbero poi inviati altri avvisi, indicando nella fattispecie i vari contenuti scaricati illegalmente. Altre tre notifiche e l'utente verrà informato delle possibili azioni legali da parte di etichette e case di produzione cinematografica.

Il CEO di Communications Alliance John Stanton ha sottolineato come la proposta possa davvero portare ad una significativa riduzione nel fenomeno pirateria. Allo stesso tempo rispettando i diritti fondamentali dei netizen in terra australiana. Lo schema potrebbe divenire operativo per 18 mesi in una fase sperimentale.

Mauro Vecchio
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58 Commenti alla Notizia Australia, prove di lotta al P2P
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  • > segnalare all'utente le strade legali per l'acquisto di contenuti online...
    [...]
    questa frase tradisce il vero fine di tutta questa mobilitazione

    limitare la libertà di scambiarsi file (anche quelli che non sono di proprietà di nessuno o nel pubblico dominio)

    per ridurre la rete ad un canale unilaterale dove costringere la gente a comprare quello che vogliono certi soggetti (anzi mi stupisco che non abbiano ancora (fatto) approvare una legge che OBBLIGHI a comprare QUALCOSA OGNI MESE, GIORNO, MINUTO per mantenere la connessione)

    dal momento che lo SCAMBIO FILE (e lo dicono STUDI INDIPENDENTI, non quelli FALSI approntati da istituti di ricerca PAGATI da PRIVATI) non crea il minimo danno alle vendite, anzi le incrementa, facendo pubblicità globale a gratuita, non ci può essere dubbio che ogni mezzo serve per far produrre leggi che possano fare di internet una specie di piattaformna unilaterale di acquisto merci, con l'esclusione del contributo degli utenti

    perché questo?

    immaginiamo che voi produciate uno spettacolo
    che poi lo mettiate in condivisione (è vostro diritto, l'avete fatto voi)
    al fine di ottenere pubblicità e poter vendere il supporto fisico se avrà successo

    orbene, questo successo non piace ai grandi gruppi che vedrebbero in voi un pericoloso concorrente

    ecco allora la criminalizzazione studiata del file sharing, (primo fra tutte l'uso improprio del termine PIRATERIA, che è assaltar le navi, mentre lo scambio file è CONDIVISIONE) e tutte quelle manovre volte a togliere ai cittadini l'uso di internet come mezzo di espressione per detenerne il monopolio

    voglio sperare che non crediate davvero che fanno tutto ciò perché la gente promuove i loro libri, film , cd e dvd GRATUITAMENTE consentendo di chiudere i bilanci SEMPRE in attivo anche in periodi di CRISI?

    vedi inoltre come la frase:

    > segnalare all'utente le strade legali per l'acquisto di contenuti online...

    significhi:

    "tu hai cercato X e io ti propongo (obbligo in futuro?) Y"

    che come assurdità non la batte nessuno

    se le aziende fossero oneste allora prenderebbero i dati sullo scambio file e produrrebbero dei bei supporti fisici in base al numero di scambi di un certo film cd, o libro. in questo modo avrebbero un guadagno non da poco

    invece ciò che interessa loro è propinarci, ficcarci in gola ciò che vogliono in perfetto stile dittatoriale da monopolio

    forse tutti gli utenti di internet dovrebbero istituire un fondo comune e fare collette con cui allettare i politici a legiferare a loro favore... usando le stesse armi del nemico
  • Allora,

    il sig J.J. Brown riceve l'avviso.
    Lui non ne sa nulla, ma ha dei dispositivi P.O.E. (Power Lan) in casa e il figlio del vicino gli ha sniffato la rete per collegarsi ad internet all'insaputa del padre e aggirare così i filtri messi a "protezione".

    JJ si arrabbia e, seccato, chiede spiegazioni, nel frattempo potrebbe anche disdire il contratto.
    Il pupo nel frattempo trova un'altra fonte di approvigionamento dati (per esempio un WiFi lasciato aperto, o craccabile mediante pochi click) e prosegue imperterrito inguaiando tutto il vicinato.

    Ammesso e concesso che il sistema "antipirateria" individui subito e spedisca in pochi giorni le missive, ci vuole almeno 1 mese perché arrivi la risposta, incazzata, di JJ e prima che ci si accorga che il "colpevole" non è nessuno degli utenti accusati possono passare fino a 6 mesi (anche 1 anno).
    Ammesso che il sistema sia efficiente.
    A quel punto il piccolo(?) pericoloFiFFimo criminale potrà essere individuato e accusato alla giustizia.

    Domanda: a che prezzo?

    Prezzo n° 1:
    si è utilizzato un gran numero di risorse pagate dallo stato per inviare missive e pubblicità a cittadini assolutamente incolpevoli

    Prezzo n° 2:
    i cittadini incolpevoli di cui sopra hanno dovuto perdere tempo e risorse per difendersi

    Prezzo n° 3:
    alla fine si è andati a colpire quello che, a tutti gli effetti, diventerà un cittadino e che, in base all'esperienza subita saprà bene come regolarsi una volta acquisiti i diritti civili.

    Come la giri la giri, il cetriolo nel lungo periodo colpirà chi di dovere.

