Manovra Monti, rivoluzione della privacy per imprese ed enti

di L. Giacopuzzi (www.studiogiacopuzzi.it) - Il dato personale diventa proprio solo delle persone fisiche, non più delle persone giuridiche. Che restano però "abbonati". Cosa cambia in ambito telemarketing?

Roma - Stupore, e sconcerto. Questi i sentimenti che in chi scrive ha suscitato la Manovra Monti per ciò che attiene alla privacy, la cui disciplina è stata oggetto di una vera e propria rivoluzione. Stupore, perché, dopo le recenti modifiche apportate al Codice della privacy per effetto del Decreto Sviluppo, detti interventi sono giunti inaspettati. Sconcerto, in quanto, sotto un profilo strettamente giuridico, desta non poche perplessità il fatto che il nuovo assetto sia stato disegnato da uno strumento, quale il "decreto-legge", che il Governo (cui non appartiene la funzione legislativa, la quale, come noto, è esercitata dalle Camere) può utilizzare solo in casi straordinari di necessità ed urgenza, non presenti nel caso di specie in relazione alla privacy.
La modifica è conseguita ad una sola previsione, ma di portata dirompente.

Facciamo chiarezza, ripercorrendone, anzitutto, il dato normativo.
La Manovra Monti, all'art. 40, comma 2, così recita:

"2. Per la riduzione degli oneri in materia di privacy, sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
a) all'articolo 4, comma 1, alla lettera b), le parole "persona giuridica, ente od associazione" sono soppresse e le parole "identificati o identificabili" sono sostituite dalle parole "identificata o identificabile".
b) All'articolo 4, comma 1, alla lettera i), le parole "la persona giuridica, l'ente o l'associazione" sono soppresse.
c) Il comma 3-bis dell'articolo 5 è abrogato.
d) Al comma 4, dell'articolo 9, l'ultimo periodo è soppresso.
e) La lettera h) del comma i dell'articolo 43 è soppressa."
Già ad una prima lettura si percepisce quella che è la novità di maggior impatto: la nozione di "dato personale", perno della disciplina di cui al Codice della Privacy, si depotenzia, essendo detta relativa alle sole persone fisiche (e non, come in passato, anche alle persone giuridiche, enti o associazioni).
Va da sé che la modifica si riverbera anche sulla definizione di "interessato", che ora può essere solamente una persona fisica.

Da quanto precede, consegue che la persona giuridica (sia essa una società, un ente o un'associazione) fuoriesce del tutto dalla disciplina-privacy in quanto soggetto da tutelare, e ciò a prescindere dal fatto che il trattamento dei dati personali avvenga per finalità amministrativo-contabili, o meno (in relazione a quest'ultimo aspetto si noti che, coerentemente, il comma 3-bis dell'art.5 è stato abrogato).
Come rilevato in precedenza, trattasi di una rivoluzione.
Ciò, tuttavia, non significa che le imprese possano disattendere le indicazioni del Codice della privacy e del Garante per la protezione dei dati personali, poiché esse trattano, e continueranno a trattare, anche dati di persone fisiche.

Come non significa che la persona giuridica scompaia dal Codice della privacy. Il riferimento alle persone giuridiche, enti od associazioni, infatti, continua ad essere incluso nella definizione, tra le altre, di "abbonato". Ciò comporta che, in forza del combinato disposto degli articoli 129 e 130 del Codice, il telemarketing su elenchi continua a ricevere protezione ai sensi della disciplina privacy.

Non vengono meno, peraltro, anche altre tutele per gli abbonati, tra cui quelle dettate dall'art. 122 e seguenti del Codice.

Sul fatto che quanto appena riferito discenda da una scelta consapevole, e non sia, piuttosto, frutto di una svista nella redazione del provvedimento, pare lecito nutrire dubbi. Sfugge, infatti, la ragione per la quale la persona giuridica, la cui tutela in punto privacy esce non poco affievolita dalla Manovra Monti, conserva intatte le proprie prerogative relative allo status di abbonato e, in particolare, in tema di telemarketing.
A maggior ragione se si considera che, ai sensi dell'art. 130 del Codice, che disciplina le "comunicazioni indesiderate", ora le persone giuridiche, gli enti e le associazioni possono, per esempio, essere destinatari di campagne di e-mail marketing e di fax marketing ancorché non vi abbiano prestato consenso.

