Claudio Tamburrino

UE: il copyright copre solo parte del software

L'opinione di un Avvocato Generale della Corte di Giustizia ribadisce come il diritto d'autore non possa proteggere nient'altro che gli elementi espressivi di un programma

Roma - L'Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CJUE) Yves Bot ha emesso la sua opinione sul caso SAS Institute Inc. v World Programming Ltd. in cui riferisce che secondo l'attuale normativa sul copyright si dovrebbe considerare legittimo l'effettuare una copia delle funzionalità di un programma o del suo linguaggio, se al momento della riproduzione delle funzionalità il presunto violatore non ha copiato una parte consistente degli elementi del programma originale che sono espressione stessa della creazione intellettuale dell'autore.

SAS offre una serie di programmi impiegati nel data processing e nelle analisi statistiche: per usarli gli utenti devono comporre script nel linguaggio SAS e acquisire una licenza per i componenti del sistema: in questo meccanismo World Programming Ltd (WPL) ha intravisto un'opportunità di mercato e ha sviluppato, senza aver accesso al codice sorgente SAS, software alternativi in grado di emulare le funzioni del sistema SAS e di permettere agli utenti di accedere ai propri dati conservati nei formati SAS con diversi programmi.

In pratica, WPL offre interoperabilità e funzioni simili a quelle di SAS, che la accusa per questo di violare il suo copyright: per far valere le sue ragioni si è rivolta ai tribunali britannici e la vicenda è arrivata alla Corte Suprema di Inghilterra e Galles e alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, cui è stato chiesto di chiarire le direttive europee 91/250/EEC e 2009/24/EC sui programmi informatici e la direttiva 2011/29/EC sull'Information Society.
L'interpretazione richiesta dalla Corte nazionale riguardava l'estensione del diritto d'autore ai software e in particolare come considerare le tutele e le esclusive garantite al titolare del diritto, in particolare sul diritto di proibire o consentire la riproduzione con qualsiasi mezzo e forma, in parte o in tutto, dei loro lavori, commisurato al diritto del consumatore di effettuare una copia e di studiarla, di osservare, studiare o testare le funzionalità del programma acquistato, senza aver bisogno di un'autorizzazione da parte del detentore dei diritti

L'Avvocato Generale ha ora rilevato che il diritto d'autore non tutela l'idea e i principi alla base del programma, ma le forme assunte dalla sua espressione: ad essere protette dal diritto di proprietà intellettuale in Europa, sono insomma gli elementi letterali del programma, cioè il codice sorgente e tutti quegli elementi che rappresentano la creatività del suo autore.

Così, l'Avvocato Generale Bot ritiene che le Corti nazionali debbano valutare se nel riprodurre le funzionalità del sistema SAS, "WPL abbia riprodotto anche una parte sostanziale degli elementi del sistema SAS".

Peraltro l'Alta Corte di Inghilterra e Galles era già giunta alla conclusione che il diritto d'autore non potesse arrivare fino al punto di offrire una protezione generale per le funzionalità di un programma: come sembra logico il diritto d'autore può proteggere solo l'espressione di un'idea (nel caso dei programmi le linee di codice) e non l'idea in sé.

Claudio Tamburrino
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42 Commenti alla Notizia UE: il copyright copre solo parte del software
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  • C'è una storia che mi riguarda che mi preme raccontare.

    Io faccio un lavoro tecnico nell'IT e nelle energie alternative, ma nel tempo libero a volte invento cose per il mondo motociclistico. Soprattutto per bypassare le moderne restrizioni delle iniezioni elettroniche.

    Quando iniziai a vendere questi oggetti ero forse uno dei primi. Il mio prezzo è molto basso, ripagandomi solo il tempo per la produzione e i materiali. Soldi che riutilizzo quasi tutti nel mantenimento di una community online e per continuare il mio hobby. Questo perché non vivo di questo, ma ho un altro lavoro.

    Alcune persone che li hanno acquistati erano meccanici che li hanno smontati e copiati, ma però non riescono a rivenderli al mio stesso prezzo, per cui preferiscono venderli al doppio ad una clientela chiusa e selezionata alla quale si guardano bene dal dire che li trovano alla metà su Internet.

    Io non solo non ho protetto con brevetti i miei apparecchi, ma ne ho anche insegnato la costruzione in alcuni casi.

