Claudio Tamburrino

Francia, denuncia contro streaming e download

Senza attendere la nuova fase di HADOPI, i detentori dei diritti partono all'attacco delle piattaforme di condivisione e degli intermediari che le rendono accessibili

Roma - In Francia è stata depositata la prima denuncia con richiesta di blocco di un sito sospettato di favorire la diffusione di contenuti in violazione del diritto d'autore.
I titolari dei diritto sono così passati all'offensiva senza attendere la nuova fase di HADOPI annunciata, in cui tenterà di agire ad un livello più alto della diffusione online di opere protette da proprietà intellettuale e in cui si intende attaccare direttamente i fornitori di streaming e direct download.

Finora il sistema a tre colpi previsto dalla dottrina Sarkozy si concentrava sulla lotta al P2P: sarebbe riuscito, secondo i dati ufficiali, a diminuire il fenomeno del 35 per cento. Ma limitandosi a solo una delle forme di distribuzione di contenuti ciò, anche se fosse un dato confermato, non basterebbe.

A spingere per questa riforma, già battezzata HADOPI 3, sono naturalmente i detentori dei diritti: in attesa che questa possibilità diventi ufficiale, d'altronde, si sono mosse proprio le associazioni di categoria del settore (Syndicat de l'Edition Vidéo Numérique, SEVN, la Fédération Nationale des Distributeurs de Film, FNDF e l'Association des Producteurs de Cinéma, APC).
Al centro della nuova accusa vi sono proprio i siti di streaming e download diretto AlloShare, AlloMovie, AlloShowTV. Ma accanto ad essi anche gli Internet Service Provider: Orange, France Télécom, Bouygues, Darty, Free, Google, Microsoft, NC Numéricable e Yahoo! e SFR. Non è chiaro, invece, se tra le piattaforme sotto esame vi siano anche MegaVideo e MegaUpload.

Per il momento l'azione dei detentori dei diritti si basa sull'articolo 336-2 del Codice proprietà intellettuale che parla genericamente di possibilità di adottare tutte le misure necessarie a prevenire o interrompere violazioni di diritto d'autore o di altri diritti di visione perpetrate da un servizio online.

Claudio Tamburrino
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