Pare opportuno, infine, intervenire sull'art. 141 del Codice, in tema di tutele dinnanzi al Garante, che la norma riserva all'interessato, al fine di consentire che anche le persone giuridiche possano avervi accesso (si pensi all'ipotesi in cui una società, nominata responsabile del trattamento, abbia interesse a rappresentare all'Authority la relativa designazione come non conforme a legge).

Avv. Luca Giacopuzzi (Studio Legale Giacopuzzi)
www.studiogiacopuzzi.it
66 Commenti alla Notizia Manovra Monti, rivoluzione della privacy per imprese ed enti
Ordina
  • Non sono un avvocato quindi non so se ho capito bene ma la privacy per le persone giuridiche mi è sempre suonato come un ossimoro per definizione, quindi vedo la cosa molto positivamente.

    La persona giuridica che lo vogliate ammettere o no, non è una persona reale è un patto che una o più persone stipulano con la collettività ed è quindi indispensabile che la collettività possa avere il completo controllo non solo dei bilanci come ora ma anche sulla trasparenza della attività.

    In passato abbiamo visto un ribaltamento completo del concetto di privacy, in cui il cittadino vero con una vita propria poteva essere indagato, molestato e colpito in ogni modo, mentre le società di capitali rischiavano poche migliaia di euro, erano condotte da persone sconosciute con marchi che non ti dovevano mai nemmeno citare per evitare querele e denunce di violazione della privacy.

    Era come entrare in casa e trovare un tizio a rubare e non potergli togliere il passamontagna per motivi di privacy.

    Dietro alle società di capitali si sono nascoste le peggiori ignomie di questo paese, l'indotto della politica, gli appalti e le mafie, è inutile anche citarle nel dettaglio perché ci sarebbe da riempire decine di pagine di esempi incredibili.

    Detto questo, visto che l'attuale governo, fa sempre capo o deve rendere comunque conto ai fautori e utilizzatori finali di queste nefandezze, penso che se anche riusciranno a fare qualcosa di significativo in questo senso, troveranno comunque il modo che non cambi mai nulla, come è sempre stato e come sempre sarà.
    non+autenticato
  • sono completamente d'accordo

    mi sembra quantomeno opinabile che fino ad adesso ci fosse la privacy per le aziende,

    non lo sapevo e mi fa orrore che prima avessero potuto partorire un abominio simile
    non+autenticato
  • >
    > La persona giuridica che lo vogliate ammettere o
    > no, non è una persona reale è un patto che una o
    > più persone stipulano con la collettività ed è
    > quindi indispensabile che la collettività possa
    > avere il completo controllo non solo dei bilanci
    > come ora ma anche sulla trasparenza della
    > attività.

    Io credo che tu abbia una piccola confusione in testa
    Per Privacy (vocabolario inglese) si intende il diritto a farsi gli affari propri.
    La legge 196 (protezione dei dati personali) non tutela questo diritto ma gestisce il dato obbligando a creare un contratto per l'uso. Da una proprietà al dato e ne fornisce dei diritti.
    Inizio sempre i mie incontri dicendo che "nulal è proibito ma tutto è regolamentato"

    La riservatezza , personale di un dato o latro , è una cosa diversa da quello che gestisce la 196. Che poi il sistema 196 si traduca anche in un atto di riservatezza è solo una conseguenza non l'obiettivo primario.
    Leggiti bene i primi tre articoli (nella versione originale) per capire meglio e scoprire quali sono i principi sanciti.
    non+autenticato
  • riservatezza voluta o no (io direi PROPRIO di si), da adesso i dati delle persone giuridiche saranno meno protetti e piu (ri)utilizzabili in ogni ambito (limitarsi al telemarketing x la 196 mi sembra perlomeno limitato).