    A mio avviso uno dei problemi moderni è proprio quello che si deve per forza vivere di qualsiasi sciocchezza si inventi, e di qualsiasi briciolo di conoscenza c'è in circolazione.
    Odio e solo odio per la condivizione e per la libera disponibilità. Come in questo pianeta si chiude ogni fazzoletto di terra, si raccoglia fino all'ultimo seme, si sfrutta fino all'ultimo grammo di minerale, di petrolio, di gas, e finite queste risorse si deve sfruttare ogni singola parola, ogni singola idea, ogni singolo prodotto della creatività, fino a brevettare e vendere l'astratto e l'impalpabile!

    Se l'uomo avesse garantito di che vivere, ossia i suoi bisogni primordiali basilari che sono il diritto ad un tetto, il cibo con cui sfamarsi e la possibilità di farsi una famiglia, non avrebbe alcun interesse a dover vivere dello sfruttamento di qualsiasi cosa comprese le proprie idee e intuizioni, e anzi sarebbe ben contento di poterle condividere con altri per averne in cambio altre idee e opinioni con cui crescere e svilupparci insieme.

    Bisogna abbandonare il mercatismo (o questo neo-feudalesimo mercantile) e tornare ad uno statalismo che garantisca libero accesso ai mezzi di sostentamento di base, perché l'uomo inizi ad usare la creatività per la crescita collettiva e non per il lucro obbligato dalla necessità del doversi procurare i mezzi di sostentamento dallo sfruttamento di qualsiasi cosa, perché lo Stato non glieli da.

    Quando furono fondati i concetti di Stato, dovevano servire proprio per questo, creare istituzioni che si occupano di noi dandoci cure sanitarie, un'istruzione e dei servizi funzionanti. Per uscire dalla prestoria e dalle jungle con le bestie feroci, ed avere maggiori aspettative di vita e sviluppo.
    Il capitalismo ed il mercatismo, ci sta facendo ripiombare in una jungla, quella finanziaria, del debito, dell'affanno alla ricerca di denaro per poterci comprare cibo e mezzi di sussistenza, che sono ironia della sorte, largamente disponibili e abbondanti, ma inaccessibili perché troppo costosi.

    Chi ha interesse ad arrivare addirittura a vendesi le idee se ha pancia piena e futuro garantito?
    iRoby
    9150
  • Dunque, secondo l'avvocato l'unica parte protetta di un software è il suo codice sorgente e non i risultati che produce o l'idea che mette in pratica.

    Benissimo, del resto altrimenti non sarebbe possibile realizzare un software che fa le stesse cose di, che ne so, Word o Excel.

    Ma andiamo qualche anno nel futuro e immaginiamo un programma in grado di generare in tempo reale una canzone o addirittura un film.
    E non chiediamoci a cosa dovrebbe servire (peraltro potrebbe servire a realizzare film in cui lo spettatore può modificare come vuole l'inquadratura) e pensiamo solo che si possa fare.
    Del resto i filmati nei videgiochi (non quelli precalcolati) si avvicinano ormai a questa opportunità.

    Secondo l'opinione dell'avvocato generale, sarebbe possibile realizzare un altro programma che fa la stessa cosa.

    E allora chi mi vieta di fare lo stesso con un film con attori in carne e ossa?

    Si potrebbe obiettare che in quel caso il risultato del programma coinvolge la creatività, che quindi sarebbe protetta.
    Ma allora c'è da definire l'estensione della creatività nella programmazione, perché limitarla al codice sorgente lo trovo molto riduttivo.
    L'interfaccia fa parte sicuramente dell'aspetto creativo.
    E se vogliamo, anche le funzionalità, se sono particolarmente innovative.
    Per dirne una, il primo che ha inventato uno spreadsheet ha fatto un lavoro che in un certo senso era creativo.

    Secondo me tutto questo ci porta a una sola conclusione.
    La normativa sul copyright è una sorta di insieme di gabbie che cercano di tenere dentro forme ben definite dei liquidi.
    Non importa quanto stringi le maglie e quante gabbie continui ad aggiungere, prima o poi del liquido sgocciolerà da qualche parte e contaminerà la gabbia adiacente...
    non+autenticato
  • - Scritto da: grubbolo
    > Dunque, secondo l'avvocato l'unica parte protetta
    > di un software è il suo codice sorgente e non i
    > risultati che produce o l'idea che mette in
    > pratica.

    > Benissimo, del resto altrimenti non sarebbe
    > possibile realizzare un software che fa le stesse
    > cose di, che ne so, Word o Excel.

    > Ma andiamo qualche anno nel futuro e immaginiamo
    > un programma in grado di generare in tempo reale
    > una canzone o addirittura un film.
    > E non chiediamoci a cosa dovrebbe servire
    > (peraltro potrebbe servire a realizzare film in
    > cui lo spettatore può modificare come vuole
    > l'inquadratura) e pensiamo solo che si possa
    > fare.
    > Del resto i filmati nei videgiochi (non quelli
    > precalcolati) si avvicinano ormai a questa
    > opportunità.