    GT
    non+autenticato
  • >
    > Come la giri la giri, il cetriolo nel lungo
    > periodo colpirà chi di
    > dovere.
    >
    > GT


    E quindi è meglio che chi è entrato nella mia rete continui a scaricare usando la mia linea?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > >
    > > Come la giri la giri, il cetriolo nel lungo
    > > periodo colpirà chi di
    > > dovere.
    > >
    > > GT
    >
    >
    > E quindi è meglio che chi è entrato nella mia
    > rete continui a scaricare usando la mia
    > linea?

    E' meglio non costringere la gente ad intrufolarsi nelle reti altrui.
  • >
    > E' meglio non costringere la gente ad
    > intrufolarsi nelle reti
    > altrui.

    Quindi la responsabilità è del governo e di chi legifera, non di chi commette i reati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > >
    > > E' meglio non costringere la gente ad
    > > intrufolarsi nelle reti
    > > altrui.
    >
    > Quindi la responsabilità è del governo e di chi
    > legifera, non di chi commette i
    > reati.

    La responsabilita' e' delle lobby che in un paese democratico, pur essendo in manifesta minoranza rispetto alla popolazione, pretende di dettar legge per tutelare i propri meschini interessi di bottega invece del bene della popolazione.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Lemon
    > > >
    > > > E' meglio non costringere la gente ad
    > > > intrufolarsi nelle reti
    > > > altrui.
    > >
    > > Quindi la responsabilità è del governo e di
    > chi
    > > legifera, non di chi commette i
    > > reati.
    >
    > La responsabilita' e' delle lobby che in un paese
    > democratico, pur essendo in manifesta minoranza
    > rispetto alla popolazione, pretende di dettar
    > legge per tutelare i propri meschini interessi di
    > bottega invece del bene della
    > popolazione.

    Parlavo di entrare nelle reti degli altri: è colpa delle lobby? ma maggior parte della popolazione lo vuole fare? a te andrebbe bene che qualcuno entrasse nella tua rete?
    non so, domando
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon

    > Parlavo di entrare nelle reti degli altri: è
    > colpa delle lobby?

    Finche' le lobby spingeranno verso una giustizia sommaria basata sulla presunzione di colpevolezza, si'!

    > ma maggior parte della
    > popolazione lo vuole fare?

    La maggior parte della popolazione, quando si rendera' conto della evidente ingiustizia, si difendera' come puo'.

    > a te andrebbe bene che
    > qualcuno entrasse nella tua
    > rete?

    Qualcuno ci entra gia'.
    Espongo un accesso TOR quando non sono in casa.
  • >
    > Qualcuno ci entra gia'.
    > Espongo un accesso TOR quando non sono in casa.

    E io ci credo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > >
    > > Qualcuno ci entra gia'.
    > > Espongo un accesso TOR quando non
    > > sono in casa.

    > E io ci credo

    Guarda che non ci vuole una scIenza a tirarlo su eh...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 29 novembre 2011 10.37
    -----------------------------------------------------------
    krane
    22544
  • >
    > Guarda che non ci vuole una scIenza a tirarlo su
    > eh...
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 29 novembre 2011 10.37
    > --------------------------------------------------


    Ci mancherebbe, metto in dubbio che lo renda disponibile ogni volta che esce e lo disattiva ogni volta che rientra a casa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon

    >
    > Ci mancherebbe, metto in dubbio che lo renda
    > disponibile ogni volta che esce e lo disattiva
    > ogni volta che rientra a
    > casa.

    E' a questo che servono gli accessi TOR.
    Comunque credi un po' a quello che ti pare, anche a babbo natale puoi credere.
  • Questo bel sistema, in totale spregio della recente sentenza europea che vieta i filtri in base a porte e protocolli (e l'Australia ricordiamo che appartiene al Commonweath), non spiega quali sono i diritti dell'utente immancabilmente colpito da un falso positivo.

    Se io ricevessi una simile notifica che PRESUME una mia IPOTETICA violazione di copyright sulla base di non si sa che cosa, dovrei avere il diritto di querelare il diffamante chiedendo un importo simbolico di 1 euro per ogni byte che quelli dicono che io ho scaricato, da pagarsi anticipatamente in attesa che loro dimostrino che effettivamente ci sia stata violazione da parte mia.

    Altrimenti non c'e' equita' di trattamento.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Questo bel sistema, in totale spregio della
    > recente sentenza europea che vieta i filtri in
    > base a porte e protocolli (e l'Australia
    > ricordiamo che appartiene al Commonweath), non
    Commonwealth

    > spiega quali sono i diritti dell'utente
    > immancabilmente colpito da un falso
    > positivo.
    Se hanno copiato la HADOPI non ne ha.
    Ha solo la possibilità di difendersi quando è già nella MelMa.


    > Se io ricevessi una simile notifica che PRESUME
    > una mia IPOTETICA violazione di copyright sulla
    > base di non si sa che cosa, dovrei avere il
    > diritto di querelare il diffamante chiedendo un
    > importo simbolico di 1 euro per ogni byte che
    > quelli dicono che io ho scaricato, da pagarsi
    > anticipatamente in attesa che loro dimostrino che
    > effettivamente ci sia stata violazione da parte
    > mia.
    Impara a produrre falsi positivi e lascia che siano altri a gestire i cetrioli.
    Più gente incazzata c'è in giro e meno questi tizi riusciranno a girare tranquilli.


    > Altrimenti non c'e' equita' di trattamento.
    Gia'.

    GT
    non+autenticato