    Innegabilmente va visto con favore tutto cio che rende meglio distinta una persona fisica da una giuridica (molto discutibile il tono dell'articolo), specie poi se viene da uno che dice che e' ora di mettere mano alle corporazioni (gli avvocati ne hanno mica una?) che vivono di nicchie protette..
    non+autenticato
  • Interessante anche il riferimento al 141 che Giacopuzzi fa in chiusura. Tra ieri e oggi ho letto di tutto sull'argomento, ma mi sembra che solo l'avv. Giacopuzzi abbia notato questa cosa, che condivido.
    non+autenticato
  • non sorprende, a giudicare dall'intervento del decreto proprio non sembrava quello il problema
    non+autenticato
  • Ma parliamo di politica o...di diritto? A me l'articolo piace, e dà spunti di riflessione, non banali, che mi piacerebbe approfondire.
    Qualcuno mi spiega, per esempio, perchè mai il telemarketing ha un regime, e l'e-mail marketing un altro. Contro il primo si può reagire, contro il secondo no. Ma vi sembra giusto?? Ha ragione l'autore!!!
    Si tratta di una una SVISTA!
    non+autenticato
  • ... sono uno dei tanti carrozzoni all'italiana. La legge la si poteva risolvere in due righe, e sarebbe stata pure più efficace. Invece ne hanno fatto un monumento farraginoso, un mostro di burocrazia come tanti altri, e prima lo smontano e meglio è. Per ora l'unica cosa veramente negativa (diciamo pure vergognosa) fatta da Monti è stato rimettere l'ICI sulla prima casa, che è come pagare l'affitto allo Stato per poter stare in casa propria. In pratica è la patrimoniale, peccato che l'abbiano messa sui poveri. Moltissimi già non sanno come pagare il mutuo, e tanti stanno anche perdendo il lavoro, ci mancava giusto l'ICI, e se c'era una cosa giusta fatta dal Berlusca era proprio l'averla tolta. Per le pensioni invece, siccome per decenni in Italia sono state praticamente regalate, non corrispondendo quasi mai ad un adeguato ammontare di contributi versati, era inevitabile che prima o poi il nodo sarebbe venuto al pettine, quindi non meravigliamoci. Anzi, qui avrebbero dovuto fare di più, ad esempio chiedendo un sostanzioso contributo di solidarietà a quelli che sono andati in pensione dopo 15 anni di "lavoro" (quindi del tutto "a sbafo" in quanto a contributi) e situazioni simili. Poi ci sono le cose che Monti non ha (ancora) fatto, come i tagli delle Provincie, ma come ne ha parlato si è levata la sassaiola, mai così forte perché si capiva che stavolta forse sarebbe stato fatto veramente. Quindi se siamo nella situazione in cui siamo la colpa è soprattutto di noi italiani, Monti o non Monti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo

    Fino a quando verrà data la disoccupazione e la pensione a tutti gli immigrati che arrivano in Italia e poi se ne tornano a casa loro, la situazione non cambierà. Alla fin fine, in questo paese, solo i furbi ed i disonesti campano. Gli altri muoiono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > - Scritto da: Carlo
    >
    > Fino a quando verrà data la disoccupazione e la
    > pensione a tutti gli immigrati che arrivano in
    > Italia e poi se ne tornano a casa loro, la
    > situazione non cambierà. Alla fin fine, in questo
    > paese, solo i furbi ed i disonesti campano. Gli
    > altri muoiono.

    Non succede né l'una né l'altra cosa, quindi cambia argomenti.
    non+autenticato
  • Se uno straniero lavora in Italia anche slo 5 anni, e paga i contributi, quando torna nel suo paese ha diritto, raggiunti i 65 anni di eta' a prendere la stessa pensione che prenderebbe un italiano con gli stessi anni di contributi... non ci vedo niente di strano in questo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > - Scritto da: Carlo
    >
    > Fino a quando verrà data la disoccupazione e la
    > pensione a tutti gli immigrati che arrivano in
    > Italia e poi se ne tornano a casa loro, la
    > situazione non cambierà. Alla fin fine, in questo
    > paese, solo i furbi ed i disonesti campano. Gli
    > altri
    > muoiono.

    Tu non hai idea di quanto pagano oggi gli immigrati di contributi, e quanto ricevono di pensione. Dovresti ringraziarli, altroché.
    Funz
    11615
  • Scusa ma sulle pensioni non condordo: i soldi (dell'IMU) non valgono niente rispetto alla vita.
    Altri 2 anni di vita buttati nel cesso (e quando sta per finire valgono di più), che per quanto mi riguarda magari diventeranno 5 o 10, giustificati da una solidarietà di facciata (dove starebbe la solidarietà nel metodo contributivo?) e da un contratto finanziario che è la più grande truffa del secolo (lo cambiano come e quando cazzo gli pare e non lo puoi rescindere).
    Ubunto
    1341
  • - Scritto da: Ubunto
    > Scusa ma sulle pensioni non condordo: i soldi
    > (dell'IMU) non valgono niente rispetto alla vita.
    >
    > Altri 2 anni di vita buttati nel cesso (e quando
    > sta per finire valgono di più), che per quanto mi
    > riguarda magari diventeranno 5 o 10, giustificati
    > da una solidarietà di facciata (dove starebbe la
    > solidarietà nel metodo contributivo?) e da un
    > contratto finanziario che è la più grande truffa
    > del secolo (lo cambiano come e quando cazzo gli
    > pare e non lo puoi
    > rescindere).