    > Secondo l'opinione dell'avvocato generale,
    > sarebbe possibile realizzare un altro programma
    > che fa la stessa cosa.

    Infatti, che problema c'e' ?
    Ci sono gia' software che cantano nel verso senso della parola.

    > E allora chi mi vieta di fare lo stesso con un
    > film con attori in carne e ossa?

    Se il primo film e' stato registrato come tale credo sarebbe un problema simile a quello di fare un qualsiasi remake.

    > Si potrebbe obiettare che in quel caso il
    > risultato del programma coinvolge la creatività,
    > che quindi sarebbe protetta.

    Infatti, ma il risultato non il programma, sono due cose diverse.

    > Ma allora c'è da definire l'estensione della
    > creatività nella programmazione, perché limitarla
    > al codice sorgente lo trovo molto riduttivo.

    Sono due cose diverse, come costruire uno strumento musicale o suonarlo.

    > L'interfaccia fa parte sicuramente dell'aspetto
    > creativo.
    > E se vogliamo, anche le funzionalità, se sono
    > particolarmente innovative.
    > Per dirne una, il primo che ha inventato uno
    > spreadsheet ha fatto un lavoro che in un certo
    > senso era creativo.

    Si, ma non puoi impedire ad altri di reimplementarlo magari meglio.

    > Secondo me tutto questo ci porta a una sola
    > conclusione.
    > La normativa sul copyright è una sorta di insieme
    > di gabbie che cercano di tenere dentro forme ben
    > definite dei liquidi.
    > Non importa quanto stringi le maglie e quante
    > gabbie continui ad aggiungere, prima o poi del
    > liquido sgocciolerà da qualche parte e
    > contaminerà la gabbia adiacente...

    Su questo sono d'accordo.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > > E allora chi mi vieta di fare lo stesso con
    > un
    > > film con attori in carne e ossa?
    >
    > Se il primo film e' stato registrato come tale
    > credo sarebbe un problema simile a quello di fare
    > un qualsiasi
    > remake.

    Per fare un remake, devi pagare i diritti.
    E qui si sta dicendo che in futuro sarebbe come dover pagare i diritti al primo inventore di uno spreadsheet perché attraverso un software che segue una metodologia di programmazione diversa, arriva (ovviamente, dato che la matematica non è un'opinione al contrario della giurisprudenza) agli stessi risultati.

    > > Si potrebbe obiettare che in quel caso il
    > > risultato del programma coinvolge la
    > creatività,
    > > che quindi sarebbe protetta.
    >
    > Infatti, ma il risultato non il programma, sono
    > due cose
    > diverse.

    Un programma che fa un film non è protetto, ma il suo codice sorgente e il film che risulta si.
    Se uso un codice sorgente diverso per ottenere lo stesso film devo pagare i diritti?
    Si
    E quindi perché non accade lo stesso per uno spreadsheet?

    Rigiro la domanda.
    Se non accade questo per uno spreadsheet, perché deve accadere per il film?

    > Sono due cose diverse, come costruire uno
    > strumento musicale o
    > suonarlo.

    Nessuno ha mai costruito i violini come Stradivari...

    > Si, ma non puoi impedire ad altri di
    > reimplementarlo magari
    > meglio.

    Non sto parlando di reimplementarlo meglio.
    Sto parlando (perché l'avvocato ha detto questo) di ottenere le stesse funzionalità (cioè gli stessi risultati) con un sorgente diverso.
    non+autenticato
  • > Ma andiamo qualche anno nel futuro e immaginiamo
    > un programma in grado di generare in tempo reale
    > una canzone o addirittura un
    > film.


    Non occorre andare nel futuro: Poser fa esattamente questo, e ci sono già un mucchio di filmati, fumetti e simili realizzati con poser.


    > E non chiediamoci a cosa dovrebbe servire
    > (peraltro potrebbe servire a realizzare film in
    > cui lo spettatore può modificare come vuole
    > l'inquadratura) e pensiamo solo che si possa
    > fare.

    Si può già fare:





    > Del resto i filmati nei videgiochi (non quelli
    > precalcolati) si avvicinano ormai a questa
    > opportunità.
    >
    > Secondo l'opinione dell'avvocato generale,
    > sarebbe possibile realizzare un altro programma
    > che fa la stessa
    > cosa.

    Già fatto anche questo: il programma MakeHuman è un software libero che offre le stesse funzioni:

    http://www.makehuman.org/



    >
    > E allora chi mi vieta di fare lo stesso con un
    > film con attori in carne e
    > ossa?

    Intendi dire così?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Non occorre andare nel futuro: Poser fa
    > esattamente questo, e ci sono già un mucchio di
    > filmati, fumetti e simili realizzati con
    > poser.

    Hmmmm... no.
    Poser è un software di editing che ti permette di comporre una scena un po' come faresti con layout di un renderer 3D.

    In questo caso, ai fini del mio discorso il vero "programma" che realizza il film sarebbe l'insieme di istruzioni date a Poser per la realizzazione della scena
    Un po' come la differenza tra un linguaggio con compilatore e linker e i programmi che ci puoi scrivere sopra.
    Se stai pensando che non c'entra niente perche' magari Poser è un editor e non un linguaggio, pensa che POV fa le stesse cose di un editor 3D, ma è un linguaggio.

    Facciamola più semplice, proprio con POV
    Immagina il caso in cui una scena usa solo cilindri e un'altra ottiene lo stesso risultato usando solo coni (la faccio volutamente semplice per illustrare due sorgenti di POV sicuramente diversi tra loro)
    Secondo l'avvocato non ci sarebbe violazione di copyright perché è il sorgente a essere protetto (cioé lo script di POV in questo caso)

    Eppure uno dei due ha copiato l'altro...
    E se c'è violazione di copyright in questo caso, perché non c'è nel caso che il programma, invece di essere POV, è OpenCalc?

    > Si può già fare:
    >

    Questo è solo un render finale, non è un film calcolato in tempo reale.
    Io penso a qualcosa di più esteso

    > Già fatto anche questo: il programma MakeHuman è
    > un software libero che offre le stesse
    > funzioni:
    > http://www.makehuman.org/

    Vedi sopra

    > Intendi dire così?
    >

    Più o meno.
    In questo caso c'è da dire che le scelte per la riproduzione della scena implicano una certa creatività.
    Si sono fatti i costumi, hanno scelto inquadrature che non mostrassero i limiti dello sfondo, hanno riprodotto le scene spaziali.
    Io invece intendevo una riproduzione pedissequa, magari con gli stessi attori o con attori somiglianti e truccati all'uopo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: grubbolo
    > Ma andiamo qualche anno nel futuro e immaginiamo
    > un programma in grado di generare in tempo reale
    > una canzone o addirittura un
    > film.
    > E non chiediamoci a cosa dovrebbe servire
    > (peraltro potrebbe servire a realizzare film in
    > cui lo spettatore può modificare come vuole
    > l'inquadratura) e pensiamo solo che si possa
    > fare.

    Non sono sicuro di aver capito. Se intendi un programma che inventi una trama, tranquillizzati: non sarà possibile nel prossimo futuro, e se l'uomo non si rincoglionità completamente nessuno lo realizzerà neanche in un futuro più lontano.
    Se intendi che un autore scrive una sceneggiatura, e il programma la trasforma in un film... beh, probabilmente non sarà mai possibile nemmeno questo, e in ogni caso sarà peggio di un film girato da un regista americano moderno, quindi non mi preoccuperei minimamente. Ma, anche se si potesse fare, e volendo proprio preoccuparci di cosa potrebbe accadere a un'opera scritta in questo modo... stai tranquillo ugualmente: nessuno mette in discussione (purtroppo) il copyright sull'opera, ma solo sul programma.
    Tra l'altro, tutelare il codice sorgente di un programma di tale complessità, per tutti i fini pratici, equivale a tutelare il programma. Anche se tu sapessi programmare benissimo e conoscessi benissimo la teoria della relatività speciale, fidati, questo non ti basterebbe per scrivere un programma che simuli ciò che accade nell'universo. Stiamo parlando di aria fritta.
    non+autenticato
  • > Non sono sicuro di aver capito. Se intendi un
    > programma che inventi una trama, tranquillizzati:
    > non sarà possibile nel prossimo futuro, e se
    > l'uomo non si rincoglionità completamente nessuno
    > lo realizzerà neanche in un futuro più
    > lontano.

    È già possibile adesso, con la generazione procedurale di contenuti.
    Tieni presente che che le trame possibili non sono poi molte (meno di un centinaio), le altre sono tutte variazioni sul tema.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Tieni presente che che le trame possibili non
    > sono poi molte (meno di un centinaio), le altre
    > sono tutte variazioni sul
    > tema.

    C'è chi dice che le trame possibili siano 12.
    Christopher Booker le riduce addirittura a 7.
    In esercizi di riduzionismo si può scendere a 5 (uomo contro se stesso, uomo contro uomo, uomo contro natura, uomo contro società, uomo contro dio/fato/sovrannaturale), due e addirittura una soltanto

    http://www.straightdope.com/columns/read/2366/what...
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno nessuno
    > Non sono sicuro di aver capito.