    Ubunto, però c'è gente in Italia che è andata in pensione a meno di 40-50 anni! Non tutti sono stati contenti di andarci, visto che comunque erano soddisfatti del proprio lavoro, della propria posizione. Ma molti pre-pensionamenti in passato sono stati resi possibili per agevolare quelle aziende (anche pubbliche) che avevano necessità di ridurre l'organico!
    Poi si leggono 'ste robe:
    http://www.sanguisughe.com/2011/04/parliamo-di-din.../
    http://www.sanguisughe.com/2011/10/poverino-prende.../
    Estigazzi!
  • - Scritto da: Ubunto
    > Scusa ma sulle pensioni non condordo: i soldi
    > (dell'IMU) non valgono niente rispetto alla vita

    Se le tasse le metti sui guadagni, se non guadagni non paghi, come è giusto. Se le tasse le metti sulla proprietà (quella acquisita legalmente, sulla quale le tasse le hai già pagate all'acquisto) devi pagare comunque, anche se non hai i soldi nemmeno per mangiare. Sai quanti sono in questa condizione ? E sono destinati a crescere. Ogni patrimoniale è ingiusta in linea di principio, ma se proprio la si deve mettere per ragioni eccezionali almeno la si metta sulle spalle di chi meglio la può sopportare. Invece metteranno l'IMU, che è la patrimoniale sui poveri (nel senso che farà del male soprattutto a questi).

    > da una solidarietà di facciata (dove starebbe la
    > solidarietà nel metodo contributivo?) e da un

    La solidarietà è possibile solo se chi ha pagato a sufficienza muore prima di avere riscosso. Ma se tutti campano tanto e non hanno versato abbastanza da mantenersi in pensione così a lungo la solidarietà finisce.

    Ogni qualvolta uno prende soldi che prima non ha messo, c'è qualcun altro che mette soldi che non prenderà. Se chi lavora adesso (e sono sempre di meno) quel poco che versa va a pagare la pensione di chi in pensione c'è adesso, chi mai pagherà la pensione a chi attualmente lavora, quando verrà il momento ? (*se* verrà il momento, a questo punto!). O pensi che lo potranno fare le generazioni future, sempre più malpagate, sempre più precarie e che non possono nemmeno sognare di comprarsi casa ?

    > contratto finanziario che è la più grande truffa
    > del secolo (lo cambiano come e quando cazzo gli
    > pare e non lo puoi
    > rescindere).

    Mi vuoi spiegare come fa uno a versare qualche centinaio di euro/mese di INPS per 30 (o anche 40) anni, andare in pensione a 50 anni e poi riscuotere 1000 euro per altri 30 o 35 anni ? Chi ce li mette ? Tu ?
    Ti rispondo io: si, ce li stai mettendo proprio tu (se hai un lavoro), e anch'io! Peccato che non ci sarà nessuno che ce li metterà per me o per te.

    L'unico meccanismo sostenibile è che tanto versi e tanto prendi (certo, rivalutato e con parametri vari, ma la sostanza deve essere che prendi quello che ci hai messo). Qualsiasi altra cosa non è sostenibile. Inoltre, a mio avviso, anche se uno ha versato i contributi dovuti la pensione non dovrebbe essere qualcosa che uno prende a prescindere, ma la dovrebbe prendere solo nella misura in cui non abbia altri redditi (case affittate, ecc.) tali da consentirgli già di vivere dignitosamente. Una specie di "rete di salvataggio" per la vecchiaia, come una assicurazione RC auto: non è che se non fai incidenti te la restituiscono. E se il sistema fosse impostato così ci sarebbe anche più spazio per fare *vera* solidarietà, ad esempio stabilendo che comunque il minimo della "dignità" sono, che so, 600 euro/mese, e se non ci arrivi in base ai contributi versati ti ci faccio arrivare io con un sussidio sociale (e con i soldi risparmiati in base a quanto sopra penso si potrebbe fare). Alla base c'è sempre e solo una cosa: i conti, che devono tornare, in particolare quando si parla di soldi, che tutti li vogliono ma nessuno ce li vuole mettere. Infine, la cosa assolutamente intollerabile è che comunque ci sia una "casta" che si chiama continuamente fuori dai sacrifici che impone al resto del Paese, con sistemi pensionistici e retributivi messi debitamente al riparo da ogni "turbamento".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo
    > - Scritto da: Ubunto
    > > Scusa ma sulle pensioni non condordo: i soldi
    > > (dell'IMU) non valgono niente rispetto alla
    > vita
    >
    > Se le tasse le metti sui guadagni, se non
    > guadagni non paghi, come è giusto. Se le tasse le
    > metti sulla proprietà (quella acquisita
    > legalmente, sulla quale le tasse le hai già
    > pagate all'acquisto) devi pagare comunque, anche
    > se non hai i soldi nemmeno per mangiare. Sai
    > quanti sono in questa condizione ? E sono
    > destinati a crescere. Ogni patrimoniale è
    > ingiusta in linea di principio, ma se proprio la
    > si deve mettere per ragioni eccezionali almeno la
    > si metta sulle spalle di chi meglio la può
    > sopportare. Invece metteranno l'IMU, che è la
    > patrimoniale sui poveri (nel senso che farà del
    > male soprattutto a
    > questi).
    >
    > > da una solidarietà di facciata (dove
    > starebbe
    > la
    > > solidarietà nel metodo contributivo?) e da un
    >
    > La solidarietà è possibile solo se chi ha pagato
    > a sufficienza muore prima di avere riscosso. Ma
    > se tutti campano tanto e non hanno versato
    > abbastanza da mantenersi in pensione così a lungo
    > la solidarietà
    > finisce.
    >
    > Ogni qualvolta uno prende soldi che prima non ha
    > messo, c'è qualcun altro che mette soldi che non
    > prenderà. Se chi lavora adesso (e sono sempre di
    > meno) quel poco che versa va a pagare la pensione
    > di chi in pensione c'è adesso, chi mai pagherà la
    > pensione a chi attualmente lavora, quando verrà
    > il momento ? (*se* verrà il momento, a questo
    > punto!). O pensi che lo potranno fare le
    > generazioni future, sempre più malpagate, sempre
    > più precarie e che non possono nemmeno sognare di
    > comprarsi casa
    > ?
    >
    > > contratto finanziario che è la più grande
    > truffa
    > > del secolo (lo cambiano come e quando cazzo
    > gli
    > > pare e non lo puoi
    > > rescindere).
    >
    > Mi vuoi spiegare come fa uno a versare qualche
    > centinaio di euro/mese di INPS per 30 (o anche
    > 40) anni, andare in pensione a 50 anni e poi
    > riscuotere 1000 euro per altri 30 o 35 anni ? Chi
    > ce li mette ? Tu
    > ?
    > Ti rispondo io: si, ce li stai mettendo proprio
    > tu (se hai un lavoro), e anch'io! Peccato che non
    > ci sarà nessuno che ce li metterà per me o per
    > te.
    >
    > L'unico meccanismo sostenibile è che tanto versi
    > e tanto prendi (certo, rivalutato e con parametri
    > vari, ma la sostanza deve essere che prendi
    > quello che ci hai messo). Qualsiasi altra cosa
    > non è sostenibile. Inoltre, a mio avviso, anche
    > se uno ha versato i contributi dovuti la pensione
    > non dovrebbe essere qualcosa che uno prende a
    > prescindere, ma la dovrebbe prendere solo nella
    > misura in cui non abbia altri redditi (case
    > affittate, ecc.) tali da consentirgli già di
    > vivere dignitosamente. Una specie di "rete di
    > salvataggio" per la vecchiaia, come una
    > assicurazione RC auto: non è che se non fai
    > incidenti te la restituiscono. E se il sistema
    > fosse impostato così ci sarebbe anche più spazio
    > per fare *vera* solidarietà, ad esempio
    > stabilendo che comunque il minimo della "dignità"
    > sono, che so, 600 euro/mese, e se non ci arrivi
    > in base ai contributi versati ti ci faccio
    > arrivare io con un sussidio sociale (e con i
    > soldi risparmiati in base a quanto sopra penso si
    > potrebbe fare). Alla base c'è sempre e solo una
    > cosa: i conti, che devono tornare, in particolare
    > quando si parla di soldi, che tutti li vogliono
    > Infine, la cosa
    > assolutamente intollerabile è che comunque ci sia
    > una "casta" che si chiama continuamente fuori dai
    > sacrifici che impone al resto del Paese, con
    > sistemi pensionistici e retributivi messi
    > debitamente al riparo da ogni
    > "turbamento".