    Parlo di un programma che genera un film in tempo reale a partire da alcuni dati inseriti al suo interno.
    Un po' come un foglio di calcolo produce un risultato in base ai dati che metti nelle celle.
    Il mio è solo un esempio estremo, sullo stile della fantascienza per mostrare i limiti del ragionamento dell'avvocato in questione.
    non+autenticato
  • Le idee non si possono brevettare. Il copyright è solo il mezzo che il padrone usa per far soldi sulle tue spalle.
    non+autenticato
  • Guarda che Diritto d'autore e Brevetto industriale sono due concetti similari ma differenti. l'Algoritmo lo posso brevettare ma non è diritto d'Autore.
    non+autenticato
  • Finalmente si potranno scrivere integrazioni ai programmi di linux senza dover per forza sottostare alle umilianti licenze gpl3 e gpl2...

    Forse nessuno ci ha mai fatto caso, ma per anni qelli di linux grazie proprio a queste licenze umilianti per i programmatori, sono riusciti a tenere in scacco un sacco di idee. obbligando spesso con il ricatto del "se viola la gpl non puoi pubblicarlo altrimenti ti portiamo in tribunale " all'omologazione coatta di milioni di programmatori.Basta farsi due conti e osservare la situazione per quanto riguarda lo sviluppo software in ambiente non windows.

    Ottima notizia, ottima notizia davvero!
    non+autenticato
  • - Scritto da: deltoide
    > Finalmente si potranno scrivere integrazioni ai
    > programmi di linux senza dover per forza
    > sottostare alle umilianti licenze gpl3 e
    > gpl2...

    Non credo tu abbia capito, questo che dici continuo a non poterlo fare, il problema.

    > Forse nessuno ci ha mai fatto caso, ma per anni
    > qelli di linux grazie proprio a queste licenze
    > umilianti per i programmatori, sono riusciti a
    > tenere in scacco un sacco di idee. obbligando
    > spesso con il ricatto del "se viola la gpl non
    > puoi pubblicarlo altrimenti ti portiamo in
    > tribunale " all'omologazione coatta di milioni di
    > programmatori. Basta farsi due conti e osservare
    > la situazione per quanto riguarda lo sviluppo
    > software in ambiente non windows.

    Maggior numero di bachi, dll hell, e' molto peggio su windows infatti lo dico anche io, pero' a parte questo non hai capito nulla dell'articolo.

    > Ottima notizia, ottima notizia davvero!

    Spero tu non rimanga troppo deluso.
    krane
    22544
  • - Scritto da: deltoide
    > Finalmente si potranno scrivere integrazioni ai
    > programmi di linux senza dover per forza
    > sottostare alle umilianti licenze gpl3 e
    > gpl2...
    >
    Annoiato
    TrollTroll occhiolinoTroll chiacchieroneTroll occhi di fuoriTroll di tutti i colori
  • non mi pare che cambi moltissimo dal punto di vista GPL, a meno che non riscrivi l'intero GNU-linux, usando strutture (idee) simili ma codice del tutto diverso e originale, cosa che puoi fare da tempo, xche' visto l'accesso ai sorgenti non devi fare alcuna ing inversa per scoprire le idee; ma l'attuale GNU-linux e' espressione dell'idea quindi resta protetto da licenza.

    cambia molto per chi ha sempre nascosto le idee! diventa sempre legittimo cercarle con l'ing inversa e fare una versione originale delle stesse idee, sotto GPL o no (in tal caso usando basi non GPL).

    comunque bisogna vedere, nn credere che "chi nasconde le idee" se ne stia cosi'..
    non+autenticato
  • Il livello dei troll sta scendendo vertiginosamente... segno dei tempi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: deltoide
    > Finalmente si potranno scrivere integrazioni ai
    > programmi di linux senza dover per forza
    > sottostare alle umilianti licenze gpl3 e
    > gpl2...