    Tanto per essere chiari:
    http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_10/pen...

    Quando nel 1921 ci fu la marcia su Roma, la situazione non doveva essere molto diversa:

    "Senza i pieni poteri voi sapete benissimo che non si farebbe una lira -
    dico una lira - di economia."

    http://www.roberto-crosio.net/didattica_in_rete/Mu...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo
    > Se le tasse le metti sui guadagni, se non
    > guadagni non paghi, come è giusto.

    Quelle già ci sono: fanno parte delle imposte sul reddito.

    > Se le tasse le
    > metti sulla proprietà (quella acquisita
    > legalmente, sulla quale le tasse le hai già
    > pagate all'acquisto) devi pagare comunque, anche
    > se non hai i soldi nemmeno per mangiare.
    > Sai quanti sono in questa condizione ?

    Pochi. E' inutile che ce la raccontiamo, non esiste che un proprietario di una megavilla non abbia i soldi per pagare le tasse.

    > Ogni patrimoniale è
    > ingiusta in linea di principio.

    Al contrario, è giustissima, visto che ad essere tassata è la ricchezza, tant'è che praticamente in tutti i paesi del mondo si applica. Tieni anche conto che, pur se a fasi alterne, la ricchezza immobiliare si rivaluta di anno in anno, quindi investire nell'immobile produce un guadagno.

    > sopportare. Invece metteranno l'IMU, che è la
    > patrimoniale sui poveri (nel senso che farà del
    > male soprattutto a questi).

    E' per questo che, almeno nella vecchia ICI, c'erano le detrazioni per la prima casa.

    > Ogni qualvolta uno prende soldi che prima non ha
    > messo, c'è qualcun altro che mette soldi che non
    > prenderà. Se chi lavora adesso (e sono sempre di
    > meno) quel poco che versa va a pagare la pensione
    > di chi in pensione c'è adesso, chi mai pagherà la
    > pensione a chi attualmente lavora, quando verrà
    > il momento ? (*se* verrà il momento, a questo
    > punto!). O pensi che lo potranno fare le
    > generazioni future, sempre più malpagate, sempre
    > più precarie e che non possono nemmeno sognare di
    > comprarsi casa
    > ?
    >
    > > contratto finanziario che è la più grande
    > truffa
    > > del secolo (lo cambiano come e quando cazzo
    > gli
    > > pare e non lo puoi
    > > rescindere).
    >
    > Mi vuoi spiegare come fa uno a versare qualche
    > centinaio di euro/mese di INPS per 30 (o anche
    > 40) anni, andare in pensione a 50 anni e poi
    > riscuotere 1000 euro per altri 30 o 35 anni ? Chi
    > ce li mette ? Tu
    > ?
    > Ti rispondo io: si, ce li stai mettendo proprio
    > tu (se hai un lavoro), e anch'io! Peccato che non
    > ci sarà nessuno che ce li metterà per me o per
    > te.

    I problemi sono due. Primo, le tante "baby pensioni" degli anni passati che, fortunatamente, sono state abolite, poi tutti i vari carichi previdenziali che sono addossati all'INPS ma non spettano a lui. Mi riferisco, ad esempio, alle pensioni di invalidità ed alle casse integrazione. Le prime andrebbero a carico della fiscalità generale, le seconde andrebbero a carico dell'imprenditoria (visto che sono loro a richiederle ed a guadagnarci).
    Tieni sempre conto, poi, che in base alle stime dei ministeri si calcola che un anno di pensione sia coperto da due anni di lavoro. Se va in pensione a 60 anni uno che ha lavorato per 40, è coperto fino ad 80 anni e non sono poi tanti quelli che ci arrivano.

    >
    > L'unico meccanismo sostenibile è che tanto versi
    > e tanto prendi (certo, rivalutato e con parametri
    > vari, ma la sostanza deve essere che prendi
    > quello che ci hai messo). Qualsiasi altra cosa
    > non è sostenibile.