    Ti sei umiliato da solo, manifestando la tua totale ignoranza: la licenza del sistema operativo non ha nulla a che vedere con le licenze dei programmi che ci girano: non c'è scritto da nessuna parte che i programmi per linux devono essere sotto gpl, ci sono anche programmi con altre licenze (e ci sono programmi con licenza gpl anche sotto windows)
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > - Scritto da: deltoide
    > > Finalmente si potranno scrivere integrazioni
    > ai
    > > programmi di linux senza dover per forza
    > > sottostare alle umilianti licenze gpl3 e
    > > gpl2...
    >
    > Ti sei umiliato da solo, manifestando la tua
    > totale ignoranza: la licenza del sistema
    > operativo non ha nulla a che vedere con le
    > licenze dei programmi che ci girano: non c'è
    > scritto da nessuna parte che i programmi per
    > linux devono essere sotto gpl, ci sono anche
    > programmi con altre licenze (e ci sono programmi
    > con licenza gpl anche sotto
    > windows)

    quello che dici e' falso. ormai quasi tutte le distribuzioni linux vengono distrubuite epurate da tutti quei sofwtare che secondo i puristi della gpl violano la verginita' di linux....poco importa se questi sono gratuiti come i driver delle schede invidia...l'unica cosa che importa e' che il codice debba essere gpl, il resto sono chiacchere...o ti pieghi o sei fuori dal giro

    Non esiste piattaforma software così intrisa di odio ideologico nei confronti dei programmatori non allineati come nel mondo di linux. Ogni tentativo di fare collaborare i due mondi viene costantemente sabotato dai paladini di stallman...prendiamo ad esempio il compilatore gcc...ora grazie alle nuove super-restrittive norme gpl3, non puo' essere usato per compilare eseguibili closed source o che girano su piattaforme che in qualche modo usano controlli di sicurezza anche innocqui come chechsum preventivi degli eseguibili ecc...
    non+autenticato
  • > quello che dici e' falso. ormai quasi tutte le
    > distribuzioni linux vengono distrubuite epurate
    > da tutti quei sofwtare che secondo i puristi
    > della gpl violano la verginita' di linux....

    A parte il fatto che non è vero, ti ricordo che molto del software di linux (gran parte delle librerie, ad esempio), non è sotto gpl ma sotto lgpl. Quindi, stai dicendo delle sciocchezze.


    > poco
    > importa se questi sono gratuiti come i driver
    > delle schede invidia...l'unica cosa che importa
    > e' che il codice debba essere gpl, il resto sono
    > chiacchere...o ti pieghi o sei fuori dal
    > giro


    Anche se così fosse (e così non è, in realtà), che problema ci sarebbe? A me la gpl piace, e mi va benissimo accettare di sviluppare in quei termini.

    A te non va bene? Se è così, perchè?

    >
    > Non esiste piattaforma software così intrisa di
    > odio ideologico nei confronti dei programmatori
    > non allineati come nel mondo di linux. Ogni
    > tentativo di fare collaborare i due mondi viene
    > costantemente sabotato dai paladini di
    > stallman...prendiamo ad esempio il compilatore
    > gcc...ora grazie alle nuove super-restrittive
    > norme gpl3, non puo' essere usato per compilare
    > eseguibili closed source

    Dove l'hai sentita questa? Falso. La licenza del runtime lo consente esplicitamente.

    > o che girano su
    > piattaforme che in qualche modo usano controlli
    > di sicurezza anche innocqui come chechsum
    > preventivi degli eseguibili
    > ecc...

    Vale a dire l'iphone e basta.
    non+autenticato
  • > A parte il fatto che non è vero, ti ricordo che
    > molto del software di linux (gran parte delle
    > librerie, ad esempio), non è sotto gpl ma sotto
    > lgpl. Quindi, stai dicendo delle
    > sciocchezze.
    >
    >
    > > poco
    > > importa se questi sono gratuiti come i driver
    > > delle schede invidia...l'unica cosa che
    > importa
    > > e' che il codice debba essere gpl, il resto
    > sono
    > > chiacchere...o ti pieghi o sei fuori dal
    > > giro
    >
    >
    > Anche se così fosse (e così non è, in realtà),
    > che problema ci sarebbe? A me la gpl piace, e mi
    > va benissimo accettare di sviluppare in quei
    > termini.
    >
    > A te non va bene? Se è così, perchè?

    perche' limita la mia liberta'... per esempio non mi permette di realizzare in azienda una versione custom di openoffice che eviti di eseguire macro non autoizzate o file non autorizzati perche' privi di drm... questo per il semplice motivo che spesso le password non bastano o cmq sono poco pratiche...in questo caso l'opensource vista come furia ideologica verso il diverso, mi bloccherebbe una mia libera scelta.


    > Dove l'hai sentita questa? Falso. La licenza del
    > runtime lo consente
    > esplicitamente.