    In linea di principio sono d'accordo, ma devi pensare anche a chi i contributi non ha POTUTO versarli. Un esempio ? Le casalinghe.

    > Inoltre, a mio avviso, anche
    > se uno ha versato i contributi dovuti la pensione
    > non dovrebbe essere qualcosa che uno prende a
    > prescindere, ma la dovrebbe prendere solo nella
    > misura in cui non abbia altri redditi (case
    > affittate, ecc.) tali da consentirgli già di
    > vivere dignitosamente. Una specie di "rete di
    > salvataggio" per la vecchiaia, come una
    > assicurazione RC auto: non è che se non fai
    > incidenti te la restituiscono.

    Eh, no. Se i soldi li verso, li rivoglio alla fine. Non stiamo parlando di incidenti in macchina, è una cosa un po' diversa.

    > E se il sistema
    > fosse impostato così ci sarebbe anche più spazio
    > per fare *vera* solidarietà, ad esempio
    > stabilendo che comunque il minimo della "dignità"
    > sono, che so, 600 euro/mese, e se non ci arrivi
    > in base ai contributi versati ti ci faccio
    > arrivare io con un sussidio sociale (e con i
    > soldi risparmiati in base a quanto sopra penso si
    > potrebbe fare).

    Ecco perché ritengo che certi argomenti vadano a carico della fiscalità generale e non di quella contributiva dei lavoratori.

    > Alla base c'è sempre e solo una
    > cosa: i conti, che devono tornare, in particolare
    > quando si parla di soldi, che tutti li vogliono
    > ma nessuno ce li vuole mettere. Infine, la cosa
    > assolutamente intollerabile è che comunque ci sia
    > una "casta" che si chiama continuamente fuori dai
    > sacrifici che impone al resto del Paese, con
    > sistemi pensionistici e retributivi messi
    > debitamente al riparo da ogni "turbamento".

    E qui sfondi una porta aperta. Il problema è capire di cosa parliamo. Se mi parli dei vitalizi dei politici sono d'accordo, ma se ritieni (come ha detto qualcuno) un privilegio che uno possa andare in pensione a sessant'anni dopo aver lavorato per quaranta, allora non ci siamo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ozymandias

    > Pochi. E' inutile che ce la raccontiamo, non
    > esiste che un proprietario di una megavilla non
    > abbia i soldi per pagare le
    > tasse.

    Io ho una casa di 83 anni fa che è stata costruita dal mio bisnonno ed è di 290mq. Peccato che nessuno nella mia famiglia abbia un reddito più alto di 1240€ al mese.
    Secondo te io sono ricco...la casa è valutata 180mila euro, come un bilocale a Milano...

    > Al contrario, è giustissima, visto che ad essere
    > tassata è la ricchezza, tant'è che praticamente
    > in tutti i paesi del mondo si applica. Tieni
    > anche conto che, pur se a fasi alterne, la
    > ricchezza immobiliare si rivaluta di anno in
    > anno, quindi investire nell'immobile produce un
    > guadagno.

    La mia casa (quella sopra) non è aumentata di valore negli ultimi 10 anni, anzi, in realtà ne ha perso un po'...
    Investire produce guadagno se è un ivestimento reale...se paghi il muto (per esempio) non è un investimento, ma un problema...


    > In linea di principio sono d'accordo, ma devi
    > pensare anche a chi i contributi non ha POTUTO
    > versarli. Un esempio ? Le
    > casalinghe.

    La casalinga non è un lavoro. Se vivi da solo i mestieri e da mangiare te li fai da solo! Allora voglio la doppia pensione!!
    La casalinga è una disoccupata o mantenuta, non una lavoratrice. A meno che, tu, non intenda lavoro il non fare nulla di socialmente utile senza retribuzione (o con i soldi del marito!)...

    > Eh, no. Se i soldi li verso, li rivoglio alla
    > fine. Non stiamo parlando di incidenti in
    > macchina, è una cosa un po'
    > diversa.

    Allora fammi ridare i miei 20mila euro dall'assicurazione dopo 30 anni senza incidenti, anzi, fammi riavere in serizi al cittadino tutte le mie tasse!!!
  • Anche se è in legalese, l'articolo è molto chiaro.
    Personalmente lo trovo utile davvero!
    Complimenti!
    non+autenticato
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