    Falso, ci si nasconde dietro al legalese...per stare sul sicuro, meglio abbandonare gcc e usare altri tool...almeno si dorme sereni e non si corre il rischio tra qualche anno di trovarsi gli avvocati della fsf a batter cassa con una delibera del tribunale...

    http://lwn.net/Articles/343608/

    ecco un'analisi chiara su come sia criptica la licenza di gcc

    > > o che girano su
    > > piattaforme che in qualche modo usano
    > controlli
    > > di sicurezza anche innocqui come chechsum
    > > preventivi degli eseguibili
    > > ecc...
    >
    > Vale a dire l'iphone e basta.

    non mi riferisco ai dispositivi apple, che ovviamente tu conosci bene perche' in percentuale occupano oltre a meta' del mercato dei tablet e 1/3 di quello degli smarphone... ma in verita' mi riferivo ad utilizzi piu' di nicchia e forse proprio per questo tu non conosci...roba professionale in cui si usano ontrolli hardware incrociati per garantire maggiore sicurezza al proprio sistema...
    non+autenticato
  • - Scritto da: deltoide

    > > che problema ci sarebbe? A me la gpl piace,
    > e
    > mi
    > > va benissimo accettare di sviluppare in quei
    > > termini.
    > >
    > > A te non va bene? Se è così, perchè?
    >
    > perche' limita la mia liberta'... per esempio non
    > mi permette di realizzare in azienda una versione
    > custom di openoffice che eviti di eseguire macro
    > non autoizzate o file non autorizzati perche'
    > privi di drm... questo per il semplice motivo che
    > spesso le password non bastano o cmq sono poco

    Sbagliato, puoi benissimo farlo, e tenerti le tue modifiche per te. Se però vuoi distribuire la versione modificata al di fuori della tua azienda, gratis o a pagamento, devi rilasciare sotto GPL.
    E sarebbe anche giusto, visto che hai approfittato di una intera suite office, gratis, che tu dia il tuo contributo.
    Se invece vuoi la libertà di prendere senza dare nulla in cambio, usa SW sotto BSD che te lo permette.


    > pratiche...in questo caso l'opensource vista come
    > furia ideologica verso il diverso, mi
    > bloccherebbe una mia libera
    > scelta.

    Libera scelta di prendere senza dare niente in cambio?
    La GPL è una licenza come tutte le altre, e l'autore originale sceglie quanto aperto o chiuso vuole che il suo software sia.
    non ti sta bene? Accomodati fuori, ci sono un sacco di altri SW e altre licenze.

    > > Dove l'hai sentita questa? Falso. La licenza
    > del
    > > runtime lo consente
    > > esplicitamente.
    >
    > Falso, ci si nasconde dietro al legalese...per
    > stare sul sicuro, meglio abbandonare gcc e usare
    > altri tool...almeno si dorme sereni e non si
    > corre il rischio tra qualche anno di trovarsi gli
    > avvocati della fsf a batter cassa con una
    > delibera del
    > tribunale...

    Non hai proprio la minima cognizione di causa.
    Vatti a leggere la GPL, è inclusa in tutti i SW liberi, è chiarissima ed è una paginetta.

    > http://lwn.net/Articles/343608/
    >
    > ecco un'analisi chiara su come sia criptica la
    > licenza di
    > gcc

    La GPL3 aggiunge alcune limitazioni per impedire certe pratiche di chiusura di fatto del SW tramite brevetti o blocchi hardware. Non ti piace? Non usare SW sotto GPL3, limitati alla GPL2 o riscriviti tutto da zero come un vero uomoCon la lingua fuori
    Funz
    13000
  • - Scritto da: Funz
    > La GPL3 aggiunge alcune limitazioni per impedire
    > certe pratiche di chiusura di fatto del SW
    > tramite brevetti o blocchi hardware. Non ti
    > piace? Non usare SW sotto GPL3, limitati alla
    > GPL2 o riscriviti tutto da zero come un vero uomo
    >Con la lingua fuori
    In esadecimale, ovviamente, come un VERO programmatoreSorride
    non+autenticato
  • Ed infatti chi la ha per primo ha un vantaggio competitivo che sta a lui gestire. Tanto per fare un esempio (piaccia o meno): facebook nasce per primo, difficile per altri social network superarlo a meno che il primo non faccia grosse cappelle e/o il secondo idee più brillanti.

    L'idea quindi non è brevettabile nè può esser protetta da diritto d'autore, non puoi impedire agli altri di emularti, è contronatura.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Ed infatti chi la ha per primo ha un vantaggio
    > competitivo che sta a lui gestire. Tanto per fare
    > un esempio (piaccia o meno): facebook nasce per
    > primo, difficile per altri social network
    > superarlo a meno che il primo non faccia grosse
    > cappelle e/o il secondo idee più
    > brillanti.

    Si, si proprio per primo, riprova...

    > L'idea quindi non è brevettabile nè può esser
    > protetta da diritto d'autore, non puoi impedire
    > agli altri di emularti, è
    > contronatura.
    Ti consiglio di documentarti meglio!
    Prova ad esempio la lunga battaglia, con lieto fine, del signor dyson vs electrolux
    non+autenticato
  • - Scritto da: malto

    >
    > Si, si proprio per primo, riprova...



    Non ricordo altri social network simili a facebook, se mi aiuti, grazie



    >
    > > L'idea quindi non è brevettabile nè può esser
    > > protetta da diritto d'autore, non puoi impedire
    > > agli altri di emularti, è
    > > contronatura.
    > Ti consiglio di documentarti meglio!
    > Prova ad esempio la lunga battaglia, con lieto
    > fine, del signor dyson vs
    > electrolux

    Stavamo parlando di software: se io faccio un programma che fa la compressione dei file non posso impedire ad un altro di fare altrettanto, è stupido. Magari posso proteggere il mio algoritmo o il mio formato, ci sarebbe da ridire anche su questo comunque, ma non l'idea di fare qualcosa con un software. Se si potesse fare allora il primo che si inventa qualcosa dovrebbe anche rimanere l'unico, ad esempio il primo che si è inventato il gestionale fiscale lo dovrebbe fare solo lui. Non ha senso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > - Scritto da: malto
    >
    > >
    > > Si, si proprio per primo, riprova...
    >
    > Non ricordo altri social network simili a
    > facebook, se mi aiuti,
    > grazie

    myspace?

    >
    > >
    > > > L'idea quindi non è brevettabile nè può
    > esser
    > > > protetta da diritto d'autore, non puoi
    > impedire
    > > > agli altri di emularti, è
    > > > contronatura.
    > > Ti consiglio di documentarti meglio!
    > > Prova ad esempio la lunga battaglia, con
    > lieto
    > > fine, del signor dyson vs
    > > electrolux
    >
    > Stavamo parlando di software: se io faccio un
    > programma che fa la compressione dei file non
    > posso impedire ad un altro di fare altrettanto, è
    > stupido.

    Vero, riprovo: Viterbi ti dice niente?
    non+autenticato
  • >
    > myspace?
    >

    uguale uguale a facebook, stesso meccanismo, stesse possibilità... non ci avevo pensato


    >
    > Vero, riprovo: Viterbi ti dice niente?

    Dimmi cosa vuoi dire tu, si fa prima
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Se leggessi il libro 'facebook, la storia'
    > sapresti che c'erano almeno una decina di social
    > network da cui FB trasse
    > ispirazione.

    Problemi di insonnia?Occhiolino

    > Senza contare che per anni facebook rimase chiuso
    > al mondo, disponibile solo agli atenei degli USA
    > (aggiunti uno per uno nel
    > tempo).
    > FB fece successo perché:
    > -era minimale (gli altri avevano *più* funzioni e
    > questo distraeva/incasinava
    > l'utente)
    > -non aveva pubblicità insistenti
    > -era inizialmente un circolo esclusivo (solo chi
    > aveva email negli atenei poteva accedere) e la
    > gente era orgogliosa di farne
    > parte.
    > -Ultimo motivo, quello principale, non aveva
    > momenti di down o rallentamenti: a differenza dei
    > concorrenti che non riuscivano a scalare
    > azzoppandosi da soli, Zuckerberg era maniaco
    > delle prestazioni ed investiva continuamente in
    > nuove macchine. Inoltre poteva controllare il
    > meccanismo di crescita, ritardando o comunque
    > temporizzando l'ingresso di nuovi atenei nel
    > social in modo da bilanciare il carico sui
    > server. Dopo di che trovò grossi investitori e
    > vinse facile dal punto di vista della struttura
    > tecnica.

    Grazie, per aver istruito l'amico lemonOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: malto
    > Vero, riprovo: Viterbi ti dice niente?

    Viterbi non è brevettato, o sbaglio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: malto
    > > Vero, riprovo: Viterbi ti dice niente?
    >
    > Viterbi non è brevettato, o sbaglio?

    http://www.google.com/patents
    non+autenticato
  • se anche non e' il primo e' quello che lo ha lanciato meglio commercialmente, protezionismo usa permettendo.

    due precisazioni,
    1-non credere che finisca qui
    2-questa e' l'anticamera al brevetto software

    il copyright protegge la specifica realizzazione ma non l'idea, ok, mentre il brevetto oggi protegge l'idea realizzativa (ma non il principio o la scoperta); chiaro che "l'idea" nel software si avvicina pericolosamente al brevetto..
    non+autenticato